tracciabilità uova

Come leggere il Codice di tracciabilità delle Uova

Francesca Bono

Una confezione di uova nell’angolo del frigo… Saranno ancora fresche? Per non rischiare di rovinare proprio il tiramisù, che deve svoltare la serata, afferrate le uova e controllate che non siano già scadute. Ecco allora comparire quel codice stampato sul guscio. Ma cosa sta ad indicare? Ok, sì, serve per tracciare le uova che “abitano” il nostro frigo, ma per voi è davvero così immediata la lettura? Io ogni volta giro e rigiro la confezione, per trovare una legenda, una chiave interpretativa inconfutabile. 

Cerchiamo di capire cosa può dirci il codice di tracciabilità!

Tracciabilità delle Uova: come leggere il codice stampato sul guscio

L’etichetta sul guscio

Il codice alfanumerico ci fornisce diverse informazioni sulle uova che abbiamo acquistato. Indica il tipo di allevamento da cui provengono le uova, il paese di origine, la provincia e il comune di allevamento e l’allevamento specifico da cui proviene. Le uova fresche di norma sono prodotte in Italia e nei negozi dovremmo trovare solo uova italiane.
Tuttavia
, nel caso ci trovassimo in vacanza all’estero, magari fuori Europa, dato che quel codice obbedisce ad una normativa europea potrebbe non essere presente, e al suo posto potremmo trovare la dicitura “sistema di allevamento indeterminato”. Ma vediamo nel dettaglio cosa il codice di tracciabilità europeo ci dice.

uova codice di allevamento

Fonte immagine: guidaconsumatore.com

Tipo di allevamento

La prima cifra ci informa sul tipo di allevamento da cui provengono le uova:

  • 0   = Uova da agricoltura biologica: l’allevamento utilizza mangimi e foraggi provenienti da agricoltura biologica (prodotti senza l’utilizzo di concimi chimici di sintesi e prodotti fitosanitari), integrabili fino al 20% con prodotti tradizionali. Gli animali sono in grado di razzolare liberamente all’aperto.
  • 1    = Uova da allevamento all’aperto: gli animali possono girare liberi per una parte della giornata, deponendo le uova nei pagliericci oppure sul terreno loro adibito in un ambiente esterno.
  • 2   = Uova da allevamento a terra: le galline si muovono in un ambiente chiuso, generalmente grandi capannoni, e depongono le uova a terra, sulla lettiera o nei nidi. Come abbiamo visto nell’articolo sulla carne bianca, il termine potrebbe essere fuorviante però. Le galline vivono infatti a livelli di affollamento tale per cui il movimento e soprattutto il benessere sono limitati.
  • 3   = Uova da allevamento in gabbia: gli animali non hanno libertà di movimento, trascorrono la loro vita e depongono le uova in gabbie. Le uova deposte vengono convogliate ai macchinari di confezionamento mediante un nastro trasportatore, che passa al di sotto delle gabbie. Dal 1° gennaio 2012 in tutta Europa è vietato allevare le galline ovaiole in batteria e sono consentiti esclusivamente sistemi alternativi, come le gabbie modificate o arricchite, cioè con uno spazio minimo di 750 cm2 per gallina (di cui 600 cm2 utilizzabili) con posatoio, lettiera e nido. 

Beate le uova che si sentiranno dire: “Sei uno zero!”

Paese d’origine, Provincia e comune di allevamento

Segue la sigla dello stato membro, che ci dice da dove arriva l’uovo. Ad esempio, troveremo IT per origine italiana. Troviamo poi il comune e la provincia di allevamento. Se per la provincia la sigla è di facile lettura, per il comune bisogna invece sapere che il numero stampato sul guscio è il codice ISTAT.

uova codice

Allevamento specifico

Le ultime tre cifre identificano il luogo e il nome dell’allevamento da cui le nostre uova provengono. Questo codice è assegnato dalle ASL. Esiste infatti un’anagrafe informatizzata delle aziende avicole. Per il consumatore, però, non è così immediato sapere l’azienda al quale il numero fa riferimento. Può trovare quindi sulla confezione i riferimenti.

Il packaging cosa ci dice?

Sul pack potreste leggere anche la categoria a cui appartengono. Le uova fresche, che generalmente consumiamo, sono di categoria A, mentre quelle utilizzate per lavorazioni industriali fanno parte della categoria B e C. Il produttore inoltre può comunicare attraverso la confezione il sistema di allevamento, la data di consumo preferibile, il numero di uova confezionate, il peso, il nome e la ragione sociale dell’azienda produttrice, le modalità di conservazione e il sistema di allevamento delle uova. Interessante sapere che le uova fresche vengono classificate secondo il peso:

  • XL – grandissime: 73 g e più
  • L grandi – tra i 63 e i 73 g
  • M  – medie:  dai 53 ai 63 g
  • S – piccole: meno di 52 g

uova dimensioni

Tante le informazioni presenti sull’uovo e sulle confezioni. È importante infatti che il consumatore abbia la possibilità di sapere cosa sta acquistando o mangiando. Se non riuscite proprio a venirne a capo con i codici di tracciabilità ed etichettatura europea, vi segnaliamo 4 rimedi della nonna per vedere se le uova sono ancora fresche!

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

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