Plastica usa e getta, verso il bando dell’Unione Europea

Erica Di Cillo
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Indice

     

     

    Bastoncini per la pulizia delle orecchie, posate, piatti, cannucce, palettine per bevande e aste per palloncini: sono questi alcuni dei prodotti monouso in plastica nel mirino della Commissione Europea. Nelle scorse settimane, infatti, sono state approvate le normative che impongono agli Stati membri di ridurre, a partire dal 2019, il numero di contenitori usa e getta per alimenti e non, che dovranno invece essere realizzati in materiale biodegradabile e sostenibile. Dopo l’introduzione dei sacchetti biodegradabili a pagamento, vediamo cosa cambierà quando ci sarà il via libera definitivo allo stop europeo alla plastica usa e getta.

    La stretta su dieci prodotti monouso

    bicchieri e cannucce plastica

    Sono dieci i prodotti monouso, tra cui posate, piatti e bicchieri, che verranno messi totalmente al bando se la normativa sarà approvata da Consiglio e Parlamento, mentre per altri – per i quali non esistono delle alternative biodegradabili economiche – verranno prese misure per ridurne progressivamente i consumi. Si tratta di una novità in linea con l’auspicabile intervento sulla normativa europea riguardante bottiglie di acqua e bevande, per cui entro il 2025 gli Stati membri dovrebbero introdurre dei sistemi di cauzione per raccogliere circa il 90% della plastica utilizzata in questo ambito. Dal 2019 anche i contenitori monouso per scopi alimentari, non potranno essere più forniti gratuitamente e le bottiglie dovranno essere dotate di un tappo che rimanga attaccato al contenitore stesso.

    Stop europeo a plastica usa e getta: cosa prevede?

    rifiuti plastica mare

    Le nuove norme comunitarie imporranno anche un impegno nella gestione dei rifiuti e investimenti su campagne di sensibilizzazione, oltre che nello sviluppo di prodotti alternativi sostenibili a prezzi competitivi. Un’altra novità sarà l’introduzione di un sistema di etichettatura che specifichi chiaramente come va smaltito un certo materiale e qual è il suo impatto sull’ambiente, se non viene trattato in modo adeguato: è il caso, ad esempio, degli assorbenti igienici.

    C’è poi un ultimo provvedimento che riguarda i produttori di attrezzi da pesca contenenti materiale plastico, per i quali saranno introdotti dei regimi di responsabilità, che prevedono la copertura dei costi di raccolta e trattamento.

    Ad Amsterdam la spesa senza plastica

    Nella capitale mondiale delle biciclette, la catena di cibo biologico Ekoplaza ha aperto a inizio 2018 il primo punto vendita con un intero reparto di prodotti “plastic-free”: tutto ciò che è esposto è provvisto di contenitori in vetro, metallo o materiali compostabili. La guerra alla plastica in Europa continua, e da Ekoplaza annunciano di voler estendere, entro la fine dell’anno, questi reparti a tutti i loro punti vendita dei Paesi Bassi. Un altro passo avanti, considerato che circa il 70% dei rifiuti in mare è costituito da plastica: ridurre gli imballaggi e ricorrere ad alternative sostenibili è una necessità che non possiamo più ignorare, sia come singoli, che come collettività. E c’è ancora tanto da fare perché, se è vero che aumentano le iniziative come questa olandese e i provvedimenti a livello europeo, è pur vero che da noi, in Italia, le statistiche degli ultimi mesi vedono un forte aumento nell’acquisto di frutta e verdura confezionata, una scelta comoda, per molti, ma sicuramente non ecosostenibile. Recentemente, inoltre, la Cina ha annunciato che non accoglierà più sul territorio nazionale i rifiuti dai paesi occidentali.

    Lush, a Milano lo store senza imballaggi

    lush naked shop

    Fonte: www.facebook.com/LushItalia

    Cento metri quadri in via Torino e una novità assoluta: il Lush Naked Shop offre soltanto prodotti solidi e “nudi”, privi di qualsiasi imballaggio plastico. Per il brand londinese di cosmetici freschi, fatti a mano ed etici, si tratta di un terreno già battuto: shampoo solidi, bombe da bagno e saponi senza confezione erano già presenti negli shop, ma alcune creme erano invece contenute in vasetti o altri contenitori. Dallo shop di Milano parte invece una vera rivoluzione, con il claim “Siamo tutti nudi. Ci fai compagnia?”: ciò che Lush desidera e vuole offrire è la visione di un futuro migliore, più pulito, libero dalla dipendenza da plastica, in un settore nel quale gli involucri e le confezioni sono sempre stati molto importanti, per non dire fondamentali, ai fini del marketing e della vendita.

    Inaugurato sabato 1 giugno, il negozio si propone come un punto di incontro per sviluppare la sensibilità dei consumatori sui temi dell’inquinamento, della protezione dei mari e della vita a basso impatto: più che un semplice punto vendita, è un luogo che sarà adibito anche a eventi e incontri all’insegna della condivisione e dello scambio di idee.

    Cosa ne pensate di queste nuove normative? Utilizzate dei prodotti con packaging “intelligente”? Quali altre scelte fate per limitare il consumo di materiali plastici?

    Erica Di Cillo

    Erica è nata in Molise ma da undici anni vive a Bologna, dove lavora come web writer, social media e content manager freelance. Il suo piatto preferito sono le polpette, perché prepararle la mette di buonumore. Nella sua cucina non devono mancare la salsa di soia e un wok per saltare le verdure e organizzare al volo una cena.

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