acqua di rubinetto

Se All’acqua Del Rubinetto Preferisci La Minerale…

Redazione

Almeno bevi quella dei paesi tuoi!

di Monica Valeri.

Gli italiani bevono una media di 195 litri a testa all’anno di acqua minerale (primi in Europa e terzi nel mondo, dietro agli Emirati Arabi e al Messico) e dalle fonti alla tavola per il trasporto dell’acqua si muovono nel nostro paese ogni anno circa 480.000 tir.

L’acqua è un bene comune, necessario ed insostituibile, che invece d’essere valorizzato nello sviluppo delle risorse naturali della zona, viene usato per il capitale privato e trasformato in una bevanda-merce all’interno di un mercato di prodotti d’acqua, imbottigliato e venduto a migliaia di chilometri con l’aggiunta di danni ambientali.

Infatti l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km producono emissioni pari a 10 kg di CO2 (solo il 18 % del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni). I due colossi che gestiscono il 30% di questo mercato in Italia sono Nestlè (Svizzera) e Danone (Francia). La Nestlè da sola ha più di 260 marche d’acqua nel mondo tra cui le italiane: Levissima, San Pellegrino, San Bernardo, Sandalia, Ulmeta, Vera, Recoaro, Panna, Pejo. La Danone possiede: Ferrarelle, San Benedetto, Guizza, Vitasnella, Boario, Fonteviva.

Acqua corrente

Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg di CO2 , non ha bisogno di imballaggi né dell’ utilizzo di petrolio per la fabbricazione di bottiglie di plastica ed è il sistema più economico. Inoltre l’acqua di rete normalmente è di buona qualità, ecologica e rigorosamente controllata da norme sanitarie. E’ anche vero che spesso per la depurazione batteriologica è ricca di cloruri e per questo poco allettante e poco piacevole al palato.

Per questo la Compagnia del Cibo Sincero vuole promuovere il consumo di acque da fonti vicine, per il risparmio e la salvaguardia dell’ambiente e per evitare l’uso eccessivo di energia e combustibili fossili.

Bicchiere d'acqua

L’acqua minerale è chiamata così  perché riconosciuta dal Ministero della Sanità come acqua contenente quelle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche che ne permettono la commercializzazione. Perchéproviene da un giacimento profondo, protetto ed incontaminato. Perché è pura batteriologicamente e imbottigliata all’origine e non è soggetta a trattamenti di disinfezione. Inoltre l’acqua minerale ha e deve avere per legge la costanza della composizione e della temperatura. Il contenuto costante dei sali in essa disciolti costituisce l’identità di ciascuna acqua minerale. La sua particolarità.

Le acque minerali naturali  si classificano sulla base del residuo fisso (quantità di sali minerali disciolti in un litro d’acqua misurati dopo evaporazione a 180°C espressi in milligrammi/litro):

  • minimamente mineralizzate (Residuo Fisso < 50 mg/l)
  • oligominerali (Residuo Fisso tra 50 e 500 mg/l)
  • medio minerali (Residuo Fisso tra 500 e1500 mg/l)
  • ricche di sali minerali (Residuo Fisso > 1500 mg/l)

Etichetta dell'acqua minerale naturale Surgiva

Salvo particolari indicazioni mediche (pressione alta, calcoli renali, per cui è bene utilizzare un tipo di acqua iposodica e a basso residuo fisso) è ottima abitudine variare tra i diversi tipi di acque per garantire l’assunzione di una più ampia gamma di minerali. Il consumatore ha libertà di scelta e se per motivi di gusto o di salute non vuole rinunciare alle acque in bottiglia allora può prestare attenzione e scegliere quelle minerali provenienti da fonti vicine, dal momento che ogni regione dispone di un ricco patrimonio di sorgenti.

Consulta l’elenco delle acque minerali naturali per regione per sapere quali sono le acque in bottiglia originarie della tua zona!


Se sei interessato alla tematica dell’acqua leggi anche le nostre guide:

5 curiosità sull’acqua

Acqua in bottiglia o di rubinetto: qual è la migliore?

La foto della Fonte di Hissarya è tratta da Wikimedia Commons

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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