Il PANE FRESCO, pilastro della dieta mediterranea

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Indice

    Una scelta consapevole e salutare

    Il pane è il nutrimento ideale per tutti, ha sempre rappresentato il cibo “sigillo” della cultura di un popolo e idealmente custodisce l’intera storia dell’umanità. Impastato ed infornato ogni giorno è alimento principe della nostra dieta mediterranea: fatto consolo 4 ingredienti, acqua, farina, sale e lievito, il pane è consigliato nella maggior parte delle diete, nei regimi alimentari a basso contenuto energetico e anche nell’alimentazione degli anziani, dei bambini e soprattutto degli sportivi.

    Il pane, cibo millenario…per centenari

    Il pane, fonte di carboidrati per il nostro organismo con un contenuto ridotto di grassi, ha attraversato intatto migliaia e migliaia di anni sino ai giorni nostri, adattandosi alle diverse esigenze delle tradizioni culturali e geografiche di ogni comunità e territorio. Oggi si riscopre associato a uno stile di vita sano, dopo anni in cui il suo consumo era crollato e il tasso di obesità aumentato. A far innalzare l’asticella della glicemia sono per lo più snack dolci e grassi che niente hanno a che fare con la semplicità e genuinità del pane fresco. Ancora più nel terzo millennio dove sono diffusi tanti tipi di farine (integrale, mix di cereali, senza glutine e di riso) e diversi tipi di lievitazione è importante scegliere il pane come pilastro portante della propria alimentazione. Dalla colazione, dove spesso è abbinato a frutta e marmellata o a qualche sua variante, alla merenda pomeridiana o con le pietanze dei pasti principali: il pane è sempre presente.

    Come riconoscere il Pane Fresco

    Il pane è l’alimento più sano a patto che sia prodotto con materie prime di qualità e nel rispetto della tradizione. Per questo motivo, la Regione Sardegna ha previsto di identificarlo con un contrassegno ai sensi della legge regionale n.4/2016, d’ora in poi il consumatore potrà distinguere il pane fresco semplicemente riconoscendolo tramite l’apposito contrassegno istituzionale.
    I panificatori autorizzati esporranno il contrassegno all’ingresso del proprio punto vendita e sugli scaffali dove il consumatore troverà il pane fresco e di qualità, prodotto con ingredienti semplici e genuini e nel rispetto dei tempi tradizionali della panificazione. Con l’attuale normativa, il pane fresco deve essere posto in vendita in scaffali distinti e separati da altre tipologie come quelle precotte o surgelate. Inoltre, dovranno essere indicate le modalità di cottura (come forno a legna o elettrico), il luogo di origine della materia prima e la tipologia di farina e lievito utilizzati. In questo modo il consumatore è messo nella condizione di fare una scelta consapevole e potrà comprare un pane fresco e tipico avendo la garanzia di mangiare un prodotto di qualità, realizzato secondo la migliore tradizione panificatoria. Il contrassegno sarà per tutti una garanzia oltre che una scelta di acquisto a sostegno dell’economia del proprio territorio.

    soraya

    La Sardegna, terra di centenari, è orgogliosa di tutelare le moltissime varietà dei suoi pani tradizionali: dal Civraxiu al Moddizzosu, da Su Coccoi alla Spianata un’esplosione di gusto e profumi, ognuna adatta ad accompagnare un piatto tipico delle “Regioni Storiche” dell’isola. Sulle tavole di tutta la Sardegna, mangiando il Pane Fresco, si possono riscoprire gusti autentici originati dalla fragranza degli impasti di farine ottenute da grani ancestrali lievitati naturalmente che rappresentano, con il loro antichissimo patrimonio genetico, un elemento vitale delle nostre biodiversità.

    Una ricetta tradizionale e sfiziosa per gustare il Pane Fresco

    Una ricetta tradizionale della Sardegna che, come molte ricette antiche, conta innumerevoli variazioni. Una ricetta semplice, rustica, facile da fare e dal grande impatto! Questa è la versione elaborata per noi da “Una Riccia ai Fornelli”.

    Ingredienti

    • Pane Fresco  600 g
    • Brodo Di Carne  1 l
    • Pecorino sardo Fresco  400 g
    • Casizolu  150 g
    • Pecorino sardo Stagionato  100 g
    • Erbette A Scelta (prezzemolo, menta, timo… (facoltative)) q.b.
    • Pangrattato  q.b.

    zuppa gallurese

    Procedimento

    1. La ricetta tradizionale della zuppa gallurese prevede l’utilizzo di un brodo di carni miste, in modo da fare un brodo ricco di sapore e nutriente. Mentre il brodo cuoce, preparate il formaggio, grattugiando grossolanamente quelli più freschi e tagliando a fettine quelli più stagionati.
    2. In una pirofila mettete uno strato di pane tagliato a fette di circa un cm e ricoprite con i formaggi, poi di nuovo pane e formaggi fino ad esaurimento degli ingredienti. In ogni strato potete aggiungere ai formaggi del prezzemolo tritato o altre erbette. Forate gli strati di pane con uno spiedino di legno o i rebbi della forchetta e versate sopra il brodo filtrato, in modo da inzuppare per bene tutti gli strati.
    3. Completate con una spolverata di pane grattugiato fino, che aiuterà a creare una bella crosticina.
    4. Cuocete la zuppa gallurese nel forno a 200°C ventilato per circa 25 minuti. Controllate che sia bella dorata in superficie e che i formaggi siano filanti! Servite dopo aver fatto assestare qualche minuto, ben calda.

    I contenuti di questo articolo sono stati prodotti da Noetica senza alcun coinvolgimento della redazione de Il Giornale del Cibo

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