origini del tiramisù

Dov’è nato il Tiramisù? Finalmente svelato il dolce mistero…

Elisabetta Pacifici
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Indice

     

    Il dolce più rappresentativo della tradizione pasticcera italiana è senza ombra di dubbio il tiramisù, questo dessert infatti è conosciuto ed apprezzato in tutta la nostra nazione da Nord a Sud senza distinzioni. Non solo, possiamo affermare tranquillamente che il tiramisù è il dolce italiano più famoso nel mondo, vi basti sapere che il suo nome è presente nel vocabolario comune di 23 lingue diverse e che in tutta Europa è la quinta parola italiana più conosciuta.

    zuppa del duca di siena

    Tuorlo d’ uovo, mascarpone, savoiardi inzuppati nel caffè zuccherato e cacao amaro, la ricetta di questo dolce simbolo della pasticceria italiana è molto semplice; ciò che invece non è affatto semplice è riuscire a stabilire con assoluta certezza a quale regione italiana appartenga la legittima paternità del tiramisù. Da diversi anni infatti è in corso una lunga battaglia tra alcune regioni, sulle origini del dessert, disputa che nei giorni scorsi si è ulteriormente infuocata vista l’ uscita del libro “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato“. In  questo volume, a dire degli autori, viene finalmente svelato il tanto sospirato mistero sulle origini del tiramisù, ma andiamo con ordine.

    Origini del Tiramisù: a quale regione appartiene la paternità di questo dolce?

    La Zuppa del Duca a Siena

    Una delle ipotesi sulle origini di questo dessert lo colloca geograficamente nella regione Toscana, più precisamente a Siena, dove in occasione di una visita del granduca Cosimo III de’ Medici venne inventato un dolce denominato “zuppa del duca” con caratteristiche molto simili all’attuale tiramisù. Tuttavia vi sono alcune discordanze in questa leggenda poiché sia i savoiardi che il mascarpone erano poco usati nella pasticceria senese fra il XVII e il XVIII secolo, in più quest’ ultimo ingrediente difficilmente poteva essere conservato e trasportato in tempi brevi dalla Lombardia, sua regione di produzione, alla Toscana.

    ingredienti tiramisù

    Dolce Torino in Emilia Romagna

    Altri appassionati del tiramisù (e come dar loro torto?) invece sostengono che il famoso dessert abbia origini emiliane poiché lo scrittore, gastronomo e critico letterario forlivese Pellegrino Artusi, ne descrisse la ricetta nel suo libro “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” stampato nel lontano 1891. Anche in questo caso però vi sono alcune difformità, innanzitutto il dolce si chiamava Dolce Torino e poi al posto del mascarpone veniva usato il burro.

    A Torino per Camillo Benso

    Ci spostiamo quindi in Piemonte dove un’ altra ipotesi vuole che il tiramisù sia stato creato da un pasticcere della città di Torino appositamente per dare sostegno a Camillo Benso Conte di Cavour, mentre svolgeva la sua attività politica per unificare il territorio italiano. Però nella metà dell’ 800 i metodi di produzione e conservazione degli alimenti non erano ancora così sviluppati da garantire la commestibilità del tiramisù, pertanto anche questa supposizione risulta poco credibile.

    Da Treviso agli USA

    Tra le leggende sulla nascita del tiramisù troviamo anche un protagonista recente, tale Carminantonio Iannaccone, che afferma di essere l’ inventore del famoso dolce e di averlo creato negli anni Settanta quando viveva a Treviso, mentre adesso si trova negli Stati Uniti;  a questa storia è stato dedicato anche un articolo del  Washington Post, uscito nel 2007.

    tiramisù

    Le più agguerrite: Friuli Venezia Giulia vs Veneto

    Arriviamo infine ai due contendenti più agguerriti ovvero la regione Friuli Venezia Giulia ed il Veneto. La tesi a favore di quest’ ultima regione racconta che la paternità del tiramisù appartiene alla città di Treviso dove la creazione del dolce avvenne verso la fine degli anni 60 presso il ristorante “Alle Beccherie” da parte del pasticciere Roberto “Loly” Linguanotto. Il nome del dolce fu coniato in dialetto veneto “tiramesù” e poi italianizzato in “tiramisù” per le eccezionali capacità ristoratrici e nutrizionali del dessert.

    Inizialmente questa argomentazione era ritenuta la più valida, anche perché il Friuli Venezia Giulia non aveva fatto molto per opporsi, ma viste le dichiarazioni del presidente del Veneto, Luca Zaia, di voler avviare la pratica per il riconoscimento della tipicità territoriale del dolce, i comuni di Tolmezzo in provincia di Udine e di Pieris di San Canzian d’Isonzo (Go) hanno fatto sentire le loro vibranti proteste. Difatti nella prima provincia friulana si afferma che il conteso dessert è stato inventato nell’ albergo Roma gestito da Norma Pielli, assieme al marito Giuseppe “Beppino” Del Fabbro. Nel ristorante dell’ albergo veniva servito il Dolce Torino di pellegrino Artusi, a base di savoiardi, burro, cioccolata, rosso d’uovo, latte e fu proprio la signora Pielli nel 1951a decidere di modificarlo sostituendo il mascarpone al burro ed inzuppando i savoiardi nel caffè amaro, il nome tiramisù fu deciso invece dal marito poiché era un dolce che tirava su.

    Diversamente a Pieris in provincia di Gorizia la storia del tiramisù venne scritta da Mario Consolo,  inventore del Vetturino, dolce con cioccolato e zabaglione, la cui ricetta veniva proposta dagli anni ‘40 e che è stata perfino registrata davanti ad un notaio. Alla fine della seconda guerra mondiale fu un cliente del suo ristorante a suggerirgli il nome di “tiremesu”.

    Un libro per chiarire le idee

    Ma ecco finalmente la svolta, i food writer Clara e Gigi Padovani dopo aver indagato per più di due anni sulla misteriosa origine del tiramisù sono riusciti a trovare le prove definitive che il famoso dessert italiano ha origini friulane e non venete, più precisamente fu creato tra i due comuni di Pieris di San Canzian d’Isonzo (Go) e Tolmezzo (Ud). Questo lungo periodo di ricerca, analisi e consultazioni di testimonianze storiche è stato tutto riportato nel loro libro “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato “(Giunti Editore, 160 pagine, 18 euro).

    tiramisù alternativo

    A corredo delle informazioni storiche sulla paternità del tiramisù sono state inserite 16 proposte alternative alla ricetta originale create con ingredienti provenienti da diverse parti del mondo, in più sono presenti ben 23 variazioni sul tema realizzate da 20 grandi chef italiani ed internazionali tra cui Albert Adrià, Josean Alija, Niko Romito e Iginio Massari. Insomma un volume interamente dedicato al dessert italiano per eccellenza che già dalla sua presentazione al Salone del Libro di Torino ha scatenato diverse reazioni tra cui quella infuriata di Zaia che in una nota stampa promette ancora battaglia e suggerisce di non dare credito al libro.

    E voi, conoscevate altre storie interessanti sulle origini del tiramisù?

    Elisabetta Pacifici

    Elisabetta è nata a Roma, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di cultura, cibo, cinema e curiosità. Il suo piatto preferito è il risotto, perché si può fare in moltissimi modi e non annoia mai. In cucina non posso mancare le erbe e le spezie, perché sono il tocco in più che rende unica qualsiasi preparazione.

    2 responses to “Dov’è nato il Tiramisù? Finalmente svelato il dolce mistero…”

    1. carlo says:

      a dire il vero mia mamma mangiava il tiramisù quando era piccolina, stiamo parlando degli anni 50 a Treviso, proprio in centro città e da quel che poi sta emergendo su questa storia, c’è anche una leggenda datata nei primi anni dell’800 a cui si fa riferimento a questo dolce sempre a Treviso, con dei biscotti trovati a venezia e che assorbono bene il caffè ma che non bisogna metterne troppo e con la crema al mascarpone.. si sa che le leggende sono leggende ma questa in particolare almeno è scritta e datata, quindi a meno che non sia stata scritta da un cavaliere templare viaggiatore nel tempo a breve l’autore di quel libro farà un brutta figura nazionale..

      • guido says:

        carlo, commento interessante, ma dove si può vedere l’originale di questa “leggenda scritta e datata”? Perché anche certi documenti cosidetti scritti sono talvolta leggende urbane che non si possono mai leggere quando si cercano..

        Preciso che non sono partigiano del libro in questione, solo uno storico curioso 🙂

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