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Cosa mangiano i bambini nelle scuole del centro Italia? Intervista a una maestra di Macerata

Laura Girolami
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Indice

     

    A scuola non si studiano soltanto italiano, storia, geografia e le altre materie. Si impara anche a mangiare sano. Accanto alle famiglie, infatti, sono proprio le scuole ad avere un ruolo da protagonista nel veicolare messaggi positivi e buone abitudini per quanto riguarda il valore dell’alimentazione che, come abbiamo sottolineato più volte attraverso la nostra campagna “Crescere a Tavola”, è di fondamentale importanza. Per scoprire cosa fanno ogni giorno gli istituti scolastici, dal Nord al Sud del nostro Paese, abbiamo intervistato le persone che più di tutte hanno un ruolo di osservatore privilegiato, le maestre. Dopo aver visto com’è la merenda a scuola nel Nord-Est, ci spostiamo ora al Centro Italia, per scoprire insieme quali sono le “lezioni” sul cibo che ogni giorno imparano i bambini a scuola.

    Merenda a scuola nel Centro Italia: a Macerata il progetto “Frutta nelle Scuole”

    Abbiamo chiesto alla maestra Caterina Lipari dell’istituto Enrico Mestica di Macerata di raccontarci l’esperienza dei bambini durante la merenda.

    “Di solito i bambini portano la merenda da casa, per cui come  insegnanti suggeriamo ai genitori di preparare una merenda leggera e sana”. Ma, in linea con un approccio alla prevenzione sempre più attento al tema dell’obesità infantile, racconta la maestra, “abbiamo aderito al progetto regionale ‘Frutta nelle Scuole’, per cui due volte a settimana veniva offerta ai bambini frutta di stagione a km zero. La maggior parte dei bambini gradiva mangiare la frutta a merenda. Hanno apprezzato molto il progetto, tanto da chiederne l’estensione a tre giorni a settimana”.

    Uno degli scopi principali di Frutta nelle Scuole è “educare i bambini a un’alimentazione sana ed equilibrata, aumentando l’apporto di frutta e verdura e cercando di diminuire il consumo di merendine confezionate, promuovendo allo stesso tempo prodotti biologici e locali”. I punti fondamentali di questo progetto nazionale non sono quindi diretti solo verso un’alimentazione più sana, ma mirano anche alla diffusione di conoscenza. Sapere quali sono i cibi più “buoni” per la salute e capire da dove provengono sono lezioni importanti da imparare, soprattutto a scuola.

    Caterina Lipari ci ha inoltre spiegato che il consumo di frutta non si limitasse soltanto ai momenti dedicati al progetto “negli altri giorni i bambini si portavano la merenda da casa, ma molto spesso si trattava di frutta” conclude. L’importanza del consumo di cibi salutari come la frutta è un messaggio apprezzato dai bambini, e acquisito dai genitori. Questo tipo di progetti basa il suo successo sulla comunicazione tra piccoli e grandi. I primi imparano nuove lezioni a scuola, e i secondi portano queste buone abitudini nella vita di tutti i giorni.

    Il cibo: una lezione (di vita) da imparare a scuola

    merenda a scuola

    Volodymyr Tverdokhlib/shutterstock.com

    Il cibo è uno dei momenti di condivisione e socializzazione più importanti, soprattutto a scuola. Anche durante i pasti infatti si imparano lezioni importanti, che segneranno le abitudini alimentari e sociali per il futuro. “Dal punto di vista educativo, mangiare insieme a mensa, è importante per lo sviluppo dei bambini. È un momento per socializzare e per imparare a scoprire sapori e alimenti nuovi – ci spiega la maestra Caterina Lipari – spesso, infatti, i bambini non sono abituati a mangiare alcune pietanze, ma se vedono i loro compagni di classe mangiarle allora vincono le paure e lo fanno anche loro, proprio come succede con i giochi”.

    “Anche noi maestre durante i momenti dei pasti come il pranzo o la merenda non abbiamo soltanto il ruolo di “controllo”, ma invogliamo sempre i bambini ad assaggiare tutto il cibo che hanno nei loro piatti, per aiutarli a scoprire meglio le loro preferenze e i sapori del mondo che li circonda.”

    I momenti dedicati all’educazione alimentare non sono però soltanto quelli passati in mensa: “durante tutto l’anno scolastico sono previste attività di educazione alimentare ed ambientale. In questo modo vogliamo insegnare quanto sia importante la sana alimentazione, descrivendo nel dettaglio come e soprattutto perché certi alimenti sono più salutari di altri” ci racconta la maestra Caterina.

    Infine, per rendere l’educazione alimentare più continuativa possibile, viene anche sottolineata l’importanza della collaborazione con le famiglie “i genitori sono sempre informati sulle attività svolte a scuola che riguardano l’alimentazione. In questo modo possono decidere se proseguire con gli spunti che vengono dati durante le ore di lezione anche quando i bambini sono a casa, così da avere un percorso di conoscenza alimentare continuo e completo”.

     

    Qual è l’esperienza dei vostri figli? Anche loro consumano frutta a scuola?

    Laura Girolami

    Laura è nata a Macerata, e passa le sue giornate (e alcune notti) a scrivere. Il suo piatto preferito è la pasta perché è tradizione, ricordi e la base perfetta per tutti i sapori del mondo. Secondo lei in cucina non può mancare il tempo e la creatività per dedicarsi ai fornelli.

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