limoncello villa massa

Il Limoncello di Sorrento IGP: quali sono le sue caratteristiche?

Giovanni Angelucci
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Indice

     

     

    Come per molti prodotti made in Italy, anche per il limoncello la paternità sulle origini e l’unicità è cosa seria. La sua bandiera è da sempre contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi. La storia narra una sfilza di aneddoti e racconti, come la presenza del limoncello già ai tempi dell’invasione dei saraceni, quando veniva utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo. Si legge anche che la ricetta sia nata all’interno di un convento monastico con lo scopo di deliziare i frati intenti nelle loro preghiere. Quel che è certo  è che agli inizi del ‘900 le importanti famiglie sorrentine riservavano il proprio limoncello per gli ospiti più illustri. Nel nostro viaggio sensoriale andremo a scoprire le caratteristiche del Limoncello di Sorrento IGP e conosceremo da vicino una produzione in particolare, quella di Villa Massa.

    Il limoncello, il più famoso liquore al limone

    limoncello e limoni

    In tanti lo preparano a casa, in molti lo ordinano come degna conclusione di una cena, gli stranieri che visitano l’Italia ne vanno matti, chi altro ha dei limoni così speciali come in Italia? È il limoncello, liquore per antonomasia che viene servito sulle tavole dei ristoranti e nelle case, soprattutto quelle del sud. Ognuno ha il suo, è un prodotto tanto semplice quanto complesso, laddove dalla produzione casalinga si passi ad un limoncello “fatto con i guanti”.

    Il limoncello di Sorrento IGP

    limoncello igp

    Oggi l’originale e vero limoncello di Sorrento IGP deve essere prodotto secondo disciplinare in uno dei comuni del territorio che va da Vico Equense a Massa Lubrense ma anche nell’isola di Capri (quindi non Sicilia come erroneamente spesso viene detto tantomeno estero. O meglio, può accadere ma in caso parleremmo di limoncello di Sorrento fake qualora venisse dichiarato “di Sorrento”).

    La tipologia di coltivazione tradizionale vede le piante di limoni coltivate sotto pali di castagno così da essere al riparo dagli agenti atmosferici e la raccolta solitamente avviene nel periodo da febbraio ad ottobre, sempre fatta a mano in modo da impedire il contatto diretto dei limoni con il terreno.

    È ottenuto dall’infusione a freddo delle sole bucce della specie botanica “Limone Ovale  di Sorrento”,  senza  l’utilizzo  di conservanti,  coloranti o aromi.

    Proprio  per preservarne  la tipicità ha ottenuto  l’importante riconoscimento  europeo di prodotto con Indicazione  Geografica  Protetta (I.G.P.). La pregiatissima  varietà di limoni è  sapientemente utilizzata  per la produzione del Tradizionale  Limoncello di Sorrento. Nel 2008 anche  il liquore che utilizza questa tipologia  di limone ha ottenuto un simile riconoscimento  e per questo chiamato: ‘Liquore  di Limone  di Sorrento’. “Solo le aziende  che producono tale  tipologia possono utilizzare  il suddetto marchio”, spiegano e precisano dal Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento IGP.

    Le facce del Liquore di Limone di Sorrento

    Le aziende familiari e non, che rappresentano l’autentico liquore tricolore, sono diverse e ne possiamo contare circa una ventina. Dislocate lungo il territorio definito da un rigido disciplinare, ognuna si esprime con la propria versione di limoncello ma tutte con lo stesso obiettivo: diffondere la loro “creatura” nel mondo. L’azienda il Convento condotta da Peppe Pollio che produce limoncello bio, Villa Jovis che a Sant’Agnello imbottiglia il proprio nettare nelle bottiglie di ceramica di Vietri, la Cooperativa Colline di Sorrento che oltre al buon limoncello produce deliziose marmellate di mandarino, prugne e arance, o ancora l’azienda Cassano che lavora al miglior liquore giallo dal lontano 1875. Realtà che compongono il patrimonio culturale e organolettico della nostra penisola, ne esaltano la ricchezza di cui è composta, ne imbottigliano il territorio.

    Villa Massa: un’azienda di famiglia

    Un esempio di azienda virtuosa è Villa Massa, che ha fatto del limoncello  un vero e proprio credo e lavora affinché sia conosciuto in tutto il mondo. Da sempre prestigiosa dimora di una famiglia di imprenditori napoletani, Villa Massa produce con i propri limoni un grande prodotto e ha portato avanti negli anni un piccolo gioiello. Tanto piccolo in realtà non è, considerato che sono milioni le bottiglie prodotte annualmente, ma nonostante l’acquisizione da parte del marchio spagnolo Zamora Company, Villa Massa è riuscita a mantenere quell’identità fondamentale per un prodotto come il limoncello, icona italiana. Se esiste ancora un abitante della piccola Sorrento che non sa dell’esistenza di quei limoni e della produzione portata avanti in loco, significa che questa realtà è riuscita a fare ciò a cui molti ambiscono, essere d’élite ma con un prodotto assolutamente democratico, il limoncello tricolore.

    limoneto villa massa

    Tutto iniziò con i fratelli Stefano e Sergio Massa che nel 1991 fondarono l’azienda. O forse prima, alla fine del 1800, quando a Villa Massa per tradizione gli ospiti venivano ricevuti  offrendo un liquore prodotto con i limoni dell’albero di famiglia.  Rispettando l’antica ricetta di casa, ma utilizzando delle efficienti e moderne  tecniche di produzione, i due fratelli imprenditori hanno fondato Villa Massa con l’intento di far “riscoprire” agli  Italiani e far conoscere nel resto del mondo la tradizione di questi liquori fatti in casa, tipici  dell’enogastronomia sorrentina. E ci sono riusciti? Pare proprio di sì, considerato che il prodotto viene bevuto i numerosi Paesi del mondo, con la Spagna a fare da principale mercato. Sarebbe un azzardo affermare che il limoncello possa rappresentarci e magnificare l’Italianità? Se esistono eccellenze come la Ferrari, Versace e la mortadella a renderci unici nel mondo, può farlo anche il limoncello? Può e deve farlo. E probabilmente è ciò che ha portato Villa Massa a spiccare anche tra le centinaia di produzioni approssimative che troviamo lungo lo stivale.

    Il limoncello Villa Massa

    Abbiamo già precisato quanto importante sia avere alla base una materia prima eccellente, ma non basta: a far la differenza di un’azienda contribuiscono le persone e sono loro a valorizzare il prodotto, specialmente in ambito enogastronomico. A Villa Massa ci pensa Sara Massa, Global Brand Ambassador, classe ’87, solare e briosa come i limoni che crescono sulle sue piante. È lei a guidarci tra i circa 200 alberi che si alternano lungo l’ettaro di proprietà costituito da terrazzamenti verticali. Nessun prodotto di sintesi, molto lavoro manuale, tanta storia e soprattutto una coltre di magia che aleggia nell’aria. Non è poi così comune passeggiare in un limoneto e farlo è un toccasana per anima e corpo. Un giardino di irregolari sfere giallo acceso si desteranno alla vostra vista: sono i limoni, rimasti inalterati nel corso dei secoli grazie al suolo vulcanico  e al clima mediterraneo della costa sorrentino-amalfitana, terroir (come per il vino) che favorisce la composizione di buccia  grossa e profumata, ricca di oli  essenzialiÈ qui che viene effettuata la selezione  dei migliori limoni dell’azienda, il resto viene reperito dalla cooperativa  di produttori dell’Ovale  di Sorrento I.G.P.

    limoni sorrento

    La tradizione

    La tecnica di coltivazione è rimasta immutata  nel corso dei secoli (ça va sans dire!) ed è ancora caratterizzata dall’utilizzo delle “pagliarelle”, le stuoie di paglia che vengono  appoggiate ad impalcature di pali di castagno, al fine di riparare gli alberi dagli agenti atmosferici  e di consentire ai limoni di maturare più lentamente. Oggi rare, vengono create appositamente da un paio di artigiani del paese.

    Dopo la lunga e lenta maturazione, Villa Massa utilizza un minimo di 250 grammi di limoni per ogni litro di liquore ed effettua un’infusione  di scorzette del solo “flavedo”, cioè  la parte  più esterna  della scorza più  ricca di oli essenziali. L’imbottigliamento viene effettuato al  momento dell’ordine per mantenere il prodotto più fresco ed è stata scelta la bottiglia satinata per proteggere maggiormente il contenuto dalla  luce. Per i più pignoli, si precisa che vengono imbottigliati solo ingredienti naturali e quindi non vi è traccia di coloranti, tantomeno di aromi.

    Di più, perché Villa Massa?

    Villa Massa merita una menzione speciale per il suo impegno nel tempo, per la divulgazione del limoncello nel mondo, per l’alta qualità delle proprie referenze e per la filosofia aziendale portata avanti negli anni. Esempio è la minimizzazione dei rifiuti come il frutto pelato per la produzione: il frutto infatti viene riutilizzato per avere succhi, marmellate, gelati e sorbetti. Nel 2007 ha ottenuto il maggior riconoscimento europeo in tema di “business excellence” dalla European Foundation for Quality Management e nel 2010 l’ambito Premio Pininfarina di Confindustria per la promozione del territorio.

    Non solo, la famiglia Massa è stata inoltre capofila del progetto “Pil–Progetto integrato limone”: “ci ha consentito di sperimentare nuove tecniche nella coltivazione del limone di Sorrento, esempio è l’utilizzo di un fungo che ha dimostrato di riuscire a migliorare le difese proprie dell’albero dagli attacchi dei parassiti, incrementando nel contempo la qualità dei frutti. Il progetto ha come finalità l’accrescimento della competitività del comparto del limone IGP di Sorrento, estendibile all’intera filiera campana, attraverso la realizzazione di interventi innovativi integrati nel campo della coltivazione, della trasformazione e della commercializzazione. Il tutto viene svolto in cooperazione tra aziende agricole, cooperative di produzione, imprese di trasformazione e università”, racconta Sara.

    Nuove tendenze: il limoncello da aperitivo

    limoncello cocktail

    Non c’è però tradizione che abbia senso senza un collegamento diretto con l’attualità. Se tradizionalmente il limoncello viene servito ghiacciato  come  digestivo  dopo i pasti, Villa Massa ha creato un nuovo modo di berlo, sdoganando ogni arcaico retaggio: questa bevanda può essere degustata, infatti, anche in versione cocktail come aperitivo, miscelato con  acqua  tonica,  ghiaccio e basilico. Provare per credere.Inoltre fanno parte della famiglia anche la crema di limoncello e i liquori prodotti con mandarino e noci.

    Immaginavate ci fosse un mondo così vasto dietro una semplice bottiglia di limoncello? Qual è il vostro preferito? Come amate gustarlo?

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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