Le ossessioni alimentari dei dittatori

Dictators’ dinner: le ossessioni alimentari dei dittatori

Deborah Ascolese

Se anche voi credete che la massima dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei abbia un fondamento di verità, allora non potete lasciarvi sfuggire quest’ultimo successo letterario.

Si chiama Dictators’ dinners: a bad taste guide to entertaining tyrants ed è l’ultimo libro delle scrittrici Victoria Clark e Melissa Scott, pubblicato da Gilgamesh Publishing nel dicembre 2014.

dictator's dinner

Con l’intento di rappresentare in una forma più umana gli uomini più crudeli del XX secolo, Clark e Scott hanno deciso di analizzare il rapporto che intercorre tra dittatori e cibo, così da poter descrivere questi spietati uomini attraverso le loro debolezze corporee più bizzarre.

Tra disturbi intestinali, fobie gastronomiche e manie di persecuzione, in questo articolo voglio illustrarvi alcune delle ossessioni alimentari dei dittatori, raccontate dalle due autrici britanniche.


Le più bizzarre ossessioni alimentari dei dittatori

Kim II-Sung e l’elisir di lunga vita

Cominciamo questo viaggio nelle ossessioni alimentari dei dittatori del XX secolo con il nordcoreano Kim Il-sung, ossessionato più che dal cibo, dalla paura di morire.

Pare infatti che il dittatore, oltre a mangiare solo riso selezionato chicco per chicco, all’età di 65 anni abbia creato un istituto di ricerca per sperimentare delle cure per la longevità. Per esaudire il desiderio di Kim II-sung di vivere fino a 120 anni, gli studiosi iniziarono così ad analizzare oltre 1750 tipologie di erbe, al fine di scovare un perfetto elisir di lunga vita.

Kim Il-sung

 

I “pranzi al sacco” di Ceausescu

Spostiamoci in occidente, dove pare che Nicolae Ceausescu, leader del partito comunista romeno, avesse l’abitudine di non consumare nessun pasto che non arrivasse da casa sua. Che si trattasse di impegni di lavoro o incontri politici, Ceausescu non mancava di portare con sè il suo cibo personale, suscitando, il più delle volte, il disappunto dei suoi ospiti.

Nicolae Ceausescu


Quando un digestivo non basta

I disturbi intestinali, invece, erano il vero tormento di dittatori come Adolf Hitler e Benito Mussolini. E infatti, mentre il Fuhrer fu costretto dalla sua flatulenza cronica al vegetarianesimo e all’assunzione di 28 farmaci diversi (tra cui un estratto di feci di contadini bulgari), al contrario pare che il  Duce fosse perseguitato da una fastidiosa stitichezza.

 

Benito Mussolini e Adolf Hitler

E rimanendo nelle problematiche post-digestive, nel libro non mancano Mao Tse-tung e Muammar Gheddafi, entrambi afflitti da imbarazzanti movimenti intestinali.

Mao Zedong ossessioni alimentari

 

Infine, voglio parlarvi delle abitudini di Stalin, il quale, al contrario dei personaggi appena citati, pare vivesse il suo rapporto con il cibo e con l’alimentazione in un modo particolarmente stimolante. Il leader sovietico, infatti, adorava talmente tanto la convivialità, al punto da obbligare i propri commensali a trattenersi 5-6 ore, offrendo loro cibo, canti, balli e bevute illimitate.

 

Stalin

 

E queste sono solo alcune delle ossessioni alimentari dei dittatori, presenti nel libro di Victoria Clark e Melissa Scott. Per approfondire l’argomento e scoprire tutte le strane abitudini culinarie degli uomini più potenti del XX secolo, vi consiglio di acquistare il libro delle due autrici britanniche: potrete trovarlo in lingua inglese direttamente online sul portale Mondadori Store.

Buona lettura!

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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