Il tablet al ristorante: una genialata!

Redazione

In mano al cliente di un ristorante, il tablet diventa ilpiù completo, ricco, illustrato e divertente dei menu, ovviamente graditissimo dagli smanettoni. Si possono vedere le foto dei piatti (anziché sbirciare negli altri tavoli), la loro descrizione, i consigli su quale vino abbinare. Se un cliente è celiaco o allergico a qualche alimento, basterà una toccata di schermo e dal menu spariranno tutti i piatti che gli fanno male. Se è vegetariano, vegano, bambino o se osserva particolari precetti alimentari (come fanno gli ebrei e i mussulmani), compariranno solo quelli conformi al suo stile alimentare.

E non finisce qui. Il cliente potrà fotografare il suo piatto e magari postare la foto nei social per condividerla con gli amici. Se poi il ristorante è fornito di una buona cantina, la sua visita virtuale può diventare un’esperienza esaltante per i cultori del buon bere. Con il tablet può persino diventare facile chiamare il cameriere quando si ha bisogno di qualcosa evitando di nuotare a lungo nell’aria senza alcun successo. Basta toccare l’immagine del campanellino e il cameriere è già avvertito. Inutile aggiungere che lo straniero potrà chiedere alla sua tavoletta elettronica di esprimersi nella sua lingua con grande vantaggio del servizio.

Nelle mani del maître, poi, il tablet è un utilissimo strumento di lavoro. Applicazioni sempre più avanzate gli consentono di memorizzare l’ordinazione del singolo cliente, facilmente identificato da un software, e di trasmettere l’informazione ai collaboratori interessati. Al momento di servire, il cameriere saprà esattamente chi ha chiesto cosa e se, per esempio, è necessario portare al tavolo una posata speciale, mentre l’addetto alle bevande saprà chi preferisce l’acqua naturale e chi la gassata. E sparisce la classica domanda: “Chi ha chiesto i passatelli in brodo?” con relativa risposta per alzata di dito. Scenetta plausibile in una trattoria “con la cerata” dove è persino piacevole l’oste che prende la comanda seduto al tavolo, ma non nei ristoranti di fascia superiore dove i rapporti devono essere vellutati e tutto deve filare liscio come l’extravergine di oliva. Non solo. Una volta memorizzata, la comanda elettronica viene avviata in appositi sistemi di calcolo statistico. A fine serata, l’amministratore del locale saprà quanto ha incassato, cosa occorre acquistare per l’approvvigionamento dell’indomani, i vini che ha venduto, i piatti che hanno avuto più successo. Tutto senza spulciare carte e senza chiedere niente a nessuno.

I tablet al ristorante non sono una novità di oggi e neppure una “americanata” da fast-food. Circolano già da un paio di anni nelle pizzerie come nei ristoranti di fascia alta sensibili alla tecnologia. Ne sono dotati Il Marchesino di Milano, Da Vittorio  a Brusaporto (BG) e Castello Malvezzi a Brescia. Quindi sono già ben sperimentati e ampiamente approvati dalla clientela. Ma sono ancora troppo poco diffusi.

Articolo di Martino Ragusa

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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