Fictitious Dishes

Fictitious Dishes: quali Libri rappresentano questi Piatti?

Deborah Ascolese

Si chiama Fictitiuos Dishes ed è molto più di un libro di fotografia. È una sorta di “indovinello letterario”, se così si può dire. Già perché in questo album, la designer newyorkese Dinah Fried, ha voluto rappresentare i piatti e le pietanze presenti in 50 capolavori della letturatura moderna e contemporanea.

In questo articolo ve ne proporrò dieci: siete sicuri di riuscire a indovinarli tutti?

 

Fictitious Dishes: 10 piatti per 10 capolavori della letteratura

Tea all’inglese

La prima delle fotografie di Fictitious Dishes che voglio sottoporvi ritrae una tavola perfettamente imbastita per il tea delle cinquePer aiutarvi vi dirò che, al contrario di quanto si possa pensare, i commensali di questa tavolata non hanno affatto il tipico aplomb inglese e sono tutt’altro che disciplinati!

Alice's Adventures in Wonderland

Avete indovinato? Si tratta della tavola del Cappellaio Matto in “Alice e il Paese delle Meraviglie” di Lewis Carrol.

“Have some wine,’ the March Hare said in an encouraging tone. Alice looked all round the table, but there was nothing on it but tea”.

Arancia e Tequila

Chi siede a questa tavola è matto e “delirante” quasi quanto il Cappellaio di Alice. Anche perché nella versione cinematografica è interpretato dallo stesso attore.

Paura e delirio

È ovviamente una tavola degna di “Paura e Delirio a Las Vegas” di Hunter S. Thompson!

“You goddamn honkies are all the same.’ By this time he’d opened a new bottle of tequila and was quaffing it down….He sliced the grapefruit into quarters…then into eighths…then sixteenths…then he began slashing aimlessly at the residue”.

 

Una merenda senza tempo

Quelle madeleine dicono già tutto. Se ne può addirittura sentire il profumo!

Alla Ricerca del tempo Perduto

Stiamo parlando di “La strada di Swann”, primo capitolo de “Alla Ricerca del Tempo Perduto” di Proust!

“One day in winter, as I came home, my mother, seeing that I was cold, suggested that, contrary to my habit, I have a little tea. I refused at first and then, I do not know why, changed my mind. She sent for one of those squat, plump cakes called petites madeleines…”

 

Un colorato buffet

Una buffet senza precedenti, ricco di colori, sapori e odori. La rappresentazione di un mondo tanto scintillante e lussuoso, quanto ormai privo di ogni valore.

Il Grande Gatsby

È la tavola de “Il Grande Gatsby”, capolavoro dello scrittore Francis Scott Fitzgerald.

“On buffet tables, garnished with glistening hors-d’oeuvre, spiced baked hams crowded against salads of harlequin designs and pastry pigs and turkeys bewitched to a dark gold”.

 

Una zuppa senza pari

Un piatto semplice, ma che ha la straordinaria capacità di donare un po’ di calore durante un gelido viaggio. Era questo il pasto del Capitano Acab in  “Moby Dick” di Herman Melville.

Moby Dick

“Our appetites being sharpened by the frosty voyage, and in particular, Queequeg seeing his favorite fishing food before him, and the chowder being surpassingly excellent, we despatched it with great expedition…”

 

Una colazione da veri duri!

Pane, formaggio e uova sode. Il tutto inondato da una tazza di caffè americano. Un indizio? È la colazione di una donna con gli attributi, non troppo amata dagli uomini!

Uomini che odiano le donne

Parlo di Liz Salander, protagonista della trilogia Millennium di Stieg Larsson. E questo è uno dei piatti tratti dal primo libro “Uomini che odiano le donne”.

 

“She improvised bandages and covered the wound with a makeshift compress. Then she poured the coffee and handed him a sandwich. ‘I’m really not hungry,’ he said. ‘I don’t give a damn if you’re hungry. Just eat,’ Salander commanded, taking a big bite of her own cheese sandwich”.

 

Gli avanzi della sera prima

Solo in un mondo alienante e repressivo si potrebbe mangiare un piatto tanto ripugnante. Purtroppo, questo rappresentava la colazione del povero Gregor, il protagonista-scarafaggio delle “Metamorfosi” di Kafka.

Metamorfosi

“There were old, half-rotten vegetables; bones from the evening meal, covered in white sauce that had gone hard; a few raisins and almonds; some cheese that Gregor had declared inedible two days before; a dry roll and some bread spread with butter and salt….”

 

Pane e acqua

Che dire, un piatto povero, triste e sconsolato. Esattamente come il protagonista di questo romanzo. 

Oliver Twist

Esiste qualcuno più triste di “Oliver Twist” di Charles Dickens?

“Child as he was, he was desperate with hunger, and reckless with misery. He rose from the table; and advancing to the master, basin and spoon in hand, said: somewhat alarmed at his own temerity: ‘Please, sir, I want some more’.”

 

Beat breakfast

Anche qui troviamo una colazione, ma sicuramente la torta di mele e il gelato la rendono molto più appetitosa della precedente. Anche se consumata un po’ di fretta, on the road!

On the Road

Non ho dubbi che l’abbiate indovinato, è uno dei piatti presenti in “On the Road” di Jack Kerouac

 

“But I had to get going and stop moaning, so I picked up my bag, said so long to the old hotelkeeper sitting by his spittoon, and went to eat. I ate apple pie and ice cream — it was getting better as I got deeper into Iowa, the pie bigger, the ice cream richer”.

 

Una colazione montanara

E chiudiamo la carrellata di Fictitious Dishes con un piatto che di certo vi ricorderà la vostra infanzia. Un indizio? La protagonista ha un cane di nome nebbia, i monti la salutano e le caprette le dicono addirittura “ciao!”

Heidi

Sì, sto parlando di “Heidi” di Johanna Spyri naturalmente, e questa è la sua colazione tipica: pane e formaggio con latte fresco!

“The kettle soon began to boil, and meanwhile the old man held a large piece of cheese on a long iron fork over the fire, turning it round and round till it was toasted a nice golden yellow color on each side. Heidi watched all that was going on with eager curiosity”.

 

 

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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