Bambini ad Expo

Ad Expo con i bambini? Ecco la guida che fa per voi!

Ilaria De Lillo

Anche il più importante evento dell’anno dedicato all’alimentazione e alla nutrizione può trasformarsi agli occhi dei bambini in un grande parco divertimenti. Expo 2015, infatti, non è solo conferenze e padiglioni internazionali con le autorità, ma anche un’occasione per incuriosire i più piccoli e far apprendere, attraverso giochi e laboratori didattici ricchi di effetti spettacolari. Ecco dunque una guida che vi farà scoprire un inedito volto dell’esposizione universale: l’Expo per bambini.

 

Expo per bambini: dal baby park alla fabbrica del cioccolato

 

Il Children Park esperienziale

Nessun problema per chi arriva ad Expo con lattanti e bambini molto piccoli: come abbiamo già detto nella nostra guida “Expo in un solo giorno”, accanto alla maggior parte dei bagni ci sono degli spazi (sponsorizzati) provvisti di fasciatoio, dove le mamme possono anche appartarsi per allattare.

 

Expo per i bambini


Chi invece ha già superato la fase dei pannolini e del biberon dovrà darsi da fare per trovare gli stimoli adatti alla sua instancabile prole, ma non temete: abbiamo dei consigli che vi aiuteranno a prevenire i “ho sonno-ho fame-sono stanco” e a rendere questa visita assolutamente divertente ed istruttiva. Nella zona est a metà del decumano iniziate con una passeggiata nel
Children Park: 8 aree che, attraverso giochi e laboratori didattici, insegnano a bambini dai 3 anni in su ad avere cura del cibo, e spiegano mille modi per non sprecarlo e apprezzarlo in tutte le sue tradizioni dal mondo.

Una sorta di bosco che ospita strutture attrezzate per svolgere diverse attività e far esplorare ai bambini una natura artificiale, creata appositamente per far sì che imparino divertendosi.
Le installazioni multimediali di Sergio e Francesco Manfio per l’Onu spiegheranno attraverso 13 clip i temi centrali dell’esposizione: un’ottima occasione per mamma e papà,  che possono così imparare come semplificare per i figli tematiche apparentemente complesse.

 

Slow Food diventa kids e il Padiglione Zero ospita uno zoo

Slow Food ha preparato per i bimbi attività di gioco e studio per trattare il tema della biodiversità in un profumato orto nella zona est.
Fermatevi anche al Padiglione Zero e qualcosa catturerà la vostra attenzione: lo zoo creato con sculture in scala uno a uno sorprenderà per la spettacolarità degli animali. Vi sembrerà di essere in un film!

 

Foodie

Alle 11.0 e alle 16 Foody, mascotte di Expo, con altri personaggi dell’orto accompagnerà i piccoli all’interno dell’evento con tappa all’area Area Kinder, allestita per intrattenere i bambini con attività sportive.

 

Senza Willy Wonka, ma con la Fabbrica del cioccolato

Sicuramente l’Expo offre prelibatezze memorabili, una di queste è il cioccolato: una fabbrica intera dedicata a sculture di cioccolato vi accoglierà con assaggi e laboratori.

Il
Future food district (di cui vi abbiamo già parlato, a proposito di cibo del futuro) è invece un supermercato “futuristico” in cui i bambini potranno fare la loro spesa virtuale e imparare a dosare le risorse disponibili.

Interessanti sono inoltre i padiglioni di Brasile, Austria, Marocco, Kazakistan, Corea, Svizzera, Malaysia e Qatar, ricchi di curiosità e attrattive per i bambini.

Infine, fate una sosta nei pressi dell’Albero della vita e della Cascina Triulza, spazi verdi dove poter fermarsi per un picnic e giocare. Nella Cascina, antica costruzione rurale realizzata appositamente per Expo, vedrete stand e postazioni di networking con interessanti attività educative, ricreative ed eventi culturali.

Avete in programma di visitare l’esposizione con i vostri figli, o lo avete già fatto? Siete curiosi di sperimentare gli itinerari di Expo per bambini? Diteci cosa ne pensano loro: siamo davvero curiosi!

 

Fonte immagine: milanoexpo2015.it

 

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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