Expo Milano padiglioni tecnologici

I Padiglioni più tecnologici di Expo

Marisa Santin

Pareti autopulenti, alberi fotovoltaici, robot che danzano, ologrammi e filmati 4D, sistemi di raffreddamento naturale, tour virtuali, ombrelli-video, piastrelle che trattengono lo smog, giochi interattivi, vasche acquaponiche…

Non mancano ad Expo Milano padiglioni in grado di  veicolare i propri messaggi attraverso un utilizzo intelligente e spesso divertente della tecnologia, ma i nostri preferiti sono tre: la Corea e i suoi robot danzanti, il generoso Cile e la Germania, presente ad Expo in una veste inaspettatamente spiritosa e divertente.

 

Expo Milano: padiglioni ultra tecnologici e scenografici

La danza dei robot nel moon jar coreano

Siamo ciò che mangiamo. Attorno a questo semplice presupposto la Repubblica di Corea ha costruito all’interno del suo padiglione-moon jar, ispirato al caratteristico vaso in ceramica che ricorda una luna piena, una piattaforma di dialogo e di confronto su alcune questioni urgenti che riguardano l’alimentazione. Come si potrà in futuro fornire cibo salutare, sicuro ed equo all’umanità?

Il passaggio verso un’alimentazione equilibrata e sostenibile avviene tenendo conto del prezioso patrimonio della tradizione, che insegna a trattare la natura non come un oggetto di cui servirsi, ma come un’entità da rispettare, fonte di soluzioni utili per l’uomo.

La risposta coreana è l’Hansik, uno stile alimentare che si coniuga a concetti filosofici quali l’armonia e l’equilibrio dell’individuo in comunione con l’ambiente, le stagioni, i colori, i diversi prodotti alimentari.

 

Padiglione Corea

Una ‘sinfonia del cibo’ che per l’uomo moderno significa trovare una consonanza anche con il progresso e la tecnologia: vedere i bracci meccanici che sorreggono e fanno ruotare due schermi HD in cui scorrono immagini di cibi e paesaggi è come assistere ad uno spettacolo di danza. I due ‘ballerini’ si sfiorano, si incontrano, si allineano per poi riallontanarsi in un duetto che risulta persino poetico.

In un’altra sala immersa nell’oscurità , decine di onggi, le tipiche ampolle coreane sotterrate e utilizzate per la fermentazione dei cibi fin dall’antichità, si illuminano e pulsano all’unisono come una moltitudine di entità dotate di vita propria.

 

El amor del Chile: l’arte dell’ospitalità

Il padiglione progettato dall’architetto Cristián Undurraga (Centro Cultural Palacio de la Moneda, Plaza de la Ciudadanía-Santiago, Cile) accompagna il visitatore in un viaggio virtuale attraverso i diversi paesaggi del Cile, dal deserto di Atacama alla Patagonia, permettendogli di conoscere l’estrema varietà di ecosistemi e climi che danno forma al territorio del Paese sudamericano.

L’edificio si distingue per la sua sobrietà: una struttura a ‘scatola’ sostenuta da sei pilastri metallici che creano uno spazio intermedio, racchiusa in una cornice di travi intrecciate. L’ampio impiego di legno ci ricorda che la superficie forestale in Cile è in crescita, in controtendenza rispetto a quanto avviene in molte altre zone della terra.

La semplicità della struttura crea un forte contrasto con il percorso altamente tecnologico degli spazi interni, tra tavole interattive, multimedialità, realtà aumentate e un tunnel immersivo circondato da ventiquattro proiettori 3D sincronizzati che trasportano il visitatore su una barca di pescatori in mezzo al mare o tra i vigneti di Carmenere.  Non prima però di aver visitato la “mesa del Chile”, un lungo tavolone imbandito di delizie culinarie locali, attraverso il quale il Cile esprime il suo profondo amore per l’arte dell’ospitalità.

 

Ombrelli-video e coperchi parlanti: la Germania si mette in gioco

Lasciate da parte ogni stereotipo sulla freddezza e sulla teutonica severità del popolo tedesco: il Padiglione della Germania è fresco, spiritoso e divertente. Forse proprio per abbattere qualche diffuso pregiudizio, il Paese che sembra voler imporre all’Europa un austero modello di gestione finanziaria ed economica ha scelto di mostrarsi al mondo sotto una veste diversa, più leggera, ma non per questo meno genuina o meno impegnata nei grandi temi legati a nutrizione e ambiente.

Ci accompagnano nel tour 5 personaggi-coltivatori virtuali, che rappresentano ciascuno un diverso elemento dell’esposizione: acqua, terra, clima, biodiversità, giardino delle idee e alimenti.

 

Tecnologia Padiglione Germania

 

All’interno delle diverse sale, il visitatore è libero di interagire in diversi modi con le oltre cento stazioni tematiche: potrà attivare dei video, consultare grafici o ascoltare degli approfondimenti inserendo negli appositi spazi il proprio seedboard, una sorta di bloc-notes virtuale che viene consegnato all’inizio del percorso, oppure puntando un ombrello verso un proiettore, o semplicemente agitando la mano di fronte ad uno schermo immersivo, o ancora alzando il coperchio di una pentola.

Il messaggio è semplice: Be Active! Il futuro dell’alimentazione, dell’ambiente e dello sviluppo dell’uomo dipende anche dalla società civile e dalle azioni di ciascuno di noi.

 

 

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