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Contadini per passione

Redazione

Sono giovani, laureati, smanettoni e… contadini. Da un aranceto avuto in eredità sono arrivati a costruire un’azienda agricola redditizia nella quale hanno il privilegio di lavorare con piacere e passione. Passione per la terra anzitutto, ma sostenuta da un accorto uso delle opportunità offerte dal web, specialmente quelle a costo zero. Tre –quasi ancora pischelli– con le idee chiare come il sole, in grado di passare dalla zappa alla tastiera come dalla sala alla cucina, non potevo lasciarmeli scappare. Soprattutto perché propongono un modello: quello del contadino contemporaneo, in perfetto equilibrio tra terra e laptop.
Li ho incontrati a Ribera, in provincia di Agrigento, dove producono l’ormai famosa Arancia di Ribera Dop.

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paolo nell'aranceto

Il nostro team è composto da tre persone, tutte così differenti per vocazione e competenze, tutte così uguali nello spirito di voler fare impresa in un settore complicato, per giunta in un momento storico difficile. Il fondatore è Paolo, 31 anni, l’anima conservatrice, il più vecchio del gruppo, considerato un po’ un visionario per le idee e la maniera di gestire il progetto. Poi c’èKiko, 27 anni, il più giovane e pertanto quello che incarna l’anima innovativa del progetto e quello che si occupa dell’aranceto “virtuale” e della parte informatica. Infine c’è Marco, 29 anni, che funge da perfetta sintesi fra le due precedenti figure e che si occupa della parte contabile e della gestione degli ordini.

kiko

Come sono nati i Contadini per Passione?

Nel 2003 quando Paolo e Marco ereditarono dai nonni un aranceto e bisognava rispondere a una precisa domanda: “Che facciamo adesso?”. La risposta è stata: “Coltiviamolo noi!”. Ed ecco che è cominciata l’avventura. Solo in seguito si è aggiunto Kiko che noi definiamo il contadino informatico visto che cura il progetto del sito web, dell’e-commerce e il web marketing.

Qual è l’idea di base?

marco nell'aranceto

Il convincimento che si possa e si debba fare una buona agricoltura  salvaguardando il consumatore finale el’ambiente in cui si opera. Il progetto accomuna un gruppo di giovani appassionati di terra e territorio, spinti da una gran voglia di comunicare, oltre che produrre, l’eccellenza del proprio territorio.Tutto questo è diventato un progetto quando Paolo ha cominciato a riunire professionalità e competenze differenti riuscendo a trasformare quella che era una semplice idea in un’impresa capace di utilizzare Internet come trampolino di lancio, come vetrina, come veicolo di informazione e di comunicazione. Il principale obiettivo, sin da subito, non era vendere un prodotto, ma far conoscere una storia e porre l’attenzione su temi che sono stati dimenticati quali sostenibilità, eccellenza, ecocompatibilità, tracciabilità e genuinità dei prodotti.
Le differenti competenze di noi tre, frutto di percorsi di studio molto diversi fra loro, sono assolutamente complementari e questo è certamente un punto di forza del progetto Contadini per Passione. Nel team convivono e lavorano assieme più anime e tutte contribuiscono a un completamento di conoscenze che è decisivo perché un’impresa possa crescere nel tempo.

È stato semplice sviluppare il progetto?

No. Ma la forza delle idee che avevamo discusso prima di decidere di lanciarci sul mercato è stata lo stimolo più importante per superare le prime inevitabili difficoltà. Dopo le difficoltà dei primi anni, periodo che ci ha consentito di rimettere in produzione l’aranceto, ci siamo trovati a dover convivere col mercato locale e quindi, in qualità di semplici produttori, ci siamo trovati costretti a dover soggiacere alle logiche e alla politica della grande distribuzione. Ciò significa prezzi già predeterminati, poco o zero potere contrattuale e decisionale, costretti alla filosofia del “prendere o lasciare”. A noi non stava bene e così abbiamo iniziato a valutare la possibilità di non continuare a essere semplicemente produttori/conferitori, ma di andare oltre questa dimensione, iniziando a curare oltre che la produzione anche la vendita. In questo senso abbiamo sposato in pieno il concetto di “filiera corta” in modo tale da accorciare quanto più possibile il momento della produzione con quello dell’acquisto e cercando di eliminare, al contempo, ogni forma di intermediazione. Così facendo il nostro lavoro veniva gratificato economicamente, ma soprattutto veniva apprezzato dal consumatore che da questa situazione ne traeva risparmio. Ci sentiamo di dire che le nostre mosse hanno prodotto risultati importanti, già nell’immediato. Il nostro principale veicolo promozionale è stato il promuovere il foodblog, grazie al supporto di alcune fra le più attive foodblogger italiane. Questo, insieme a una costante presenza sui social media, ci ha garantito la più importante spinta per farci conoscere e conquistare una prima fetta di mercato.
Il riscontro dei consumatori è stato immediato grazie alla qualità dei nostri prodotti e alla serietà con la quale ci siamo posti nei loro confronti: rispetto dei tempi di spedizione, rapporto qualità/prezzo, cortesia e supporto pre e post vendita. Più la facilità con la quale si può interagire col nostro team e utilizzare il nostro e-commerce.

Quali sono state le difficoltà maggiori?

paolo con cassette di arance

La principale difficoltà forse è consistita nel superare gli ostacoli ideologici: possono tre ragazzi trasformare una semplice, ma interessante idea in una vera azienda? Può un team di persone con percorsi di vita e professionali così diversi resistere sul mercato e gestire un’impresa economicamente viva in un settore molto particolare dove raramente trova posto l’innovazione? La risposta è stata assolutamente positiva.
Il progetto non ha beneficiato di nessun tipo di capitale iniziale, ma l’investimento in ordine di tempo e idee è stato importante e ha generato un ottimo ROI (ritorno di investimento. ndr) economico e non solo.

Quali sono i punti chiave della vostra strategia di marketing?

Non avendo a disposizione un budget per avviare le più classiche operazioni di marketing tradizionale e convinti che si debba costruire un vero rapporto di fiducia coi propri clienti, Contadini per Passione si basa su un forte uso dei Social Media e dell’Email Marketing per acquisire mercato e rafforzare la nostra posizione. I Social Media rappresentano il principale veicolo del nostro messaggio e nella maggior parte dei casi non sono di natura promozionale, piuttosto hanno il tono dell’informalità e del “colloquio”. Questo ci consente di penetrare direttamente nel cuore del cliente senza la necessità di rilanciare reclame e slogan promozionali ogni ora del giorno e che alla fine risultano molto invasivi e piuttosto antipatici. Noi amiamo conversare, lanciare idee e discutere dei temi che più ci stanno a cuore. Attorno a questi, indubbiamente, costruiamo il nostro business: chi ci segue, chi vuole darci fiducia alla fine prova i nostri prodotti e il nostro modo di lavorare e solitamente nessuno rimane deluso.
Cerchiamo di non trascurare nessun contatto e rispondere puntualmente a tutte le richieste, domande o semplici conversazioni che i nostri “amici” e “follower” rilanciano.
Infine per noi è fondamentale il passaggio “dal virtuale al reale”: di tanto in tanto amiamo incontrare personalmente i nostri migliori partner e i nostri migliori clienti. Questo è facilitato dal partecipare a diversi eventi che si svolgono in varie parti d’Italia e al fatto che uno dei membri vive e lavora a Pisa dove il team fa base per diverse settimane all’anno.

In che modo affrontate l’attuale crisi economica?

albero di arancePurtroppo la contingenza del periodo, col persistere di questa crisi, ha generato un po’ di pessimismo col risultato di diminuire di gran lunga il peso dei consumi. Questa situazione non deve però trasformarsi in una visione di assoluta impotenza. In un momento storico come quello attuale bisogna fare di necessità virtù e la nostra soluzione è quella di cercare di costruire col consumatore finale un rapporto di fiducia e di familiarità. Quando fattibile, invitiamo i singoli a mettersi assieme nell’acquisto collettivo perché crediamo nella pratica dei “gruppi di acquisto” coi quali abbiamo instaurato un rapporto diretto andandoli a incontrare in assemblea o invitandoli nel nostro aranceto.
La gestione finanziaria di Paolo e Marco consente all’azienda di tenere i conti in ordine e sostenere i costi dell’attività. Nella sua natura, l’impresa agricola vive del rischio di una produzione che è vincolata a tante variabili e molte di queste non dipendono da noi (condizioni climatiche, efficienza dei trasporti). Il team tenta costantemente di difendere e accrescere la credibilità di Contadini per Passione attraverso un continuo dialogo e la ricerca della qualità dei prodotti.

In conclusione, quali sono state le armi che vi hanno fatto emergere con successo nel vostro settore?

Il nostro sito e l’intuizione di sfruttare il foodblogging, più un’attiva presenza sui social media, rappresentano le nostre migliori armi per emergere dalla massa di siti come il nostro il cui unico obiettivo è vendere i propri prodotti. Sul nostro sito abbiamo invece sposato in pieno la nostra missione la nostra attività principale è quindi quella di veicolare i nostri messaggi, le nostre idee, le nostre conversazioni sui temi che più ci piace trattare.
In ambito di foodblogging la nostra intuizione migliore è stata quella di far sviluppare alle nostre amiche foodblogger le ricette che contenevano i nostri prodotti. De facto è la migliore applicazione della pratica del crowdsourcing che solo recentemente è approdato in Italia. Ciò ci era stato suggerito dall’intensa analisi di mercato svolta prima di costruire il sito e sviluppare il piano editoriale.
Ci preoccupiamo inoltre che ogni nostro contatto, prima ancora che cliente, sia a proprio agio coi nostri strumenti, siano essi Facebook, Twitter o il nostro sito. Attraverso messaggi privati o risposte sui social media e attraverso un sapiente uso dell’email marketing ci preoccupiamo di tenere vive le nostre relazioni con ognuno dei nostri amici virtuali.
Ci pare di capire che i consumatori italiani stiano sempre più diventando molto critici nei confronti delle aziende, e questo è senza dubbio un bene. A noi piace conversare con un consumatore consapevole, un consumatore informato che alla fine ci sceglie perché ha conosciuto la nostra storia ed è venuto a conoscenza dei nostri metodi di lavoro.

di Martino Ragusa

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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