coltivare piante in casa

Coltivare piante in casa: le lampade di Bulbo

Silvia Trigilio

28Alcuni bambini cresceranno con la convinzione che il basilico sia un mix di cosine verdi sminuzzate dentro un cilindro trasparente di piccola taglia, che i piselli crescano solo nella Valle degli Orti, e che esista l’albero delle fragole. E continueranno a pensarlo fin quando non incontreranno un libro di scienze o non visiteranno una fattoria didattica.

Le nostre vite sono piene di lussi che i nostri nonni non sarebbero neanche riusciti ad immaginare, ma quello di vedere settimana dopo settimana quello che poi vedremo nei nostri piatti proprio no, quello ce l’hanno in pochi.
Questa verde nostalgia si fa sentire forte e chiara, e da ogni parte del mondo, con mezzi vari ed eventuali, l’autoproduzione più che una moda sta diventando un’esigenza: quella di sapere realmente quello che mangiamo, saltando a piè pari lo stadio dell’etichetta.

 orto in balcone

Il bio ci piace, gli orti urbani anche, le piantine in giardino e in balcone ancor di più, ma che fare quando in casa non abbiamo uno spazio luminoso da riempire di vasi, o quando il clima rigido del luogo in cui viviamo non ci permette di sfoggiare i nostri pollici verdi?

Se l’è chiesto Bulbo, start-up bolognese nata dalla convinzione che la rivoluzione alimentare parte dalle nostre case.

Bio-casalingo

La soluzione di Bulbo è una lampada a LED, grazie alla quale potrete creare l’orto e il vivaio che avete sempre sognato persino nel vostro buio disimpegno, e allevare ortaggi, piante aromatiche, fiori e piante grasse.

L’idea dei carciofi in salotto e delle fragole in camera da letto potrebbe lasciarvi perplessi e farvi piombare in un rigido scetticismo: vorranno mica raccontarci che una pianta coltivata tra quattro mura cresca sana e vigorosa come quelle di campagna?


Con la collaborazione degli agronomi dell’Università di Bologna, Bulbo ci ha provato: la lampada a LED prodotta dalla start-up emette uno spettro di luce che permette alle piante di attivare la fotosintesi, e che allo stesso tempo non le danneggia.

Possiamo anche decidere di mantenere il nostro scetticismo ma una cosa è certa: forse non saranno piante di campagna, ma sono piante sane.

Il made in Italy che produce il Km 0

Per una volta non si parla di made in Italy a km 0, ma di una trovata made in Italy che ci fa mangiare a km 0. Le lampade a LED Bulbo sono infatti un’idea tutta italiana, nata da un gruppo di giovani imprenditori che nel 2012 ha vinto il concorso europeo Spinner, che supporta la ricerca e l’innovazione tecnologica finanziando imprese giovani e promettenti.

Le lampade, interamente prodotte in Italia con il contributo di artigiani specializzati, sono il frutto di un progetto di ricerca tecnologica iniziato nel 2009 nella Facoltà di Design del Politecnico di Milano, e di una ricerca scientifica portata avanti, dal 2011, dal Centro Studi e Ricerche Agricoltura Urbana e Biodiversità dell’Università di Bologna.

Sotto le vostre mani morirebbe anche una pianta grassa? Arriverà la app.

Lo dicevano le nostre nonne: con le piante, bisogna parlare. Se il fatto che non vi abbiano mai risposto vi scoraggia, Bulbo ha pensato ad altri mezzi per mettervi in contatto con loro: la app. Non è ancora attiva ma il suo utilizzo permetterà a chiunque di sfruttare tutte le potenzialità di Bulbo light: una volta impostata la nostra pianta ci darà indicazioni sulla semina, ci aiuterà ad impostare il ciclo giorno e notte e a controllare le fasi di crescita. Sì, perché la luce emessa dalla pianta imita quella del sole, e varia la sua intensità esattamente come se fosse luce naturale.

app bulbo 1

app bulbo 2

Ma non è finita: ipotizzando che siate delle schiappe distratte, gli ideatori di Bulbo hanno pensato di affidare alla Bulbo-app il compito di ricordarvi quando innaffiarla (sempre in base alla pianta che avete impostato), come regolare la temperatura dell’ambiente e quando è il momento di dare alla pianta ulteriori nutrimenti. Infine, l’app vi dirà quanto sta consumando la vostra lampada, quanto state spendendo, vi permetterà di entrare nella community dei Bulbo-patiti, e di condividere sui social la vostra esperienza.

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Per realizzarla però, la start-up ha bisogno di un supporto economico: ha lanciato per questo una campagna di crowdfunding per finanziarla che servirà a finanziarla e ha perfezionare i suoi prodotti, mettendo in palio dei premi per chi aderirà all’iniziativa.

L’idea di coltivare piante in casa con Bulbo Light vi inquieta o vi entusiasma? Lasciate pure un commento per dire la vostra.

 

Fonte immagine: www.waitmag.com/

 

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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