Carne di castrato: che cos’è, caratteristiche e come cucinarla

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Dal sapore deciso e protagonista di molte ricette tradizionali, la carne di castrato si presta a diverse preparazioni. Scopri tagli, proprietà e cotture.

La carne di castrato è una specialità della tradizione gastronomica italiana, particolarmente apprezzata in alcune regioni del Centro Italia. Dal sapore intenso e caratteristico, si presta a diverse preparazioni, dalle costolette alla griglia agli arrosti, fino agli spezzatini e alle ricette in umido. Ma che cos’è esattamente il castrato e quali sono le differenze rispetto all’agnello e alla pecora? Scopriamo le caratteristiche di questa carne, come riconoscerla e quali tagli scegliere per valorizzarla in cucina.

Che cos’è la carne di castrato?

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Andrey Starostin/shutterstock

Con il termine castrato si indica il maschio ovino sottoposto a castrazione e, per estensione, la carne che se ne ricava. La castrazione viene generalmente effettuata quando l’animale è giovane e può influenzare lo sviluppo e le caratteristiche della carne. La tenerezza e il sapore dipendono però anche da altri fattori, come la razza, l’alimentazione, l’età alla macellazione e la frollatura. Rispetto alla carne dell’agnello da latte, generalmente più delicata, quella di castrato presenta un gusto più deciso e una consistenza che può variare in base all’età dell’animale e al taglio scelto.

Qual è la differenza tra castrato, agnello e pecora?

Agnello, castrato e pecora appartengono alla stessa specie, ma queste denominazioni identificano animali con caratteristiche differenti. L’agnello è un ovino giovane, generalmente macellato entro il primo anno di vita. La sua carne tende a essere tenera e dal sapore delicato, soprattutto nel caso dell’agnello da latte.

Il castrato è invece un maschio sottoposto a castrazione. L’età alla macellazione può variare a seconda delle tradizioni produttive: nel caso del Castrato dell’Agnello del Centro Italia IGP, ad esempio, gli animali devono avere meno di dodici mesi. La pecora, infine, è la femmina adulta della specie ovina. La sua carne può avere un sapore più marcato e viene spesso utilizzata per preparazioni che richiedono cotture prolungate, come stufati e sughi.

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Andrey Starostin/shutterstock

Come riconoscere una buona carne di castrato

La carne di castrato può presentare un colore rosso più o meno intenso, mentre il grasso può variare dal bianco alle tonalità più crema, in relazione all’età e all’alimentazione dell’animale. Nella scelta è importante osservare l’aspetto generale della carne, che deve essere ben conservata, e rivolgersi a un macellaio di fiducia, chiedendo informazioni sulla provenienza e sul taglio più adatto alla preparazione desiderata. Anche la presenza di grasso può incidere sul risultato finale: durante la cottura contribuisce al sapore e alla succosità, ma la sua quantità varia sensibilmente da un taglio all’altro.

Come cucinare il castrato: i tagli e le preparazioni migliori

La carne di castrato è piuttosto versatile e può essere preparata in diversi modi. La scelta della cottura dipende soprattutto dal taglio.

  • Spalla e petto: sono particolarmente indicati per le preparazioni in umido, gli spezzatini e le cotture lente, che permettono di ammorbidire i tessuti connettivi.
  • Cosciotto: può essere preparato arrosto, eventualmente con erbe aromatiche come rosmarino, salvia e aglio.
  • Carré e costolette: sono tra i tagli più apprezzati per la cottura alla griglia o alla brace.
  • Sella: può essere utilizzata per arrosti e altre preparazioni che valorizzano la tenerezza della carne.

Tra le preparazioni più conosciute ci sono sicuramente le costolette di castrato alla griglia, che possono essere insaporite con olio extravergine d’oliva ed erbe aromatiche.

Per ottenere una buona cottura è importante considerare lo spessore della carne, la presenza dell’osso e la temperatura utilizzata. Non esiste quindi un tempo valido per tutti i tagli: una costoletta richiede una preparazione molto diversa rispetto a un cosciotto intero.

Per controllare il grado di cottura, soprattutto nei pezzi più grandi, può essere utile un termometro da cucina.

Il castrato nella tradizione gastronomica italiana

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Andrey Starostin/shutterstock

Sebbene non sia una carne consumata abitualmente in tutte le regioni, il castrato occupa un posto importante in diverse tradizioni locali. In Romagna, ad esempio, è particolarmente legato alla cucina alla brace, dove viene preparato soprattutto sotto forma di costolette e altri tagli da grigliare. Anche in alcune zone dell’Appennino e del Centro Italia l’allevamento ovino ha contribuito a mantenere viva la tradizione del castrato, valorizzando una carne dal sapore caratteristico.

Un riconoscimento importante è rappresentato dall’Agnello del Centro Italia IGP, che comprende anche la tipologia Castrato. Il disciplinare prevede, tra gli altri requisiti, la macellazione entro i dodici mesi di vita e specifiche caratteristiche della carcassa. In Abruzzo, inoltre, la carne ovina è protagonista di numerose ricette tradizionali, tra cui gli arrosticini, storicamente preparati anche con carne di castrato.

Proprietà nutrizionali della carne di castrato

Dal punto di vista nutrizionale, il castrato è una fonte di proteine di origine animale e apporta anche minerali e vitamine, tra cui ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Il contenuto calorico e la quantità di grassi possono variare sensibilmente in base al taglio, all’età dell’animale e alla preparazione. Per questo motivo non è corretto attribuire a tutta la carne di castrato un unico valore nutrizionale: una costoletta con una maggiore presenza di grasso avrà caratteristiche diverse rispetto a un taglio più magro. Come per le altre carni rosse, è opportuno inserirla nell’alimentazione con moderazione, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata.

Come conservare la carne di castrato

La carne fresca di castrato deve essere conservata in frigorifero, rispettando la temperatura e la data di scadenza indicate sulla confezione. Se acquistata sfusa, è consigliabile chiedere al macellaio indicazioni sui tempi di conservazione e consumarla in tempi brevi.

Può essere anche congelata, suddividendola in porzioni e utilizzando contenitori o sacchetti adatti agli alimenti. Per scongelarla in sicurezza è preferibile trasferirla in frigorifero, evitando di lasciarla a temperatura ambiente. La carne di castrato è quindi un ingrediente che merita di essere riscoperto, soprattutto per il suo legame con le tradizioni gastronomiche regionali. Conoscere i tagli e scegliere il metodo di cottura più adatto permette di apprezzarne il gusto deciso, dalle semplici costolette alla brace fino alle preparazioni più elaborate.

 

Immagine di copertina di: Mironov Vladimir/shutterstock

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