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Beyond Burger: la prova d’assaggio dell’hamburger vegano

Luca Sessa
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Indice

     

     

     

    Riconosco che avere a che fare con il sottoscritto non è sempre facile, a causa di un carattere schivo e della poca voglia ad avvicinarmi a cose che non rientrano nei miei interessi. Ma per fortuna i difetti vengono spesso messi da parte dalla forza della curiosità, che da sempre contraddistingue il mio modo d’essere. E in ambito culinario tale caratteristica diviene fondamentale per poter assaggiare ogni cosa, scoprire gusti e consistenze, valutare gli abbinamenti, trovare equilibri e stimoli per il palato.

    Uno dei rapporti più conflittuali da questo punto di vista è quello con la cucina vegana, non per intransigenza personale, ma perché troppe volte mi sono trovato dinanzi a cuochi che non erano in possesso di determinate conoscenze e proponevano una versione semplicistica di questa cucina. Tentativo dopo tentativo, ho preso contatto con realtà ristorative più interessanti, fino a giungere all’incredibile incontro con un sorprendente prodotto di cui voglio parlare oggi: il Beyond Burger.

    Beyond Burger: come nasce l’hamburger vegano?

    La sostenibilità ambientale è il punto di partenza per raccontare questa storia: tale esigenza, unita a una sempre crescente curiosità dei consumatori verso l’alimentazione vegana, ha spinto alcune realtà aziendali a cercare soluzioni alternative alla carne. Beyond Meat, azienda statunitense ha trovato la risposta nella “carne non carne”, un prodotto di origine proteica del tutto vegetale che per colore, consistenza e sapore si avvicina in modo incredibile ai classici burger preparati mediante l’utilizzo della carne. Beyond Meat, società con base a Los Angeles fondata nel 2009 da Ethan Brown con Evan Williams e Biz Stone (due dei padri di Twitter) ha da tempo investito in un progetto focalizzato sulla ricerca e sulla successiva produzione di carne completamente vegetale. Nel 2013 l’azienda ha lanciato il primo prodotto e nel 2016 grazie al burger vegano è iniziata l’espansione, al punto di attrarre nuovi investitori quali Bill Gates e Leonardo Di Caprio.

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    Gli ingredienti del Burger

    Una lunga analisi delle caratteristiche delle proprietà di alcuni vegetali ha portato i ricercatori a creare un mix di amminoacidi, lipidi, minerale, vitamine e acqua che potesse sostituire la carne. Con cosa è fatto? Piselli (per le proteine), olio di cocco (per i grassi), succo di barbabietola (per il colore sanguigno) e ancora amido di patate, lievito e altri ingredienti. Una combinazione che ha permesso all’azienda di portare sul mercato un prodotto sorprendente sotto molti punti di vista. Un burger interessante anche dal punto di vista nutrizionale, poiché contiene 20 grammi di proteine e rispetto a uno di carne di manzo anche più ferro, meno grassi saturi, zero colesterolo e meno calorie.

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    La prova d’assaggio del Beyond Burger

    Una volta scoperto questo “miracolo” della ricerca e della tecnologia, ho voluto capire dove potesse essere disponibile a Roma per una prova d’assaggio, e mi sono imbattuto nel Romeow Cat Bistrot, locale già di mia conoscenza, in cui avevo mangiato alcuni anni fa, reso famoso dalla partecipazione, e vittoria, alla trasmissione televisiva “4 Ristoranti” con Alessandro Borghese. Situato nel quartiere Ostiense della capitale, il locale è noto anche perché è la “casa” di sei gatti, che vivono alternando dormite a passeggiate negli spazi disponibili, il tutto sotto gli sguardi divertiti dei clienti.

    Appena giunto da Romeow ordino il burger, che mi viene servito con pane semi morbido, un cheddar della VioLife (formaggio vegano realizzato con olio di cocco), una salsa tartara e barbecue homemade (a base vegetale), cipolla rossa di Tropea, avocado, peperoni e lattuga, oltre a una porzione di patatas bravas al pepe rosa e lime, il tutto al costo di 15 euro.

    Il Beyond Burger colpisce subito dal punto di vista estetico: si presenta infatti alto, dal colore rossastro (grazie al succo di barbabietola) e con un profumo a dir poco invitante. Il primo esame si può quindi dire superato a pieni voti, perché l’effetto visivo soddisfa e potrebbe anche ingannare un cliente ignaro, portandolo a pensare si tratti di un burger di carne.

    Al primo morso ci si accorge subito dei suoi due punti di forza, il gusto e la consistenza, ricordando il macinato di carne. Il sapore ha un leggerissimo sentore d’affumicato, la grana del burger è molto simile a quella della carne macinata, il prodotto è cotto in modo da restare sufficientemente umido e la combinazione con gli altri ingredienti rende il panino molto goloso. Devo ammettere che se mi fosse stato proposto senza essere a conoscenza della natura vegana del burger, io stesso probabilmente avrei avuto bisogno di più di un boccone per notare la differenza con il classico hamburger.

     

    Un prodotto sorprendente, la possibilità per chi segue un regime alimentare vegano di avere a disposizione una interessante alternativa ad altre pietanze, ma anche una divertente (e saporita) esperienza per onnivori in cerca di nuove sensazioni palatali. Vi è già capitato di assaggiare il Beyond Burger? E cosa ne pensate?

    Luca Sessa

    Nato a Napoli, vive e lavora a Roma come food writer e food blogger. Nel 2011 ha aperto il Food Blog "Per un pugno di capperi" che, nato per essere una vetrina dei suoi piatti, è diventato un luogo di confronto tra appassionati. Il suo piatto preferito è la Torta caprese perché: "amo il cioccolato ed è da sempre la torta del mio compleanno. Dice che in cucina non possono mancare la pasta, una padella ampia e la passione. Ha collaborato con Dissapore, iFood, Excellence, Scatti di Gusto ed ora scrive per The Fork.

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