A Tu Per Tu Con Patrizia (pat68)

silvia

Mercoledì 29 ottobre sarà proiettato in anteprima al Festival della Scienza il video di Martino e Patrizio all’Istituto Chiossone prodotto da CIR Food. Intanto il Giornale del Cibo si attrezza per raggiungere la piena accessibilità informatica. Ne parliamo con Patrizia, alias Pat68, una nostra lettrice ipovedente che collabora con la Cooperativa Chiossone come consulente valutatrice dei siti web e che ci naviga attraverso un sintetizzatore vocale! Silvia: Patrizia, ti va di raccontare ai nostri lettori la tua disabilità? Patrizia: Ciao a tutti! Sono una ragazza ipovedente a causa della retinite pigmentosa che ha colpito i miei occhi all’età di 7 anni. Infatti, a differenza di una persona che ha sempre visto male o niente, io ricordo cosa significa vedere tutto bene e questo devo dire mi aiuta molto, anche se a volte può creare stress rendersi conto che ora non riesco a fare cose che prima facevo tranquillamente. La mia vita è un continuo ricercare le soluzioni migliori per riuscire a cavarmela e devo dire che di cose ne faccio! Il mio modo di vedere è difficile da spiegare, posso dire che ho una vista generale discreta, riesco per lo meno a rendermi conto dell’ambiente che mi circonda, ma appena voglio fissare la vista su un particolare, ecco che non vedo e i miei occhi vanno in tilt! S: Parliamo del tuo rapporto con la cucina: riesci a cucinare in autonomia o ti serve una mano? P: Per me cucinare è una delle cose più belle che si possa fare! Per ora riesco a farlo in autonomia e poi si vedrà… Quando cucino e preparo anche una semplice cosa, sono davvero contenta e sto bene. Se poi penso che quello che preparo farà piacere alle persone a me care, sono ancora più felice! Secondo me al giorno d’oggi non si pensa più al valore importantissimo che ha il cucinare, che non è soltanto per soddisfare un bisogno primario, ma deve andare oltre come mezzo di riunire le persone. Si trova sempre la solita scusa del tempo che manca, ma credetemi che se riesco io, lo possono fare tutti anche in pochissimo tempo. Io lo consiglio e sono sicura che mi darete ragione! Non occorre fare dei pranzi fastosi, basta una semplice spaghettata fatta con il cuore per avere ottimi risultati. S: Quali strategie hai sviluppato per muoverti in cucina con sicurezza? P: Nella mia cucina io mi muovo con disinvoltura e ho l’impressione di ‘vederci bene’. Quando mi capita di andare a casa di amici o parenti, studio la cucina in tutte le sue parti ed esploro bene i particolari, prima proprio con le mani in modo da avere poi anche un riscontro visivo. Poi cerco di mettere le cose che uso di più in posizioni strategiche, con ordine, facilmente recuperabili senza dover diventare matta a cercarle! Il rischio è che anche le cucine che mi ospitano assumono i miei usi! S: Fai molto affidamento sugli altri sensi diversi dalla vista? Quanto è importante per te ad esempio l’olfatto, o l’udito nel cucinare? P: è noto che quando uno dei nostri sensi non funziona bene, tutti gli altri si affinano e si usano molto di più per superare le difficoltà. Per me in cucina come in qualsiasi altro luogo, l’olfatto e l’udito sono fondamentali e mi affido a loro abbastanza. Ad esempio il mio olfatto mi fa rendere conto anche prima degli altri, se in cucina c’è qualcosa che si è avariato o si è dimenticato in qualche armadio senza porlo in frigo! Con l’olfatto riesco a capire ad esempio quando un cibo è cotto, soprattutto quelli preparati in forno. è molto importante per me anche saper ascoltare i suoni della cucina, ad esempio il rumore delle cose che bollono o friggono in pentola, a seconda della sua intensità, mi aiuta a capire a che punto sta cuocendo quello che preparo. Comunque il senso che indubbiamente si usa di più, è il tatto che per un disabile visivo è la sua vista migliore! S: Sappiamo che navighi su internet senza problemi, ma dato che le stampe delle ricette non ti sono molto utili come fai, ricordi tutto quanto a memoria? P: In genere quando qualcuno mi da una ricetta, ho la capacità di mantenerla in memoria per abbastanza! Poi ovviamente per essere sicura nel tempo, la inserisco nel mio archivio di ricette sul computer e così faccio per le ricette che trovo sul vostro sito. Quando decido di cucinare qualcosa di particolare che non ho mai fatto, leggo tutta la ricetta, ingredienti e preparazione e cerco di immaginarla bene nella mia mente, poi mi metto all’opera senza dover continuamente averla sott’occhio. S: Ci sono operazioni particolarmente difficili a cui devi rinunciare o hai trovato per tutto una soluzione alternativa? P: Per me è difficile tutto ciò che richiede una ‘vista fina’ come ad esempio fare guarnizioni particolari, pulire pesci, tagliare sottilmente qualsiasi cosa, usare la frittura come metodo di cottura. Per quest’ultimo caso, ho adottato ormai da tempo la soluzione di mettere tutto a cuocere in forno invece che friggere. Oltre ad essere più salutare, è anche meno pericoloso per me. Per tutto il resto lo evito, o mi faccio aiutare da qualcuno che transita in cucina in quel momento! S: Qual è la ricetta che ti riesce meglio? P: Io adoro fare il pane, il pane con le noci mi riesce particolarmente bene! S: Qual è invece quella che ti ha messo più in difficoltà, ma alla fine ti ha dato la soddisfazione di riuscire? P: Come ho detto prima, io cerco di evitare ricette che richiedono particolari operazioni di ‘precisione’ o cerco di riadattarle alle mie possibilità. Ricordo che tempo fa ho preparato i cannelloni ripieni di verdure al forno con il ragù. è stata una lunga avventura, ma alla fine sono stata ampiamente ricompensata dai complimenti del mio compagno che ha apprezzato la preparazione del suo piatto preferito! S: Fai da sola anche la spesa? P: Ecco… Per me questa attività crea molti più problemi del cucinare! Se vado a comprare in negozi che conosco, riesco a cavarmela da sola perchè so già in che reparto devo andare per trovare tutto ciò che mi occorre. Da sola non riesco invece ad andare in un negozio per la prima volta, rischio di girare a vuoto senza trovare niente e mi stanco mentalmente in un modo pazzesco, proprio per il mio disturbo visivo che non mi permette di acutizzare la vista e vedere le cose nei particolari. Ci sono poi problemi per quanto riguarda leggere la scadenza dei prodotti; in genere mi fido abbastanza, ma se devo comprare qualcosa di fresco facilmente deteriorabile, me la faccio leggere da qualcuno. A volte mi capita che persone anziane mi chiedano di fare questo io per loro dato che mi vedono più giovane! S: Di solito si fa molto affidamento al colore dei cibi per capire se sono maturi, freschi, stagionati, eccetera. Riesci a cogliere queste differenze? P: In effetti anche in questo caso entrano in gioco tutti gli altri sensi, soprattutto l’olfatto per quanto riguarda saper riconoscere la frutta ben matura o allontanarsi velocemente dal banco dei pesci quando invece di un bel profumo di mare, si sente un forte odore poco piacevole! Ho avuto conferma da persone che erano con me in certi momenti, che quello che sentivo io con l’olfatto, corrispondeva esattamente a quello che vedevano loro con gli occhi! S: Tra le ricette che hai mandato al nostro sito ce ne sono diverse della tradizione ligure: chi ti ha insegnato a cucinare? P: Sono figlia di una cuoca fantastica! Mia madre è davvero brava in cucina e la cosa incredibile è che a lei non ha insegnato praticamente nessuno perchè sua madre era gelosa dei fornelli e non voleva aiuti da nessuno! S: E tu hai insegnato a cucinare a qualcuno? P: Devo dire che molte mie amiche mi chiedono consigli perchè mi dicono che apprezzano il mio modo semplice di cucinare adatto davvero a tutti e di questo io sono molto felice. Ora sto insegnando alla figlia del mio compagno che ha 13 anni ed è appassionata di cucina ed è anche già molto brava tanto che mi sta insegnando alcune sue ricette. Mi fa poi molto piacere quando mia madre mi dice ‘Sai che ho fatto come fai tu!’ S: Il motto dell’Istituto Chiossone è che trovare una soluzione per superare una disabilità offre contemporaneamente delle soluzioni più comode a tutte le persone: c’è qualcosa che vuoi suggerire o consigliare ai nostri lettori alla luce della tua esperienza? P: L’Istituto Chiossone è un centro a Genova che da sempre si occupa della riabilitazione delle persone con disabilità visiva e tra le varie attività che svolge, c’è proprio anche quella di riabilitazione domestica che insegna a muoversi in casa con destrezza evitando i pericoli e facendo scoprire i trucchi. Io non l’ho mai frequentata per il fatto che provengo da un’esperienza di normovedente, ma non è escluso che prima o poi mi inserisca in un gruppo di questo tipo di riabilitazione. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non spaventarsi davanti alle difficoltà e non solo in cucina! Io per esperienza mi sento di dire davvero che a tutto c’è un rimedio o per lo meno, si può trovare un’alternativa per rendere più facile ciò che ci è difficile. La cosa importante è non perdere mai la fiducia in se stessi e mettere il cuore in tutto ciò che si fa. La mia care insegnante di yoga dice sempre ‘Tutto ciò che facciamo col cuore, non può che riuscire bene!’

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