Scorzonera

monique

Pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, ha origine in Europa centro-meridionale ed era conosciuta dai Greci con il nome di Barba di becco.
Scorzonera deriva dall’antico spagnolo ”escurco” che significa “vipera” poiché originariamente era considerato come antidoto contro i morsi di vipere. Con il passare degli anni, la pianta viene conosciuta e utilizzata come alimento. In Italia sono presenti diverse coltivazioni soprattutto in Liguria e Piemonte. E’ disponibile sul mercato per tutto l’inverno e la varietà più popolare è “Gigante di Russia”.
scorzonera, di Rasbak da WikipediaLe foglie verdi e lisce possono costituire insalate mentre la radice, di forma conica allungata (20-30 cm di lunghezza), esternamente è di colore nero e all’interno ha una polpa bianca e un sapore amarognolo.
La radice si estrae dal terreno in autunno dopo averla fatta ingrossare, tagliando i fusti al momento della fioritura della pianta. Va pulita della corteccia e immersa in acqua acidulata con aceto o limone, per non farla annerire, poi si lessa e se molto grande, si priva della parte interna più dura.
L’acqua di cottura della Scorzonera è un’ottima bevanda diuretica. Lessata, si utilizza per insalate e purè oppure si frigge e si ripassata in padella e si accompagna molto bene con carne di maiale o carni rosse in generale.
Se ben pulita, asciugata e coperta da carta da forno, può essere conservata in frigorifero per 8 giorni.
La scorzonera è ricca di vitamine C ed E, calcio e fosforo. Molto ricca di fibre e potassio, ha proprietà depurative e leggermente lassative, favorisce il transito intestinale e l’attività dei reni. Povera di sodio presenta anche virtù diuretiche naturali.

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