Primi asciutti

Pasta strazzata ch’e favi e a majurana

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  • Difficoltà: 1
  • Costo: 1
  • Preparazione: 2
  • Dosi: 4

Questa è la ricetta di un piatto tipico modicano che veniva servito per lo più nelle cosiddette «putie ri vinu», le osterie. La particolarità delle «putie ri vinu» era quella che si mesceva soltanto vino accompagnato in genere da uova sode e da tocchi di formaggio mentre gli avventori giocavano a carte. Raramente si faceva da mangiare. E quelle rare volte si serviva «’u pizzuddu» (letteralmente il pezzetto) che indicava un tocco di carne bollita con olio limone e peperoncino o un piccolo polpo lesso condito allo stesso modo. Assai più raramente si servivano zuppe di legumi o pasta. E quando questa era preparata era quella di cui sto trascrivendo la ricetta.Ho avuto la fortuna di assaggiare molto tempo fa questa pasta nell’ultima «putia ri vinu» originale rimasta a Modica (quelle di oggi ne portano solo il nome). Il buon Don Carmelo Modica, poco tempo prima di chiudere ed andare in pensione, mi rivelò alcune sue ricette ed i metodi di cottura del bollito o del polpo. Di questo piatto (il cui nome tradotto dal dialetto significa straccetti con le fave e la maggiorana) solo pochissime persone conservano oggi memoria.È per questo che ho pensato di inserirlo tra i piatti della zattera.

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