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Quinoa (Perù, Bolivia, Ecuador)

Redazione

quinoa in un cucchiaio

di Fairtrade Italia.

La quinoa (Chenopodium quinoa) viene coltivata da oltre 5000 anni sugli altipiani pietrosi delle Ande a 4000 metri sul livello del mare ed è cibo essenziale per le popolazioni andine in quanto ricco di proteine, fosforo, ferro e magnesio. Viene coltivata in Perù, Bolivia edEcuador. Gli Inca chiamano la quinoa «chisiya mama» che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi».

la pianta della quinoaAppartiene alla famiglia dellechenopodiacee, come gli spinaci o la barbabietola ed è una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti. Produce una spiga ricca di semi rotondi, simili a quelli del miglio. La quinoa non contiene glutine ed è alimento adatto sia agli adulti che ai bambini.
La semina del prodotto avviene tra settembre ed ottobre, a seconda delle zone; la coltivazione rispetta gli standard dell’agricoltura biologica e la raccolta si effettua nei mesi di aprile-giugno. I grani di quinoa vengono poi lavati e selezionati per eliminare eventuali impurità e saponine, sostanze lievemente amare contenute nella pianta. Viene in seguito essiccata tramite secadores solari.

Esistono oltre 200 varietà di quinoa. Quella più utilizzata è la quínoa Real con un basso tenore di saponine. Altre varietà commercializzate sono: Bear, Cherry Vanilla, Cochabamba, Dave 407, Gossi, Isluga, Kaslala, Kcoito, Linares, Rainbow, Red faro, Red head (che presenta una buona adattabilità ai climi piovosi), Temuco.
Le migliori varietà crescono nei territori salmastri del Salar, nelle zone di Oruro e Potosí (Quínoa real).

La Quinoa del Commercio Equo e Solidale: Anapqui

una donna dell'ecuador prepara i chicci di quinoaAnapqui (Associazione Nazionale dei Produttori di Quinoa) promuove e appoggia la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione della quinoa in Bolivia. E’ stata fondata nel 1983 ed è una federazione di sette associazioni regionali di produttori di quinoa, che acquista il cereale dagli agricoltori e lo rivende per l’esportazione a diverse organizzazioni, fra cui quelle del commercio equo. La coltivazione della Quinoa si estende su un altipiano di 50.000 metri quadri a Sud della Bolivia e ad un’altezza media di circa 3.800 metri sul livello del mare.

L’obiettivo di Anapqui è quello di offrire ai produttori la possibilità di ottenere condizioni più favorevoli di mercato. Nel commercio della quinoa boliviana esiste una radicata tradizione di intermediazione che, se da una parte è effettuata a scopo di lucro, dall’altra svolge un’importante funzione sociale nei confronti degli agricoltori, cui gli intermediari forniscono, in cambio della quinoa, altre merci e derrate alimentari, secondo un’elementare forma di baratto; spesso gli intermediari sono anche legati ai produttori da vincoli familiari e sociali.

Naturalmente, le funzioni e gli obiettivi di Anapqui travalicano quelli della semplice intermediazione, ma cercano di promuovere forme autonome di organizzazione dei produttori, con un’attività permanente di formazione e informazione. In Bolivia il prodotto non lavorato viene acquistato dalle organizzazioni regionali che fanno parte di Anapqui; la lavorazione avviene a questo stadio (quindi, presso il luogo di produzione) e la quinoa viene successivamente venduta dalle organizzazioni regionali ad Anapqui che la confeziona per il mercato (interno o estero).

Per quanto riguarda il prezzo, Anapqui cerca di offrire al produttore un rendimento superiore a quello offerto dal mercato tradizionale dell’intermediazione, e comunque di garantire un prezzo ad ogni modo equo. Una delle ragioni che spingono Anapqui a lavorare la quinoa sul luogo di produzione è quella di favorire la nascita di un processo di industrializzazione locale, evitando che sia acquistata in blocco dal mondo dell’industria che sottrarrebbe al produttore boliviano il beneficio del valore aggiunto.

Ringraziamo per quest’ultima foto Didier Gentilhomme

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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