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Il Pil dell’Italia e le bugie del mainstream

Giuliano Gallini
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Giuliano Gallini

 

Adesso ci dicono che la Spagna sta sorpassando l’Italia. Come reddito procapite! E pare non solo la Spagna: presto ci supererà anche, udite udite, la Slovacchia! Ma negli ultimi anni ci hanno lavato il cervello con l’Italia è ripartita, siamo dei grandi, il pil dell’Italia aumenta: e invece stavamo solo raccogliendo le briciole della crescita mondiale. Ultimi! Ultimi eravamo e ultimi siamo rimasti, questa è la verità.

Ora diciamone anche un’altra: la verità si sapeva. Le notizie non mancavano. Che crescessimo, poco, e tra gli ultimi era noto. Ma la cassa di risonanza suonava solo il messaggio positivo. E dentro quella cassa di risonanza c’erano, a risuonare vuoti, molti cervelli della nazione, non solo politici (che hanno interesse a suonare certe casse e non altre) ma anche opinionisti, giornalisti, analisti, intellettuali, letterati, scienziati… che non vanno secondo me mai al cuore del problema.

De Vico, su Il Corriere della Sera, per esempio, se la prende con la burocrazia pubblica; altri con le tasse troppo alte; e così via, a ricercar ragioni che stanno in piedi, se stanno in piedi, solo perché sostenute dalla ideologia che ci sta dietro, quindi destinate a non aiutarci a capire e a risolvere il problema.

Torno a un concetto che mi è caro: al costo dell’ignoranza. Due anni fa al festival della rivista Internazionale a Ferrara Il Giornale del Cibo ha organizzato un evento di studio che sosteneva la tesi che il gap di produttività e di sviluppo che da almeno vent’anni l’Italia registra nei confronti degli altri paesi europei è dovuto all’ignoranza. Siamo tra gli ultimi a investire in istruzione, in acquisto di libri e di beni culturali in genere.

L’ignoranza dilaga, e quel che è peggio dilaga il discredito della cultura: l’intellettuale, il colto, l’amante della bellezza e dell’arte stanno finendo, in Italia, nel repertorio delle macchiette se non negli esemplari più negativi della nostra specie. L’incolto, il praticone, il rozzo, l’illetterato stanno invece diventando modelli. Ringraziano Spagna, Slovacchia, Polonia, Francia, Germania…

Giuliano Gallini

Direttore marketing strategico di CIR food, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

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