MasterClai

Abbiamo assaggiato i piatti di Erica e Lorenzo di MasterChef. E vi diciamo cosa ci è piaciuto

Silvia Trigilio

Li abbiamo lasciati proprio lì, in cima al podio gastronomico più ambito della televisione italiana. Da allora, Erica Liverani e Lorenzo De Guio, prima e terzo classificato a MasterChef Italia, di piatti insieme ne hanno sfornati veramente tanti. Eh già, perché tra i due Chef provetti, nel frattempo, è nato un amore che giovedì 24 novembre ad Imola, ha fatto la felicità dei giurati di MasterCLAI, il contest culinario organizzato dall’azienda CLAI che, seguendo le logiche della nota trasmissione televisiva, ha visto Erica e Lorenzo sfidarsi nella preparazione di piatti a base di carni e salumi.

E volete sapere una cosa? Tra quei fortunatissimi giurati, alla finale, (udite udite!) c’eravamo anche noi, che non abbiamo perso occasione per raccogliere preziosissimi spunti culinari e carpire i segreti di chi ha varcato la cucina più ambita d’Italia.
Vi diciamo cosa ci ha stupiti, cosa ci è piaciuto e cosa ci ha delusi della cucina di Erica e Lorenzo.

Erika vs Lorenzo a MasterCLAI: facciamo un passo indietro

MasterCLAI

Partiamo dall’inizio: cos’è MasterCLAI, e come funziona? Come dicevamo, si tratta di un contest culinario alla sua prima edizione che mette in competizione due Chef, e organizzato da CLAI, azienda produttrice di carne e salumi 100% made in Italy.

A scegliere gli ingredienti con cui i concorrenti si sfidano non sono i giurati bensì “il pubblico a casa”, che tramite i canali social vota i prodotti da inserire nella CLAI box, e con cui improvvisare un menù di tre portate.
Il contest, andato “in onda” su un canale youtube dedicato, ha messo in sfida per 3 puntate la fenomenale coppia di MasterChef. Ebbene, dopo aver vinto una puntata a testa (la prima era stata vinta da Lorenzo, la seconda da Erica), le nostre star il 24 novembre hanno gareggiato per aggiudicarsi la finale, nel corso della quale hanno messo in tavola una marea di spunti per pranzi e cene natalizie, utilizzando zucca, ricotta, salame contadino, uova.
E qui, cari lettori, arriva il bello.

La finale di MasteCLAI: quando il salame diventa una chiccheria

Gli antipasti in gara

E siccome un giurato ha sempre un posto in prima fila, in pole position , paletta alla mano, grazie a Erika e Lorenzo abbiamo conosciuto le mille e una declinazioni del salame in chiave gourmet. A partire dall’antipasto: mozzarelline fritte con cuore fondente al salame su mesticanza alcolica per Erica, e crostino di pane all’olio EVO di Imola, terrina di fegatini, sale maldon e pistacchi e cioccolato per Lorenzo.

Che dire? Visto che il voto, per sua natura, è segreto, cominciamo col dirvi che per la presentazione del piatto abbiamo votato Lorenzo, che a dirla tutta ci ha conquistato anche per l’accoppiata pistacchio-cioccolato a scaglie che non vediamo l’ora di sperimentare.

Nulla possiamo dirvi invece sul sapore dei due antipasti, perché per la prova assaggio la nostra giuria era divisa in tre scaglioni e a noi (mica male eh!) è toccato votare il primo piatto. Chi ha assaggiato e votato, dopotutto, l’ha data vinta proprio ai crostini di Lorenzo.

Il primo piatto

Uovo in raviolo alla ricotta e salame con tartufo o mini canederli al salame campagnolo, ricotta affumicata e dragoncello? Questo è il dilemma! Per noi, a dirla tutta, il dilemma è durato veramente poco, perché sia per estetica che per gusto, l’uovo in raviolo di Erica ci ha conquistati al punto da farci sperare, almeno per un attimo, che un mondo migliore è possibile.

Un equilibrio di sapori che (ci duole dirlo, perché Lorenzo è un tipo veramente forte. Ma quello che va detto va detto!) purtroppo i canederli di Lorenzo, leggermente carenti di sale, non avevano. Dopotutto però, un’ora per tre piatti è poca persino chi è abituato alle tempistiche di MasterChef. E poi, mai e poi mai ci sentiremmo di dare sentenze sulle capacità di uno chef al primo assaggio (Lorenzo, se non si fosse capito, stiamo sfruttando il pretesto per farci invitare a cena e recensirti).

Per tagliar corto, le votazioni complessive della giuria hanno dato ragione alle nostre preferenze: Erica l’ha spuntata alla grande.

Secondi piatti (incendiari) al Brandy

Ci sono momenti nella vita in cui pensi che sì, tutto sommato morire da giurato non è poi così male. Perché vedete, trovarsi a poco più di un metro dalla padella in cui Lorenzo sfuma il suo cervo, e assistere alla fiammata provocata dal Brandy è un’esperienza adrenalinica che ha reso ancor più emozionante la partecipazione (ok, la sto romanzando un po’. La fiammata non era poi così forte e abbiamo letto una vaga preoccupazione negli occhi di Lorenzo solo per 3,4 secondi. Poi tutto si è risolto in un battibaleno, come nelle migliori cucine…).

Ma parliamo di cose serie: votare tra il rollè di coniglio con gambero e salame sfumato al brandy e crema di zucca e di Erica e il cervo al brandy con crema di zucca, briciole di salame contadino, nocciole tostate e mirtilli rossi di Lorenzo, non è stato cosa facile per chi (come noi) doveva votare solo l’estetica del piatto. E a giudicare dalle facce dei giurati addetti all’assaggio del secondo (pura goduria) e dall’odore che proveniva dal piatto del mio vicino di sedia, decidere quale dei due piatti fosse più buono non dev’essere stato facile.
A convincere di più però è il rollè di Erica, che ancora una volta si aggiudica il podio. La stessa Erica che ci ha fatto assaggiare quell’ Uovo in raviolo alla ricotta e salame con tartufo che non dimenticheremo facilmente. Se non si fosse capito, ci teniamo a sottolinearlo.

Cosa ci è piaciuto di Erica e cosa ci è piaciuto di Lorenzo

Tirando le somme della nostra esperienza, di Erica e Lorenzo di MasterChef, dal punto di vista umano, ci è piaciuto il loro essere “personaggi televisivi non televisivi” (spontanei all’inverosimile) che amano e sanno valorizzare i prodotti del territorio utilizzando accostamenti originali, mantenendo sempre un delicato equilibrio di sapori. Ci è piaciuto constatare che quel “fenomeno MasterChef”, da molti visto come la massima espressione di una corrente gastronomica un po’ snob che nulla ha a che vedere con il piacere autentico della buona cucina, non sfiora minimamente i suoi protagonisti, che sono e restano persone innamorate di un atto creativo tanto nobile quanto primitivo: cucinare.

Infine, ci è piaciuto sentire le storie di due cuochi cresciuti lontano dall’“orto della GdO”, dove i pomodori e le zucchine sono freschi tutto l’anno, e che insieme ai loro piatti portano in tavola aneddoti, odori e maestrie (soprattutto nel caso di Lorenzo, cuoco ma anche macellaio col pedigree) di famiglia.

Ci è piaciuto il loro rapporto, complice a vista d’occhio, e mai patetico. Infine, ci è piaciuto e ci ha incuriositi il libro di Erica sulla cucina stagionale, e il perché è presto detto: frutta e verdura di stagione per noi sono un mantra quotidiano!

E voi cosa ne pensate dei piatti preparati dai due Chef? Quali piatti avreste realizzato con gli stessi ingredienti?

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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