Invitare a cena un Casertano

5 cose da sapere se invitate a Cena un Casertano

Ilaria De Lillo

Mozzarella di Bufala, Ricotta di Bufala e Minestra Maritata: dove stiamo andando a mangiare? Che il menù non tragga l’affamato commensale in inganno, perché non tutta Napoli è Campania e le tradizioni culinarie di questa regione sono uniche per ogni sua provincia. Caserta è la risposta esatta. Ecco dunque 5 cose da sapere se invitate a cena un casertano per non dimenticarci che siamo nel Bel Paese dalle mille sorprese enogastronomiche e tradizioni da (ri)scoprire. Pronti per iniziare questo tour culinario.


Invitare a cena un Casertano: 5 cose da sapere


La Bufala Casertana: unica nel suo genere

Bufala

Per non ferire i sentimenti di nessun commensale casertano, chiariamo da subito una questione: la Bufala è una questione di fede, non semplicemente un prodotto della tradizione, ed è diverso di città in città. La Mozzarella di Bufala è il prodotto locale casertano per eccellenza, e ha sfaccettature diverse nel gusto dalle mozzarelle che si trovano nelle altre provincie campane. Caserta fa della sua Bufala la sua ragion d’essere a tavola. Quindi non pensiate che servendo a tavola la mozzarella farete una bella figura sottolineando che è Bufala campana:  se invitate a cena un casertano, deve essere una Bufala Casertana 100%!

 

Ricotta di Bufala ajere’o miezojuorno, ogge, dimane e adoppodimane (praticamente sempre)

Ricotta di Bufala

Dolce come lo zucchero, saporita e genuina come la mozzarella. Un altro prodotto che non potete farvi mancare a cena con un casertano è la Ricotta di Bufala. Anche qui le dispute per la maternità del prodotto fra capoluogo e provincia potrebbe prolungarsi, ma la verità è che la Ricotta di Bufala a Caserta è ‘nata pasta, è diversa, da leccarsi i baffi non solo a cena. Infatti il menù tipico la contempla anche ‘a matina, ‘o miezojuorno, a’ sere…ogni momento è buono per una cucchiaiata di ricotta di bufala.

Le sue proprietà curative e migliorative dell’umore e dell’autostima, spesso se usata nei dolci, si tramandano nella migliore tradizione casertana. Non a caso si dice che tiene a’ vocca ‘e zuccaro, hai la bocca come lo zucchero, cioè quando parli fai incantare: tutto merito della Ricotta di Bufala senza dubbio.

 

E juorne de le fiche (i giorni dei fichi)

Fichi

Durante l’antipasto, per l’appunto, lanciate un bis e un tris di ricotta di bufala con confettura di fichi. La cucina casertana infatti, che deriva da una tradizione contadina molto antica e genuina, oltre ad essere la culla della bufala è anche la culla di un sapiente uso dei fichi in cucina. Dunque guai a non offrire la pancetta paesana e fichi, che ben si presta ad aprire la strada ad una bella salsiccia di bufala! Questa specialità casertana preparata con carne di bufalo giovane tritata con polpa di tacchino, grasso di maiale e insaporita con peperoncino rosso, semi di finocchio e anice, vi sembrerà molto sostanziosa ma scende che è ‘na bellezz.

Tanto per digerire, poi, a fine pasto, perché non preparare un semifreddo di fichi?

 

A ‘Mnestra ‘Mmaretata, la minestra sposata e cianfotta

Mnestra Mmaretata

Chi è a dieta avrà capito che farebbe fatica a contenersi a cena con un casertano. Perché dopo il salame di bufala dovrete servire la cianfotta. Questo tortino di peperoni, cipolla, melanzane, patate e pomodori fritti incoraggia ad un’altra immancabile portata a cena con un casertano: a ‘mnestra ‘maretata, la minestra di verdure, formaggio e carne di maiale.

 

Cena abbondante ma u’ fess ce và pè sotte

Piatto vuoto

Dopo questo lauto banchetto nulla avanzi, piuttosto astìpetev ‘o milo pe’ quann tenit sete, conservate una mela per quando avrete sete, ovvero non sprecate niente, ma dividete tutto quello che avanza per il numero degli invitati e distribuitelo in piccole porzioni per il pranzo del giorno dopo (per loro, ormai lo avrete capito, il menu è fisso: bufala). E, a proposito di mela, concedete ai vostri ospiti un ulteriore sfizio per il palato: la mela annurca, un gioiellino della melicoltura casertana, la regina delle mele, nera, croccante e succosa per un dolce finale.

Soddisfatti? Un’ultimachicca: i casertani vi tratterranno a tavola non solo per le leccornie della tradizione, ma anche perché tra fravule e presotte e u’ fess ce va’ pe’ sotte, tra fragole e prosciutto il più buono paga per tutti. Ovviamente non gli invitati!

 

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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