fruttosio

Il Fruttosio fa bene o male? Il parere della nutrizionista

Angela Caporale
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Indice

     

     

    Le preoccupazioni, confermate anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, dettate dai rischi legati a un consumo smodato di zuccheri hanno fatto sì che, negli ultimi anni, sia cresciuta l’attenzione per trovare strade alternative. Ce ne sono, per fortuna, molte: dallo zucchero integrale di canna al miele, dallo sciroppo d’agave alla stevia. Proprio per conoscere meglio le caratteristiche di questi zuccheri, abbiamo contattato la dottoressa Francesca Evangelisti che, dopo aver chiarito se la stevia fa bene o no, oggi ci aiuterà a capire che cos’è il fruttosio e se fa male.

    Fruttosio: cos’è e dove si trova

    miele fruttosio

    Il fruttosio è uno zucchero semplice che, assieme al glucosio, forma il saccarosio, il comune zucchero da cucina. È il più dolce tra tutti quelli presenti in natura e, infatti, si trova in alimenti quali miele e frutta come datteri, uva secca, fichi e prugne secche.  “Quando il prodotto è disidratato, spiega la dottoressa, la percentuale di fruttosio aumenta significativamente, per cui anche un frutto che non ne contiene molto, una volta essiccato, può contenerne di più.” Va ricordato, inoltre, che anche alcune verdure contengono fruttosio, seppur in quantità molto ridotta: tra quelle più ricche vi sono i pomodori e i cetrioli. Questa sostanza si trova anche nel pane e nello sciroppo di mais.

    Una volta ingerito, il fruttosio deve essere convertito in glucosio per essere utilizzato, dato che questo ultimo è l’unico zucchero che può essere impiegato dalla nostre cellule a scopo energetico. “La conversione, precisa l’intervistata, avviene nel fegato, dove giunge per via ematica dopo essere stato assorbito a livello intestinale.”

    Il fruttosio come dolcificante

    Quando il fruttosio non è presente naturalmente negli alimenti viene usato principalmente come dolcificante: in particolare, per succhi di frutta, bibite gassate e dolciumi industriali. Viene preferito a glucosio e saccarosio perché, a basse temperature, ne basta una quantità minore per ottenere lo stesso grado di dolcezza. “Inoltre, rispetto alle altre due sostanze, il fruttosio innalza la glicemia più lentamente. Grazie alla capacità di attirare acqua, che ha l’effetto di disidratare il cibo tenendo lontane le muffe, il fruttosio è poi prezioso anche come conservante.”

    Come viene prodotto il fruttosio che troviamo generalmente in commercio, in piccole bustine? La biologa nutrizionista spiega che esso viene estratto direttamente dallo sciroppo di mais. Sebbene non sia l’alimento con il maggior quantitativo, come zuccheri semplici contiene fruttosio e glucosio: il primo viene estratto direttamente, mentre dal secondo si può ottenere fruttosio attraverso un processo di isomerizzazione.

    sciroppo di mais

    Il fruttosio fa male? Il parere della nutrizionista

    Diverse ricerche, tra le quali una condotta dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma a proposito delle conseguenze sul fegato, hanno evidenziato come il fruttosio possa, a determinate condizioni, essere dannoso per l’organismo. Ma quali sono le ragioni per cui questo zucchero naturale che determina un minore innalzamento della glicemia può diventare un problema?

    La dottoressa Evangelisti spiega, innanzitutto, che gli svantaggi compaiono di fronte a un utilizzo eccessivo del fruttosio. Infatti, esso viene metabolizzato nel fegato e convertito prima in glucosio e poi in glicogeno, la “riserva” di zuccheri del nostro organismo. “Nel momento in cui assumiamo molto fruttosio, quello che risulta in eccesso e che, pertanto, avanza dal processo di metabolizzazione, viene trasformato in grassi, con aumento del tessuto adiposo.”

    I rischi dei prodotti della conversione del fruttosio

    Un eccesso di fruttosio, inoltre, determina anche un aumento di acido urico, prodotto derivante dal suo metabolismo, che è però una molecola tossica per il nostro organismo che lo espelle dai reni per mezzo dell’urina. “Se il fruttosio assunto risulta essere troppo, si ha un accumulo di acido urico nel sangue, con conseguente possibile deposizione a livello osseo (gotta), ipertensione e resistenza all’insulina, e quindi incapacità di abbassare la glicemia.”

    Un altro prodotto del metabolismo del fruttosio è rappresentato dal piruvato che, se prodotto in surplus a seguito di un consumo eccessivo di fruttosio, porta a sua volta all’aumento della quantità di LDL, al punto, spiega la dottoressa Evangelisti, “da determinare il possibile deposito lipidico a livello epatico, con insorgenza di steatosi epatica, anche nei bambini, se mangiano moltissime merendine e succhi di frutta confezionati.” L’aumento di grassi e l’insulino-resistenza indicano che il fruttosio non è un dolcificante adatto a regimi alimentari alimentari ipocalorici e quindi è sconsigliato in caso di perdita di peso.

    frutta fruttosio

    Fruttosemia: cos’è e come riconoscerla

    Sebbene si tratti, dunque, di uno zucchero naturale, il suo consumo, in qualsiasi forma, può essere connesso anche a delle patologie, tra cui spicca la fruttosemia, una malattia genetica per cui il fegato non risulta in grado di smaltire il fruttosio rendendolo, di fatto, tossico per l’organismo.

    “La malattia, precisa l’intervistata, si manifesta già nei primi anni di vita a seguito di assunzione di alimenti contenenti fruttosio, con sintomi quali scarso appetito, vomito, ipoglicemia, ritardo nella crescita, danni al fegato.”

    Fruttosio e diabete, quale rapporto?

    fruttosio diabete

    Infine, prima di trarre alcune conclusioni a proposito dell’uso del fruttosio, è importante, secondo la biologa nutrizionista, fare alcune considerazioni sul diabete. “Se, da un lato, abbiamo detto che il fruttosio innalza la glicemia più lentamente rispetto a glucosio e saccarosio, non deve essere considerato uno zucchero migliore degli altri. Un suo consumo eccessivo può determinare, come abbiamo visto, insulino-resistenza, situazione tipica del diabete.” Di conseguenza, il fruttosio è sconsigliato nei diabetici e in tutti coloro che hanno un alto grado di insorgenza di questa malattia metabolica come chi soffre di iperglicemia, oppure le donne in gravidanza.

    In conclusione, nonostante il fruttosio puro possa essere considerato una valida alternativa a glucosio e saccarosio perché naturale, deve essere assunto con estrema moderazione, come tutti gli altri zuccheri semplici, nell’ambito di una alimentazione bilanciata ed equilibrata.

    Nessun problema, invece, per la presenza di fruttosio negli alimenti: l’importante è, secondo la dottoressa Evangelisti, tenere sempre in considerazione l’apporto giornaliero di zuccheri semplici e, nel caso dei diabetici, i frutti che ne contengono una maggior quantità che, in tale caso, vanno evitati o limitati, a seconda del grado di diabete. “La frutta comunque è un alimento che per costituzione ci consente di assimilare lentamente e in maniera corretta il fruttosio che contiene, grazie alla presenza di fibra, che costituisce in tal senso un vero e proprio antidoto nei confronti del quantitativo di fruttosio assunto.”

    Da ricordare infine che, se il fruttosio viene assunto prima di una attività fisica intensa, quest’ultima ci permette di smaltirlo senza problemi, ma attenzione, precisa l’intervistata, questo è un caso eccezionale.

    Conoscevate le caratteristiche del fruttosio e i suoi potenziali danni?

    Angela Caporale

    Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

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