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#Foodporn: come fare di un piatto un desiderio proibito

Maria Chiara Greco

Chi frequenta i social network (soprattutto Instagram e soprattutto durante la pausa pranzo) avrà sicuramente visto l’hashtag (ndr il simbolo cancelletto) #foodporn associato a fotografie di qualsiasi cosa i vostri amici e conoscenti siano sul punto di ingerire. Post del genere:

In strada con in mano un panino succulento #Foodporn #gnam #fame #pausapranzo #grassisaturi oppure Al ristorante: Trionfo di pomodorini su letto di lattuga #Foodporn #light #chiamalacometiparesempreinsalataè Avete presente, vero?

Dal momento che gli hashtag sono stati creati con lo scopo di creare delle categorie per facilitare la ricerca, cosa dovrebbe essere catalogato con l’hashtag #foodporn? Riscoprendo il senso letterale del termine, verrebbe da pensare a delizie per il palato e per gli occhi; immagini da acquolina in bocca; estremi piaceri per buone forchette e un pizzico di sadismo nel “vedere ma non assaggiare”.

Non essendoci però nessun algoritmo in grado di giudicare il piatto nella foto né tantomeno la qualità della foto stessa, nelle nostre bacheche l’hashtag #foodporn raccoglie qualsiasi tipo di foto di piatto o cibo. Rendere gli altri partecipi di ciò che stiamo per mangiare o della nostra ultima opera ai fornelli è diventata una moda. Così, la “pornografia del cibo” diventa amatoriale e solletica le nostre papille gustative solo se siamo a digiuno da un giorno.

Non basta, infatti, tirare fuori lo smartphone e inquadrare il piatto che abbiamo di fronte, perché lo scatto meriti l’hashtag #foodporn. Rischieremmo di essere inseriti in tumblr come “Pictures of hipsters taking pictures of food” senza neppure avere un risultato decente.

Per evitare ciò, seguite questi pochi consigli e sfruttate le vacanze natalizie per allenarvi a fotografare le tante delizie che saranno sulle vostre tavole.

Un buon #foodporn si realizza prima dello scatto

Se siete cuoco e fotografo insieme, curate la presentazione. Create accostamenti di colori interessanti e, se gli ingredienti non lo permettono, usate le guarnizioni o il piatto per dare un tocco di colore. Tutti i grandi chef sanno che si mangia prima con gli occhi che con la bocca; i grandi fotografi di cibo sanno che si mangia solo con gli occhi.

Usate solo ingredienti naturali

L’ingrediente principale in una foto, oltre al soggetto, è la luce. E come un buon piatto è realizzato con ingredienti naturali, così anche una buona foto è realizzata con luce naturale. Niente flash. Inondate il vostro “set” di luce. Fate in modo che la luce arrivi da dietro l’obiettivo o dai lati e se c’è troppa luce o un raggio di sole diretto, schermate con un telo bianco (se siete al ristorante, evitate però di togliere la tovaglia al tavolo vicino).

A fuoco vivace

Giocare con la messa a fuoco contribuirà a rendere lo scatto interessante. Con la fotocamera degli smartphone e con gli effetti degli editor di immagini chiunque può farlo. Provate a mettere a fuoco un particolare dettaglio del piatto o l’ingrediente principale per lasciare fuori fuoco il resto e vedrete che il risultato vi lascerà a bocca aperta (non solo per la voglia di assaggiare il piatto che state per fotografare).

Questione di punti di vista

Nella fotografia, come in cucina, è bello sperimentare. Fatelo con le prospettive: riprendete il piatto dall’alto; dal bordo del piatto; vivacizzate la visuale standard, facendo uno scatto della prima forchettata; allargate il campo riprendendo anche tovaglie o fotografate solo una porzione di piatto. In poche parole: libero sfogo alla vostra vena artistica.

Avete altri consigli da condividere con noi?

Maria Chiara Greco

Nata a Gallipoli, vive e lavora in provincia di Bologna. Per Il Giornale del Cibo segue la rubrica Food 2.0. Il suo piatto preferito sono i cannelloni della mamma. In cucina non possono mancare: tablet e spezie per trovare sapori sempre nuovi!

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