Expo sotto la superficie il video

Expo sotto la Superficie: il docufilm di Andrea Segre

Adriana Angelieri

Expo sotto la Superficie nasce dall’esigenza di raccontare l’Esposizione Universale da un punto di vista inedito, attraverso gli occhi dei lavoratori che, con il loro quotidiano lavoro, hanno preso parte alla costruzione di questo grande progetto.

Andrea Segre, regista del film documentario, ha infatti voluto esplorare ed oltrepassare la superficie dell’evento, mostrando ciò che non era immediatamente visibile agli occhi dei visitatori.

Cosa c’è dietro un evento come Expo?

Strutture, ma anche e soprattutto persone, storie di vita, sguardi, esperienze e testimonianze che ci aiutano a riflettere sull’importanza del cibo: ecco cosa si cela dietro una manifestazione come Expo. Da questa consapevolezza nasce il docu-film Expo sotto la Superficie, un’opera che si sviluppa attraverso 3 sguardi differenti:

Il Timelapse

Una tecnica cinematografica che permette di accelerare il movimento e montare migliaia di scatti in un unico filmato. Un espediente per destrutturare il grande evento.

Le interviste

Uno sguardo rivolto verso la parte umana: le persone e le loro esperienze di vita, il loro rapporto diretto con il cibo ed il loro modo di viverlo che ci aiuta a riflettere sull’importanza del cibo.

Lo Slowmotion

Un effetto cinematografico che permette di rappresentare delle immagini a “rallentatore” focalizzandosi sulle persone e sugli sguardi. Attraverso questa tecnica è possibile entrare dentro l’evento superandone l’andatura incalzante che spesso non permette di fermarsi e riflettere.

”I grandi eventi colpiscono con la logica dello spettacolo ma non ci danno il tempo di riflettere”, sostiene il regista. Raccontare Expo attraverso le storie dei suoi lavoratori è quindi un modo per fermarsi a riflettere sul grande protagonista di questo evento: il cibo, energia vitale.

Per scoprire cosa ci ha riservato “Expo sotto la Superficie” non vi resta che guardare il video documentario.

 

Adriana Angelieri

Siciliana trasferita a Bologna per i tortellini e per il lavoro. Per Il Giornale del Cibo revisiona e crea contenuti. Il suo piatto preferito può essere un qualunque risotto, purché sia fatto bene! In cucina non devono mancare: basilico e olio buono.

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