Da nino

Adriana Angelieri


Recensione di Vostromo.

Centro geografico della Sardegna, giornata torrida: ho mangiato all’aperto e sono potuto entrare con la cagnetta. Gli hanno servito degli ossibuchi di vitella avanzati. Menù rigorosamente a voce. Non ho bevuto perchè dovevo guidare. Comunque, servono un rosso artigianale ma anche tutti gli altri vini del Mandrolisai(www.mandrolisai.com). L’acqua che mi hanno servito in una caraffa è portata quotidianamente da una fonte di montagna. Ho mangiato dei ravioli fatti in casa ed uno spezzatino di vitella con le favette. Buono lo spezzatino ma i ravioli sono il meglio. Li prepara la moglie del trattore con ricotta di pecora sempre freschissima. Ho finito con un insalata, caffè e due amaretti di Tonara. 20 euro.
Questa trattoria si è guadagnata un buon nome soprattutto per i funghi che si raccolgono nel luogo: porcini, ovoli ed altre varietà meno note. I proprietari hanno una lunghissima esperienza che si son fatti da soli. In Sardegna non c’è una grande tradizione. Sempre per la cucina del territorio devo segnalare un piatto stagionale a base di ‘lampazzu’, una bieta selvatica dal gusto amarognolo che si raccoglie in primavera. Viene cucinata con la fregola sarda e condita con formaggio di pecora fresco che, appena fatto, anzichè passare nella salamoia viene lasciato poco più di un giorno a fermentare, il tanto che basta a fargli prendere una punta di acidità. Questa minestra vale un viaggio.

Siciliana trasferita a Bologna per i tortellini e per il lavoro. Per Il Giornale del Cibo revisiona e crea contenuti. Il suo piatto preferito può essere un qualunque risotto, purché sia fatto bene! In cucina non devono mancare: basilico e olio buono.

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