Cibi vegani che sembrano carne

Cibi Vegani che sembrano Carne: che senso hanno?

Ivana De Innocentis

Sono tanti gli argomenti di scontro e discussione, purtroppo non sempre costruttivi, tra vegani e vegetariani da un lato e onnivori dall’altro. Uno di questi riguarda il consumo di alimenti vegani che per forma, colore e perfino nome e sapore ricordano i prodotti del banco macelleria. Armandomi di non poca pazienza, dote fondamentale per vivere e convivere con amici e soprattutto conoscenti consumatori di carne che non solo non abbracciano la mia scelta ma la criticano, mi sono ritrovata un numero imprecisato di volte impelagata in questo dibattito. Chiamiamolo così, per usare un eufemismo. La parola corretta sarebbe “zuffa”.

Cibi Vegani

Fonte immagine: enjoyfoodwine.it

Ebbene, senza la pretesa di convincere nessuno o di erigermi a paladina della categoria, spero che, esponendo con chiarezza e completezza il mio punto di vista, questo articolo possa essere per tutti un interessante approfondimento su questa tipologia di prodotti.


Cibi Vegani simili alla carne: finalmente approdano anche in Italia!

Al di là del consueto e un po’ triste panetto di tofu, che per chi non lo sapesse è un derivato della soia spesso erroneamente associato al formaggio, la prima volta che mi sono imbattuta in prodotti vegan con forma e fattezze che ricordassero alimenti di derivazione animale è stato all’estero, per la precisione in Scozia. La prima reazione davanti a una finta mortadella, dal colore rosa che ora, a distanza di anni, posso dire ricordare quello di Peppa Pig, è stata quella di farmi una risata. Non potevo sapere che quella che sembrava una trovata divertente si sarebbe rivelato un vero e proprio trend a livello di marketing.

Da lì al proliferare di questo tipo di articoli anche in Italia il passo è stato breve. L’invasione degli scaffali dei supermercati bio o degli allora rarissimi negozi per celiaci è stata lenta ma progressiva, anzi, inarrestabile. Se i primi tempi trovare un “burger” di soia era una vera impresa, negli ultimi dieci anni nelle grandi città, e poi pian piano anche nei comuni italiani più piccoli, la varietà dei prodotti ha raggiunto livelli incredibili. Siamo quindi entrati nella nuova era del formaggio di riso spalmabile, dell’affettato-breasaola, del wurstel di seitan, dell’arrosto vegetale, perfino del finto tonno e chi più ne ha più ne metta.

 

Burger Vegano

L’ultima vera, recente, novità riguarda l’inaspettata distribuzione anche all’interno di catene di supermercati non bio e nei discount. Insomma, dopo quasi 10 anni il numero dei vegani e vegetariani, o dei semplici curiosi, deve essere aumentato a un livello tale da convincere le grandi catene di distribuzione a puntare su questo settore. Con buona pace dei vegetariani… almeno così potrebbe sembrare.

 

Il punto di vista di una vegetariana: i pro e i contro

Chiariamo subito che si può essere vegetariani per moltissime ragioni: salutismo, motivi etici, motivi ambientalisti, motivi animalisti, moda. Io, tranne l’ultimo, li abbraccio tutti. Questo fa di me una vegetariana convinta: la mia non è stata affatto una scelta, ma un’esigenza. La mia sensibiltà verso l’argomento animalista mi ha portata a una tale associazione tra carne e animale vivo da non poter (probabilmente) mai più fare marcia indietro. Ma questo non vuol dire che la carne prima non mi piacesse, anzi.

La carne fino ai miei 25 anni è stato un alimento sempre più o meno presente nella mia dieta. Era parte integrante non solo della mia alimentazione, ma delle mie abitudini quotidiane: ci sono associazioni mentali radicate tra il mio vissuto di una volta e occasioni speciali o ricorrenze da far sì che quasi ne provi nostalgia a volte.
Mi basta pensare ad esempio agli hot dog ai concerti rock, ai tortellini in brodo a Natale o al cotechino a Capodanno. 

Come già detto, non voglio fare un’opera di proselitismo né affermare che tutte le tradizioni che includono la carne vadano abolite o modificate. Ma ci vorrebbe un po’ più di consapevolezza. E, tornando al discorso dei prodotti “alternativi” vegetali, bisognerebbe soffermarsi a comprendere le ragioni di chi mangia questo tipo di alimenti.

 

Cibi Vegani “alternativi”: i vantaggi

Premettendo che se non in maniera astratta ed emozionale, associata quindi puramente a ricordi, la mia affezione alla carne è pari a 0. E il solo pensare seriamente di mangiarla, anche solo inconsapevolmente, mi fa sentire male.
Detto ciò, i motivi principali per cui mangio i prodotti “simil-onnivori” sono così facilmente riassumibili:

1. Praticità: come tutti i lavoratori autonomi ho una vita con orari irregolari, appuntamenti di lavoro e non fuori casa, necessità di velocizzare la produttività in alcune giornate a scapito delle pause. Come tutti anche io posso avvertire la necessità di mangiare un panino al volo… e se nel frigo semi-vuoto, per mancanza di tempo per fare la spesa, mancano le verdure, cosa ci metto? Chiaro che un affettato vegetale è la soluzione migliore. Stessa cosa ovviamente per viaggi, concerti e pasti consumati al volo fuori casa. È forse un male essere vegetariana e devo quindi essere punita con ore e ore in più davanti ai fornelli?

Formaggio vegano

2. Sapore: questo direi che è un punto cruciale. Non mangio carne perché, come già detto, la associo all’animale, nonché per contribuire nel mio piccolo al problema ambientale e atmosferico, per cui la produzione e la distribuzione di carne resta una delle cause principali, come abbiamo già spiegato in questo articolo sulla cultura e alimentazione vegana e come dimostra questo video:

 

3. Per lo stesso motivo, pur pensando che ognuno è libero di fare quello che vuole, auspico almeno una diminuzione nel consumo di carne. Per gli stessi identici motivi ambientali cerco di consumare meno soia possibile. In generale, anche per ragioni economiche, non sono una grandissima consumatrice di simil-wurstel e simil-burger. Ma non posso negare che il sapore è quasi sempre ottimo, e non evoca affatto quello della carne.

…e le “ragioni di mercato”

Ok, mettiamola così: passando ai contro, voglio provare a farvi vedere la situazione da un altro punto di vista: la realtà è che non siamo noi vegetariani ad aver fatto quelle specifiche scelte di naming e packaging del prodotto… ma il marketing, i brand.
Spiego meglio: è chiaro che se il mercato impone nomi e formati che ricordano la carne è probabilmente per andare incontro alle esigenze dei salutisti, di chi semplicemente sceglie di alternarli alla carne come prodotto alternativo proteico, di chi finge di essere vegano o vegetariano “perché fa fico” e ora va di moda. Sono loro che ne giovano realmente.

 

Piatto vegano

Quello che mi interessa non è tanto il nome “burger” o il così detto “formaggio vegetale” ma semplicemente di poter variare la mia alimentazione o semplicemente godermi un bel panino o un “finto ragù”, a prescindere dalla forma e dal nome.
Sono sicura che se i grandi marchi di alimenti bio e vegetali facessero un sondaggio scoprirebbero che quasi tutti i vegetariani e vegani sono piuttosto indifferenti verso queste scelte. Chiaro che se brand alimentari famosi hanno intrapreso questa strada, l’avranno fatto comunque in base ad accurate ricerche di mercato.
Io, tutto quello che voglio, è avere qualche alternativa in più e, perché no, godermi un bell’hot dog vegetale con birra davanti a un buon film.

E voi cosa ne pensate dei cibi vegani che ricordano la carne? Siete d’accordo con me o pensate sia solo una moda del momento?


 


 

 

Ivana De Innocentis

E'Nata,vive e lavora a Roma. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Food 2.0Il suo piatto preferito sono le fettuccine ai funghi porcini o un classico abbinamento pizza & birra. Alla domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "spezie, verdure e creatività".

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