Brescello Film Festival 2015: intervista a Virginio Dell’Aglio

Silvia Trigilio

Nonostante siano passati quasi 50 anni dal quando Fernandel e Gino Cervi vennero a Brescello per l’ultimo ciak della serie che li vedeva nei panni di Peppone e Don Camillo, il paesino emiliano resta attaccato ai suoi personaggi e respira ancora l’aria della provincia e del cinema che l’ha valorizzata raccontandone le vicende.
A rinnovare il legame tra Brescello e la macchina da presa ci pensa  il Brescello Film Festival 2015, concorso internazionale di cortometraggio che, proprio sul leitmotiv della provincia e dei valori che la caratterizzano, intende dare risalto alla produzione cinematografica indipendente.

Don Camillo e Peppone

Tre le sezioni del concorso, corrispondenti ad altrettante tematiche da cui i registi in gara potranno lasciarsi ispirare: ‘Così lontano, così vicino’, che accoglierà racconti provenienti da tutto il mondo, che abbiano come fulcro la provincia, intesa come realtà da valorizzare.

E ancora: ‘Pace e Solidarietà, promossa dal Rotary Club di Brescello, che invita filmmaker e spettatori a riflettere sulle opportunità di promozione della pace e sulla necessità di un dialogo e di una reciproca comprensione tra popoli e culture a livello internazionale. Infine, la sezione promossa Itinerari del gusto, la sezione dedicata al food voluta da CIR food e da ‘Il Giornale del Cibo’, “Ultima ma non meno importante, anzi…”  tiene a sottolienare Virginio Dell’Aglio, fondatore e organizzatore del Festival di Brescello che ha accettato di fare due chiacchiere con la nostra redazione, per raccontarci novità e retroscena di questa XIII edizione.
Con lui abbiamo parlato del ruolo che sia il cinema e il cibo hanno nel trasmette e conservare la cultura di un territorio, riuscendo a strappargli un paio di interessanti chicche sul Festival di Brescello 2015.

Virginio Dall'Aglio

La lunga e piacevole chiacchierata con Virginio prende le mosse proprio dalle sezioni del festival, in particolare da quella (inutile nasconderlo!) a cui siamo più affezionati : ‘Itinerari del Gusto’, “…in cui concorrono le opere tese a raccontare e valorizzare il territorio nazionale, con le sue tradizioni ricche di ricette e/o piatti tipici preparati da Chef o da amatori della cucina tradizionale”. Una sezione ‘multisensoriale’, dal momento che – continua Virginio – “Grazie agli Chef di CIR-FOOD , il pubblico presente al Festival, ha l’opportunità di assaggiare materialmente le specialità raccontate dal cortometraggio”.

Ebbene sì, al Brescello Film Festival 2015 (noi lo sappiamo già, ma è bene che anche voi siate ben informati su questo!), oltre ad assistere a proiezioni sul cibo si mangia eccome, grazie agli Chef ma anche grazie alle rezdore che, come è già accaduto nelle passate edizioni, anche quest’anno prepareranno e porteranno in piazza i piatti locali. Ed è questo, in fondo, a rendere l’evento culturale completamente diverso dagli altri festival. Lo riconosce anche Virginio con con soddisfazione si lascia scappare: “Io sono orgoglioso quando affermo che non esiste altra realtà che veda le proiezioni abbinate alla possibilità di cenare dentro la  location della saga dei film di ‘Don Camillo e Peppone’. Questo è il nostro marchio ineguagliabile!!!”.

 

Torta fritta

Perché se c’è qualcosa in cui il Brescello Film Festival crede fermamente, è senza dubbio il legame inscindibile tra cinema e cibo, in quanto elementi con cui un popolo tiene traccia della propria cultura. Lo conferma il fatto che, non appena tocchiamo l’argomento, il nostro interlocutore si lascia andare ad una lunga riflessione su un tema che – è evidente – gli sta particolarmente a cuore: il rapporto tra uomo e cibo “Insostituibile carburante della vita che ha segnato profondamente epoche e culture”. Ma,  soprattutto, quello fra “cibo ed il cinema, altrettanto profondo e duraturo. Sempre in bilico fra i due fronti della settima arte, che si tratti di rappresentazione fedele della realtà  o finzione mirabolante, fotogrammi e pellicole finiscono sempre col raccontare, fra una storia e l’altra, le trasformazioni dei gusti della società, così da rendere indissolubile il rapporto fra il racconto e la tavola, tra quello che si gusta con gli occhi e ciò che si gusta col palato…”.
“Dopotutto”, conclude, ‘A tavola non si invecchia’, dicevano i nostri nonni.  Anche il cinema non invecchia mai, per la sua straordinaria capacità di far schiudere, fra le pieghe della realtà più brutale, finestre di mondi possibili. Credo sia per questo che CIR food ha accettato con convinzione di sostenere il Festival Cinematografico di Brescello, capitale di quel ‘Mondo piccolo’ guareschiano in cui il cibo era elemento fondamentale del comune sentire. Perché anche il cinema è uno straordinario alleato per promuovere – come credo voglia fare CIR food  – la cultura gastronomica italiana nel mondo.

Sul finire, cerchiamo di strappargli una notizia inedita:“Ogni anno il vostro festival ospita un regista italiano di primo piano a cui viene consegnato l’ambito riconoscimento di ‘Maestro di regia del Mondo piccolo cinematografico’. Avete già qualche idea su chi farete salire sul palco quest’anno?”
Sono mesi che abbiamo pensato a Francesco Munzi che con il suo ‘Anime nere’ sta facendo incetta di nomination ai ‘David di Michelangelo’ 2015, ci svela, “Se non sarà impegnato all’estero, lo avremo con noi Domenica 21 Giugno…”.

 

Brescello, piazza

Soddisfatti, gli rivolgiamo un’ultima domanda per conoscere i suoi gusti culinari e cinematografici. La speranza è di farlo cedere al campanilismo:“Trascinandoci nelle stradine della Vucciria di Palermo con il corto ‘Mangiare in dialetto’, lo scorso anno è stato Vincenzo Cascone di Ragusa ad aggiudicarsi il premio ‘Itinerari del gusto’. Da amante della cultura gastronomica e della memoria dei luoghi con cui forma un unicum inscindibile, qual è il racconto cinematografico che vorrebbe vedere al Brescello Film Festival 2015 e che non è ancora stato scritto?”
“E’ vero è stato il cortometraggio sulla ‘Vucciria’ di Palermo a vincere lo scorso anno”, risponde Virginio, che continua: “A proposito, occorre che gli Italiani sappiano e vedano cos’è la ‘Vucciria’ a Palermo. Restando in Sicilia, mi sono permesso di segnalare quest’anno al direttore marketing di CIR food , Giuliano Gallini, un cortometraggio inviatoci da una scuola di Marsala che racconta molto bene sia il territorio che le sue potenzialità gastronomiche”.

Infine confessa: “Però a questo punto mi chiedo – e chiedo a tutti coloro che leggeranno questa intervista – ma com’è possibile che non si riesca a produrre un filmato con le tante bellezze e specialità della nostra provincia, magari con due personaggi (due a caso, eh?) ‘molto apprezzati’, vestiti uno di rosso e l’altro di nero???”

 

Fonte immagine in evidenza: foodemilia.com

 

 

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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