alberello di Pantelleria

Alberello di Pantelleria: la vite riconosciuta dall’Unesco

Francesca Bono

Da sempre simbolo di una comunità, la vite ad alberello di Pantelleria è ora Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’UNESCO ha infatti riconosciuto il valore storico-culturale ed identitario di questa coltivazione unica al mondo, che nel tempo ha modellato il paesaggio dell’isola.

A Pantelleria si continua ad utilizzare la stessa antica tecnica. Questa forma di coltivazione, che richiede cura costante, tanta pazienza e fatica fisica, contruibuisce a creare l’identità di una comunità che segue le proprie tradizioni da secoli.

Una tecnica antica ha domato la natura

L’alberello è una forma di coltivazione della vite dalle origini molto antiche e fortemente associata alla tradizione viticola delle regioni mediterranee. E’ il risultato di un’agricoltura che, assecondando la natura, ha saputo realizzare un primato d’eccellenza viticola, studiata ed ammirata in tutto il mondo.
La tecnica è particolarmente idonea per piccoli vigneti, caratterizzati da condizioni di limitata disponibilità idrica o di clima sfavorevole.

Le viti sono poste in buche nel terreno profonde circa 20 centimetri, al di sotto del livello del suolo, per riparare la pianta e i frutti dai venti di scirocco e di greco levante.
Le piante prendono la forma di piccoli alberelli, per poter carpire le scarse risorse idriche presenti nel terreno e per ripararsi dal clima sfavorevole. La tecnica ad alberello limita lo sviluppo del fusto e favorisce invece la crescita delle radici.

Pantelleria alberelli

Gli alberelli sono così a misura d’uomo, in modo tale da intervenire manualmente sulle viti. Le lavorazioni durante tutto l’anno richiedono un monte ore di lavoro che supera di almeno tre volte quelle necessarie alla coltivazione di un normale vigneto sulla terraferma.
E’ proprio grazie al duro lavoro nei campi, tra terrazzamenti spesso con pendenze estreme e muretti a secco, che il territorio impervio si è plasmato.

L’alberello è caratterizzato in generale da un limitato sviluppo sia in altezza sia in volume, per questo motivo è adatto per piccole superfici.

La capacità di adattarsi a condizioni ambientali difficili ha come controparte un limite fisiologico di produzione, che a ben vedere non è esattamente un difetto, visto che contribuisce a rendere ancora più pregiato lo Zibibbo. Le uve ricavate da questi vigneti infatti sono la materia prima per la vinificazione del dolce vino pantesco.

Diffusione della vite ad alberello

La vite ad alberello è diffusa in varie regioni dell’Europa e del Nordafrica. Per quanto riguarda l’Italia, l’alberello è una forma di coltivazione diffusa in tre quarti dell’intera superficie dedicata nelle regioni meridionali e nelle isole.

Dall’inizio degli anni settanta all’inizio degli anni ottanta, c’è stata una notevole riduzione delle superfici investite ad alberello, passando dal 42% al 20%, a favore di colture in grado di offrire rese più alte e di integrarsi meglio con la meccanizzazione. Questo rende ancora più importante il riconoscimento UNESCO, poiché supporta chi continua a tutelare e salvaguardare questa tecnica antica.

zibibbo di Pantelleria alberelli

(Fonte: Wikipedia)

Riconoscimento UNESCO

Il 24 novembre scorso è stata approvata all’unanimità, da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, l’attribuzione di Patrimonio Mondiale dell’Umanità alla pratica agricola della Vite ad Alberello di Pantelleria.
il Ministro Martina ha dichiarato: È la prima volta che una pratica agricola consegue questo autorevole riconoscimento […] oltre a svolgere una significativa funzione economica, essendo le uve ricavate da questi vigneti materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo di Pantelleria, assolve ad una importante funzione sociale, essendo un elemento identitario che rappresenta la cultura e la storia degli isolani.

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito o gli strumenti terzi da esso utilizzati, si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Informativa cookie. Se vuoi sapere di più, o negare il consenso ad alcuni o a tutti i cookie, consulta la Cookie Policy. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi