Tutti pazzi per la birra in Italia! Secondo i dati AssoBirra i consumi rimangono sostanzialmente invariati da anni, in termini di produzione ed export, però, il settore sembra mostrare una continua crescita.
Una strana curiosità riguarda il protagonista di questo business, l’ingrediente fondamentale: il luppolo: sapevate che in Italia la coltivazione di questa pianta non trova ancora spazio di interesse, e che quindi le aziende italiane utilizzano principalmente luppolo importato?

Fortunatamente c’è chi capisce l’importanza di legare anche la birra al concetto di terroir e decide di puntare proprio sul raggiungimento di una produzione di birra totalmente autoctona. In questo articolo vi parleremo delle tipologie di luppolo che si trovano nel mondo, e di un’azienda che utilizza il luppolo italiano.

Varietà di luppolo nel mondo

luppolo

Il luppolo è una pianta originaria del continente euroasiatico, ne esistono diverse varietà:

  • la lupulus caratteristica dell’Europa e dell’Asia occidentale
  • la cordifolius dell’Asia orientale
  • la lupoloides (o Humulus americanus) tipica della zona orientale del Nord America
  • la neomexicanus della zona occidentale del Nord America
  • la pubescens della zona centrale del Nord America
  • la aureus varietà coltivata per uso vivaistico
  • la scandens (Humulus japonicus) endemica in Asia orientale

In tutta Europa centrale ed in Italia settentrionale è diffusa la Humulus lupulus lupulus. Dal XVI secolo iniziò a diffondersi la coltivazione in Germania, Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Inghilterra. In questi paesi l’interesse è sempre stato legato alla produzione di birra.

È solo nella prima metà dell’800 che, grazie ai contatti con le popolazioni nordiche e con l’avvio dell’industria birraria, in Italia si inizia a conoscere questa pianta.

Luppolo italiano: le coltivazioni

coltivazioni luppolo

Nonostante il luppolo sia conosciuto in Italia da quasi due secoli, la coltivazione non trova ancora grande interesse sul nostro territorio, forse perché tradizionalmente più legato alla viticoltura. Il luppolo da birra utilizzato dalle aziende italiane è quasi totalmente importato. Secondo i dati AssoBirra ci riforniamo infatti per la quasi totalità dalla Germania. La produzione è principalmente legata ad alcuni progetti universitari, come i friulani FuturBioErbe e Filiera Birra, o a singoli birrifici e semplici appassionati, come successo nel caso di Italian Hops Company, di cui vi vogliamo parlare.

Luppolo autoctono di Marano sul Panaro

Italian Hops Company è una start up emiliana, che ha già avuto un riconoscimento in quanto unica coltivazione ufficiale di luppolo in Italia. Ma la notizia più interessante è che attualmente è impegnata nella registrazione della prima varietà al 100% italiana, il luppolo autoctono di Marano sul Panaro.
L’azienda è giovanissima, nata nel 2014 dall’idea di 4 ragazzi, per dare seguito a una ricerca sul luppolo autoctono italiano, svolta con l’Università di Parma e del Comune di Marano.

birra luppolo

Il riconoscimento e la registrazione di una varietà del nostro territorio il primo passo verso la produzione di birra assolutamente autoctona, espressione di un terroir specifico.
Patriottismo, Km 0, qualità e tracciabilità o ricerca ed evoluzione di gusto, più affine ai nostri palati e alla nostra tradizione culinaria… tanti sono gli aspetti che un progetto di questo tipo può incontrare.

Se siete amanti della birra e insaziabili di conoscenza, vi consiglio gli articoli produrre birra 100% italiana e come farsi una birra con lo smartphone. Per sfatare falsi miti poi potreste leggere abbinamenti birra e pesce.

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A proposito dell'autore

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

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