Frigoriferi Solidali contro lo spreco: come funzionano?

Deborah Ascolese

E se vi dicessi che esiste un modo per combattere lo Spreco Alimentare e, allo stesso tempo, aiutare chi ha più bisogno? Sì, proprio così! Si chiamano “Frigoriferi Solidali” e, oltre a rappresentare un luogo fisico nel quale raccogliere il cibo in eccesso per evitarne lo spreco, fungono anche da risorsa alimentare per chi vive in situazioni di difficoltà economica.
Si tratta di un’iniziativa solidale diffusa in diversi paesi nel mondo, come Germania, Spagna, Paesi Bassi e Comunità Autonoma di Murcia, che da pochissimo è approdata anche in Brasile, a Goias per la precisione.

 

I “Frigoriferi Solidali” contro lo Spreco Alimentare: ecco come funzionano a Goias

Frigoriferi solidali

A Goias si chiamano “Frigoriferi della Solidarietà”. Disposti lungo le strade, sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per dare un aiuto concreto a chi è in difficoltà. Il progetto è ovviamente accessibile a chiunque, dai ristoratori ai cittadini, i quali possono contribuire alla lotta contro lo Spreco Alimentare, riempiendo i diversi frigoriferi con tutti gli alimenti che, altrimenti, andrebbero gettati.
L’iniziativa brasiliana, che prende le mosse da progetti precedentemente attuati in altri paesi, è partita da un uomo d’affari, Fernando Barcelos, che per primo ha deciso di piazzare uno dei “Frigoriferi della Solidarietà” sui marciapiedi di Goias. Ora i “Frigoriferi della Solidarietà” sono diffusi in diversi quartieri della città e, grazie all’impegno dei volontari, non restano mai vuoti!

 

Altri progetti contro lo Spreco Alimentare

Spreco cibo

Se consideriamo che ogni anno almeno un terzo del cibo che compriamo viene gettato, vi risulterà chiaro come lo sviluppo di iniziative contro lo Spreco Alimentare sia di fondamentale importanza. Basti pensare che solo in Italia si stimano circa 149 kg di cibo sprecato annualmente per persona.

Fortunatamente, nel corso degli ultimi anni, sono molte le attività e i progetti nati per abbattere lo spreco di cibo. Oltre ai “frigoriferi solidali”, infatti, possiamo trovare:

  • Foodsaver: un progetto nato nel febbraio 2012, formato da oltre 4000 volontari, che individua aziende, cooperative e supermercati disposte a donare cibo. Attualmente, le imprese che collaborano al progetto sono circa 750.
  • Ratatouille: l’app italiana, sviluppata da un gruppo di ragazzi veneti, che mette in contatto i vicini di casa per lo scambio di cibo.
  • Last Minute Sotto Casa: un progetto di live-marketing di prossimità che, tramite e-mail o il sito del progetto, permette ai negozianti di informare i clienti che si trovano nelle vicinanze sulle offerte di cibi in scadenza a prezzi agevolati.

Queste sono solo alcune delle iniziative per arginare il problema. Voi, avete già aderito a una di queste? Sapevate che è in atto una petizione contro lo Spreco Alimentare in Italia? Raccontateci la vostra esperienza in un commento.

 

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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