Diritto al cibo e innovazione sociale

Lorenza Sganzetta su povertà alimentare in Italia: “non c’è un problema di reperibilità del cibo, ma di accesso al cibo di qualità”

Angela Caporale
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La povertà alimentare è un fenomeno che riguarda anche l’Italia. Le diseguaglianze sociali e di reddito, acuite dall’emergenza Covid-19, hanno, infatti, un impatto su ciò che portiamo (o non portiamo) in tavola, intrecciandosi con le tematiche della salute e del diritto al cibo, indagate anche da Fondazione Feltrinelli in collaborazione con CIRFOOD, realtà da sempre impegnata a promuovere la cultura del cibo con una particolare attenzione agli aspetti sociali. Già nel 2018 durante il festival di Internazionale a Ferrara era stata presentata una prima ricerca svolta in partnership che evidenziava quanto povertà alimentari e culturali fossero questioni cruciali da indagare. Nello specifico, dall’indagine era emerso, sempre relativamente al 2018, come in Europa circa il 10.5% della popolazione soffrisse di povertà alimentare, ovvero non avesse a disposizione un pasto adeguato di natura proteica ogni 2 giorni (proteine animali o vegetali). Dati avvalorati anche da UNICEF, secondo cui, nel 2018, in Italia, 1,2 milioni di bambini e adolescenti non avevano la possibilità di accedere a ciò che è indispensabile per vivere, cibo compreso.

Un drammatico trend che non si è interrotto, come ci racconta la dottoressa Lorenza Sganzetta, ricercatrice e collaboratrice dell’Osservatorio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per cui ha co-curato un nuovo studio che verrà presentato nei prossimi mesi. Alla dottoressa Sganzetta abbiamo chiesto, dunque, che cosa si intende per povertà alimentare in Italia, perché si parla di “nuovi bisogni” e quali sono le prospettive per immaginare un accesso al cibo che sia, contemporaneamente, sufficiente, sano e sicuro.

accesso al cibo

Roman Yanushevsky/shutterstock.com

Il tema dell’accesso al cibo e del suo valore viene indagato da Fondazione Feltrinelli da alcuni anni, in collaborazione con CIRFOOD, realtà da sempre impegnata a promuovere la cultura del cibo e attenta agli aspetti sociali. Dopo le riflessioni su Il cibo di cittadinanza, nate in seguito alla costituzione della Carta di Milano e sullo spreco, tra povertà alimentari e povertà culturali, l’Osservatorio che vede la collaborazione tra Fondazione Feltrinelli e CIRFOOD si sta occupando di Cibo e innovazione sociale: nutrire nuove pratiche in risposta a nuovi bisogni. Quali sono, anche in base all’emergenza sanitaria? Il lockdown e, in particolare, la chiusura delle scuole, ha aumentato il rischio di povertà alimentare tra le famiglie italiane?

L.S.: “Sicuramente la chiusura delle scuole e dei luoghi di refezione hanno messo a dura prova famiglie in condizione di povertà alimentare che grazie a questi servizi riuscivano a sopperire ad alcune carenze di sicurezza alimentare casalinga. È altresì vero che i servizi di ristorazione collettiva si sono impegnati largamente per garantire, anche durante il lockdown, alcuni servizi sostitutivi che, in collaborazione con gli aiuti pubblici alle famiglie hanno alleggerito in parte il peso economico delle famiglie in difficoltà”.

 

Per alcuni può sembrare poco comprensibile parlare di “povertà alimentari” in Italia dove, come anticipava, il problema della reperibilità quantitativa del cibo è limitato. Può aiutarci a dare una definizione di questo fenomeno?

L.S.: “Certo. In Italia, in effetti, viviamo in un contesto territoriale e geografico dove non ci sono ‘food deserts’, ovvero aree anche molto vaste prive di negozi e supermercati. Qui non c’è un problema di reperibilità del cibo, quanto di accesso al cibo di qualità. E questo, dal mio punto di vista, è un aspetto indipendente dal paniere di beni del consumatore o dalla sua disponibilità economica, che dipende piuttosto dal fatto che non si riesce a garantire un prezzo calmierato per prodotti di alta qualità.

A proposito del periodo di lockdown, si sta studiando com’è cambiata la percezione dei bisogni in termini di consumo. E, per esempio, come la sensazione di pericolo imminente abbia avuto un’influenza sulla sensazione di non poter accedere al cibo, sebbene l’approvvigionamento non sia mai stato messo a rischio in Europa. Quanto questo sistema ha dimostrato di essere fragile anche in termini della capacità di rassicurare i consumatori.”

Povertà alimentare Italia supermercato

Paolo Bona/shutterstock.com

La collaborazione tra Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e CIRFOOD affonda le sue radici in EXPO 2015 in cui il tema guida era “Nutrire il Pianeta”. Il diritto al cibo non riguarda solo quantità e accesso, ma significa anche diritto ad un cibo sano e sicuro. La sensibilità di Fondazione Feltrinelli al tema è testimoniata dall’istituzione dell’Osservatorio stesso che monitora e lavora costantemente sull’argomento. Dal vostro punto di vista, dunque, qual è la direzione perché il consumo del cibo sia sempre più accessibile e sostenibile?

L.S.: “In primo luogo si agirà su iniziative per contrastare questa forma di povertà. L’Osservatorio tenterà di portare avanti un approccio sistemico alla questione della sostenibilità del cibo, lavorando dunque sull’intera filiera dalla garanzia del diritto al cibo per il cittadino fino alle infrastrutture politiche, sociali ed economiche che reggono il mercato.  L’interesse è di allargare lo sguardo ed esplorare la questione (del diritto al cibo, ndr) anche al di là del consumatore finale, ma come fattore parte della filiera.

Quest’anno, inoltre, verrà data una grande attenzione ai temi dell’economia circolare, delle politiche e dei mercati collegati al cibo perché [l’economia circolare, ndr] è stata identificata come uno strumento per affrontare il problema dell’insostenibilità del cibo, non solo nel modo in cui viene consumato, ma anche nelle modalità e nelle quantità in cui viene prodotto. In un’ottica di economia circolare, verranno studiate e valorizzate tutte quelle buone pratiche di efficientamento della produzione stessa, in quanto capaci di impattare e avere effetti benefici anche in termini ambientali e sociali.”

 

Le attività dell’Osservatorio Giangiacomo Feltrinelli a proposito del diritto al cibo continueranno, dunque, anche nei prossimi mesi. Siete curiosi di conoscere i risultati delle prossime ricerche su questo argomento?

Angela Caporale

Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

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