Olfatto e gusto

Perché l’olfatto ci aiuta a distinguere il gusto dei cibi?

Francesca Bono

Sarà che mi capita spesso di cucinare con il naso, perché non mi piace assaggiare, ma mi affascina il legame tra olfatto e  gusto, forse più di quello più conosciuto tra cibo e papille gustative.
Quanto l’olfatto è importante nel definire il gusto? Se l’odore non ci convince, il cibo arriva alla bocca con qualche pregiudizio. E quanto le immagini che l’olfatto ci richiama giocano nella percezione gustativa? Più di quanto immaginiamo: l’odore dei cibi, infatti, stimola non solo piacere o disgusto, ma ricordi e immagini di luoghi o persone.

Olfatto e gusto: come sono legati tra di loro?

Storie di odori

Odore dei cibi

Si parte dalla preistoria, quando l’uomo attraverso l’olfatto capiva se un cibo poteva essere sicuro e buono o nocivo e avariato, per arrivare alla storia personale di ciascuno di noi, fatta di odori legati a luoghi e persone. Entrando in una cucina potremmo riconoscere l’unica persona in grado di preparare quella ricetta come la stiamo annusando, oppure potremmo essere catapultati in un luogo visitato o dove abbiamo vissuto parte della nostra esistenza. A Marcel Proust, come scrive nella sua opera Alla ricerca del tempo perduto, bastano alcune briciole di una Madeleine immersa in una tazza di the fumante, per rivivere la sua infanzia e le scorpacciate del dolce a casa della zia.
Per non parlare di quanto il cibo, con i suoi odori, può descrivere un Paese e le sue tradizioni.

Neurogastronomia: perché l’odore ci aiuta a percepire il gusto

Legame Gusto Olfatto

Non si tratta di sole sensazioni e romanticismo, ci sono anzi prove scientifiche del ruolo chiave che l’olfatto gioca nelle percezioni di gusto.
Gordon Shepherd è un professore del dipartimento di Neurobiologia di Yale, a cui si deve l’invenzione del termine neurogastronomia, cioè il complesso di meccanismi che permettono al cervello di creare i sapori. Come spiega nel libro Neurogastronomy: How Brain Creates Flavor and Why It Matters, la percezione del gusto è un processo complicato che coinvolge non solo i cinque sensi, ma anche memoria, emozioni e ricordi. Secondo il neuroscienziato: “i sapori non sono nel cibo, ma vengono creati dal nostro cervello” e “i sapori sono creati per la maggior parte dal nostro sistema olfattivo”.

Le molecole degli odori portano informazioni e stimolano i nostri recettori olfattivi, i quali trasmettono tali informazioni al cervello, che le traduce in immagini. Questo collegamento ai più alti centri cognitivi del cervello è una proprietà speciale dell’odore, che è fondamentale per l’esperienza del sapore.
In tema di cibo allora potrebbe non essere approssimativo l’andare a naso! Il gusto che proviamo per un cibo arriva dalle immagini, emozioni e ricordi che l’olfatto ha saputo trasmettere al nostro cervello in maniera più o meno conscia.

Sapevate già che il legame tra olfatto e gusto è così importante? Che ricordi olfattivi avete legati al cibo? Ci sono odori che sanno raccontarvi la vostra vita? O piatti che adorate perché vi ricordano qualcosa o qualcuno?

 

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *