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La Giornata Del Non Acquisto

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Il logo dell'iniziativa giornata del non acquisto

di Silvia Salomoni.
“La giornata del non acquisto” (o “Buy nothing day”) è un’iniziativa nata in Canada nel 1992 e diffusa velocemente e spontaneamente in oltre trenta paesi del mondo. Il nome di per sé dice già molto, ma non dice proprio tutto sul suo significato. Si tratta, è vero, di un’intera giornata di pausa dallo shopping, ma non è una protesta contro i commercianti, né un vero e proprio boicottaggio: è un’occasione per soffermarci a riflettere sul significato delle nostre azioni quotidiane e sulla differenza tra quello che serve e quello che è in più. Il periodo in cui si svolge è normalmente la fine di novembre, dopo il 22, cioè dopo la giornata del Ringraziamento (o “Thanks-giving Day”), un picco consumistico che equivale per gli americani al nostro Natale. Non c’è però una data prefissata, ogni anno cambia, per il 2007 sembra sia definitiva la data di sabato 24 novembre.

La “giornata del non acquisto” è una provocazione simbolica, in cui tutti noi consumatori possiamo trovare nostre personali ragioni. L’austerità dal consumo può essere il pretesto per riappropriarsi un giorno ogni tanto del tempo passato in coda alla cassa, oppure per rivalutare con sguardo un po’ più critico il proprio stile di vita in termini di sprechi e di acquisti compulsivi. L’escalation di motivazioni che possono spingerci ad aderire a quest’iniziativa spaziano da quelle personali, fino alle accuse di più vasta portata a carattere sociale: la “giornata del non acquisto” può anche essere, infatti, uno strumento per far sentire collettivamente la propria voce e sollevare l’attenzione su tutte le problematiche collegate alla massimizzazione dei consumi. Esempi? La difficoltà delle popolazioni del Sud del mondo nei mercati globali, l’ammasso di rifiuti e i danni ecologici che deturpano l’ambiente, la colonizzazione dell’immaginario da parte dei pubblicitari.

Ognuno ha il suo perché, la sostanza è non mettere mano al portafoglio per un giorno intero, un gesto importante per sfuggire all’imperativo del consumismo e cogliere meglio il significato delle nostre azioni. Non c’è un unico organizzatore promotore, si tratta di un movimento auto-organizzato, diversificato e non centralizzato. L’informazione è divulgata dalle associazioni di consumatori e dai grandi network globali per la diffusione del consumo critico (come il sito Adbusters). In realtà ognuno di noi può fissare la propria personale “giornata del non acquisto”, anche più spesso di una volta all’anno. L’iniziativa collettiva, però, è una cassa di risonanza importante, proprio perché si svolge contemporaneamente in molti paesi del mondo e ha il suo fulcro in Occidente.

 

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