glifosato rinnovato

“100 parole” sul glifosato rinnovato

Giuliano Gallini

Giuliano Gallini

Ieri su tutte le prime pagine dei quotidiani e nelle radio si è discusso dell’erbicida più usato. L’uso del glifosato, infatti, è stato rinnovato per altri cinque anni dall’Unione Europea a maggioranza, pur essendo sospettato di essere cancerogeno.

Qualcuno è intervenuto dicendo che di certi problemi dovrebbero parlare solo gli esperti: di erbicidi gli agronomi, di energia nucleare i fisici e così via. Se tutti parlano di ciò che non conoscono poi non lamentiamoci delle famigerate fake-news, che sono create da fantasiosi spiriti antiscientifici.

Glifosato rinnovato: gli esperti si dividono

glifosato non cancerogeno

La beffa per chi ha mosso tali critiche, è stata apprendere che sul glifosato sono in disaccordo proprio gli esperti: la coalizione stop glifosato porta i suoi studi scientifici, i pro- glifosato ne portano altri. Tutti con parrucche accademiche.

Pare certo, però, che tale diserbante, se non cancerogeno, proprio bene non faccia, come vi abbiamo raccontato parlando dell’ultimo verdetto dell’Agenzia Europea per i prodotti chimici: fa male all’ambiente, alla biodiversità e all’uomo.


Allora mi chiedo: perché non si stimola una ricerca scientifica che cerchi metodi di coltivazione naturali e non dannosi invece di dar corda a sistemi dubbi per la salute dell’uomo e dell’ambiente? Anche se il glifosato non fosse cancerogeno ma ci facesse solo venire il mal di pancia, dobbiamo proprio tenercelo?

E voi cosa ne pensate? Raccontateci il vostro parere rispondendo al nostro sondaggio! 

Condividete la decisione dell’Unione Europea di autorizzare il glifosato per altri 5 anni?

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Se volete capire più a fondo cosa comporti questa decisione, cosa sia il glifosato e quali effetti abbia sulla nostra salute, vi suggeriamo di leggere gli articoli correlati che abbiamo scritto su questa tematica.

Giuliano Gallini

Direttore marketing strategico di CIRFOOD, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

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