etichette alimenti

Ortofrutta, carne, pesce: le etichette incomplete dei mercati rionali

Renzo Sanna

Il mercato di quartiere non è sinonimo di approssimazione. Le leggi sull’etichettatura degli alimenti vanno rispettate, e se due terzi dei banchi presentano informazioni carenti, qualcosa non va, o nel sistema di divulgazione delle leggi o nello step della filiera che permette il passaggio dalla produzione alla vendita. Oppure, c’è qualcosa che non va nel prodotto. A queste conclusioni il Movimento difesa del cittadino, l’associazione di consumatori che ha svolto l’indagine su un gran numero di mercati su una larga fetta di territorio italiano, non è arrivato, fermandosi ai numeri: solo 3 banchi su 10, nei settori carne e ortofrutta, sono in regola, mentre si scende a 2 in materia di pesce. Ma si tratta di conclusioni di cui il Mipaaf dovrà tenere conto visto che ambisce ad una qualità sempre più alta dell’etichetta come arma per combattere evasori, sofisticazioni e infiltrazioni della criminalità organizzata. Di fatto, secondo la ricerca due terzi dei venditori dei piccoli mercati delle nostre città, un canale ancora molto utilizzato dal consumatore italiano, è fuorilegge.

etichetta carne

Etichette alimenti: cosa manca nei prodotti venduti dai mercatini?

L’indagine

La ricerca del Movimento difesa del cittadino è una nuova puntata della serie di indagini svolte nel 2011 e 2013, e anche in considerazione dei risultati precedenti ha fornito indicazioni interessanti sull’approccio dei produttori italiani al consumatore: una scansione completa dell’etichettatura degli alimenti venduti nei piccoli mercati è una rappresentazione in scala dello stato di salute del comparto. L’indagine, materialmente svolta dalle ramificazioni locali dell’associazione, ha riguardato 110 banchi presi a campione in alcuni mercati rionali di 8 città. Si tratta di Milano, Siena, Ascoli Piceno, Roma, Avellino, Crotone, Reggio Calabria, Cagliari, dunque 7 regioni da nord a sud. E risultati simili da un territorio all’altro. Non sono stati esaminati i farmer’s market e i venditori diretti.

Frutta e verdura: da dove arriva?

Anzitutto, cosa si trova in queste esposizioni: l’indagine era centrata su ortofrutta, pesce e, novità di questa edizione, carne. La prima, anche quest’anno, è risultata la più presente sui banchi dei mercati cittadini. Quanto ai risultati, si possono smembrare a seconda dell’alimento venduto e delle quattro tipologie di informazioni che secondo la legge devono essere presenti in etichetta, cioè categoria, denominazione commerciale, origine e prezzo. Proprio quest’ultima è la più presente in ambito ortofrutta, nel 93,4% dei banchi analizzati, seguita da denominazione commerciale (78,7%), origine (63,9%) e dalla categoria (50%). L’origine è ancora troppo poco indicata, considerando che si tratta di una indicazione a cui i consumatori e i produttori tengono molto. Il risultato globale non è incoraggiante. Solo nel 34% degli stand, poche decine di banchi, i prodotti avevano tutte le informazioni previste dalla legge.

frutta mercato

La carne: dov’è il cartellino?

Solo il 45,5% dei banchi di macelleria è in regola con l’etichettatura in tutte le sue sfaccettature: una percentuale troppo povera per potersi fidare. In un settore, quello della carne, sempre soggetto a scandali e sofisticazioni, ci si sarebbe aspettata un’attenzione diversa verso il consumatore: e invece, perlomeno nel campione esaminato da Mdc, l’origine è ancora pressoché sconosciuta ai consumatori. I cittadini che acquistano presso un banco di un mercato rionale non posso sapere, ad esempio, l’origine della carne. Addirittura nel 6,4% sia i cartellini che il libro informativo non sono stati trovati esposti, mentre nella metà dei casi sono presenti solo parzialmente.

Il caso dei Mercati Ittici

Ulteriormente peggiore è la situazione dei mercati ittici: solo 2 banchi di pesce su 10 sono in regola in materia di etichettatura. L’informazione più presente è anche in questo caso il prezzo (90,2%), seguita dalla denominazione commerciale (84,8%) e dall’origine (73,5%). Nonostante l’alta percentuale, l’origine è ancora poco diffusa considerando che è in vigore dal 2002 e si tratta di una indicazione fortemente richiesta dai consumatori come per l’ortofrutta. Anche il metodo di produzione è una indicazione utile al cittadino e ancora troppo spesso poco presente, il 49,2% dei casi. L’indicazione meno presente, 18,2%, è la categoria degli attrezzi da pesca, utile a conoscere l’impatto ambientale della cattura e a valutare il rapporto qualità prezzo.

etichetta pesce mercato

L’appello dell’associazione: “Servono consumatori consapevoli”

Il Movimento difesa del cittadino, la cui indagine sui mercatini è ormai diventata un classico, ha provato ad individuare qualche soluzione al problema: “Servono controlli, educazione dei consumatori e formazione dei venditori per riportare a una situazione di trasparenza al 100% la vendita nei mercati rionali – è il pensiero di Silvia Biasotto, responsabile dell’Area Alimentazione del Movimento Difesa del Cittadino -. Sono ancora troppi i banchi carenti dal punto di vista delle indicazioni date al cittadino: in alcuni casi sulle cassette di ortofrutta, pesce o nei banchi di carne nei mercati rionali era solo indicato il prezzo. Questo non è accettabile, soprattutto perché nel caso dell’origine le leggi esistono ma non vengono rispettate. Servono controlli, ma anche consumatori consapevoli che pretendano di essere informati e venditori formati che sappiano dare valore all’etichetta”.

Renzo Sanna

Sassarese che vive a Bologna. Per il Giornale del Cibo si occupa di agromafia, illegalità alimentari e attualità. Il suo piatto preferito sono le trofie al pesto (con patate e fagiolini, of course...) perché gli ricordano la sua mamma. In cucina non può mai mancare l'angolo bar, perché il cuoco deve avere sempre una seconda possibilità!

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