Agriturismo il cornarino

AlexanderMascal

Il mio lavoro di giornalista e scrittrice di turismo ed enogastronomia mi conducono a girovagare tra i tavoli di trattorie e ristoranti alla ricerca di nuovi locali da provare, ma non per questo dimentico quei personaggi che hanno fatto la storia della gastronomia regionale, come nel caso dell’agriturismo Il Cornarino, e così oggi ho deciso di ritornarci.
A pochi chilometri da Asti (Piemonte), sulla vecchia statale per Isola, che corre parallela alla Asti-Alba, in località San Marzanotto, all’altezza della concessionaria Honda, proprio di fronte, un cartello indica la strada per Mongardino, piccola località sulla collina circondata dai vigneti del Barbera e del Grignolino.
Qui, tra il verde dei vigneti si può godere dell’ospitalità e cordialità dei Baino pranzando in compagnia dei figli Barbara (architetto), Raffaella (psicologa) e Alberto (banchiere), che malgrado le lauree, non tralasciano all’occorrenza di aiutare ai tavoli.
La stalla di questa cascina dell’800, ristrutturata e trasformata in sala per banchetti, conserva ancora i tipici soffitti ad arco, con mattoni rossi.
L’ambiente è famigliare, la cucina semplice, ma raffinata, ripropone i piatti della tradizione piemontese. In cucina, Vilma, coadiuvata dalla sorella Vera Nebiolo preparano deliziose prelibatezze per palati raffinati.
Ma il vero patron del savoir faire è Gianfranco Bruschi che coinvolge con la sua abilità di gentlemen. Distinto, signorile, ma affabile, cordiale e simpatico, lascia intravedere nei suoi modi gentili un passato di maitre in grandi alberghi e navi da crociera: come la Raffaello e la Michelangelo.
Risalgo tra vigneti e casolari e scorgo paesaggi immutati nel tempo, poi, d’improvviso, la bianca sagoma del cascinale e i rossi tetti appaiono come un punto fermo nella memoria: tutto è rimasto come l’avevo visto l’ultima volta, tre anni fa.
La cascina circondata dai vigneti, il giardino con i fiori, le piante da frutta, l’aia che un tempo aveva visto il lavoro del contadino trasformata in ghiaiato per il parcheggio: tutto è rimasto uguale.
Chissà quando varcherò la porta e mi troverò davanti i vecchi amici: mi pongo delle domande che non vorrei! In fondo tre anni non sono molti, ma per quelli avanti negli anni come noi anche un solo anno ha il sapore del Tempo e dell’eternità.
Piano piano, quasi con il timore di svegliare i ricordi spingo l’uscio e mi guardo attorno: non c’è nessuno, solo il silenzio di quel momento e il… chiacchierio dei ricordi.
Un passo, una porta che si apre, un’altra che si richiude: rumore di passi ed ecco comparire Barbara, Raffaella e Alberto, con vassoi e bottiglie!
… Ed è subito un abbraccio!
Il primo a raggiungerci è Gianfranco: sempre impeccabile e sorridente. Poi un vociare, i richiami, ed ecco Vilma e Vera raggiungerci con il tipico fare delle massaie che tralasciando la cucina si asciugano le mani per poi abbracciarti.
Dalla cantina intravedo salire la sagoma di Emilio, che oltre ad aiutare la moglie Vilma produce dei favolosi vini Barbera, Grignolino, Chardonnay e Moscato: è l’ultimo a salutarmi, ma non per questo nei ricordi i posti erano a… graduatoria e così li ricordavo tutti alla stessa maniera!
La calda e accogliente atmosfera dell’agriturismo Il Cornarinoè rimasta la stessa anche se molte cose sono cambiate: la fine degli studi, le lauree dei figli, il lavoro, i problemi di salute e quel classico giustificare gli acciacchi incolpando: Le primavere!.
Sorrido pensando che più che… le primavere sono gli autunni e gli inverni… dell’età che passa inesorabile per tutti!
Si torna ai fornelli e a preparare i tavoli, non senza il classico chiedere: Cos’hai fatto in questi anni, come stai, cosa mi racconti.
Intanto iniziano ad arrivare i clienti. Il silenzio e quella mia ripresa intimità con gli amici svanisce nel vociare e nelle urla dei bimbi: la quiete lascia il posto al lavoro!
Si inizia a pranzare e tra poco scoprirò se anche i sapori sono rimasti gli stessi…
Scendiamo nella cantina ristrutturata e trasformata in luogo per gli aperitivi e le degustazioni e ci servono gli stuzzichini: chicioline alla salvia appena sfornate, (pasta di pane lievitata, con erbette, fritte e servite calde). Deliziose! E’ uno dei miei stuzzichini preferiti! Seguono le sfogliatine al pomodoro e formaggio Raschera e le frittatine di erbette stagionali, divina quella di cipolla rossa di Tropea.
Si torna in sala dove ci attendono gli antipasti: fantasia di salumi campagnoli; uova di quaglia ripiene; insalata primavera; peperoni con aglio e acciuga; sfornato di verdure fresche al basilico; girello di vitello tonnato; flan di zucca con salsa di ortiche; cotechino con gustosissimi spinaci (qui c’è cura anche nel cucinare i contorni…); formine di polenta con funghi porcini.
Arrivano i primi piatti ed è un tripudio di sapori contadini: triangolini verdi alla ricotta ed erbette; tagliolini alle frattaglie di pollo o in alternativa, per chi non ama le frattaglie, le tagliatelle con pomodoro fresco e basilico.
Per secondo servono: lonza al forno e coniglio arrosto con patatine fritte e verdure di stagione.
Si termina con torta al cioccolato; pere Martine cotte nel vino e caramellate; torta d’pum (crema di mele cotte al forno), impastata con amaretti, zucchero, cacao e infornata per essere servita al cucchiaio; torta di nocciole con zabaione.
Qui la creatività e la fantasia della cucina esaltano quegli ingredienti considerati poveri, ed elaborati con estro: un agriturismo… con la cucina di uno chef da grand hotel o da… transatlantico…
Ottimi i vini di loro produzione.
Sì, decisamente tutto è rimasto come l’ultima volta, il Cornarino, anche se è un agriturismo, io lo considero un Ristorante tra i migliori che ho provato! Peccato che ci abbia messo lo zampino il tempo e gli acciacchi e l’apertura sia condizionata alle sole prenotazioni, come lo sono la presenza di Gianfranco e Vera, ma io sono stata fortunata: oggi c’era un pranzo prenotato da turisti.

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