Che pesce compriamo? Siamo in grado di capire se il pesce esposto sul banco del nostro pescivendolo di fiducia è pescato e riconoscere il pesce di allevamento?
Partiamo dal presupposto che la normativa europea prevede che il consumatore abbia il diritto di avere informazioni ben precise su ciò che gli viene offerto e che quindi gli venga data la possibilità di tracciare l’intera storia di ogni prodotto.

In etichetta, quindi, devono essere sempre indicati la denominazione della specie, la zona di produzione e il metodo, cioè se è stato pescato o  allevato.

pesce fresco

Zona di produzione

Per quanto riguarda la zona di provenienza, esistono 12 zone definite dalla Fao, riconoscibili subito sul banco del venditore dal numero di riferimento corrispondente. Se vogliamo acquistare pesce pescato nel Mar Mediterraneo, ad esempio, dobbiamo verificare che il numero sia il 37.

Ci sono inoltre disposizioni specifiche relative alla zona di produzione , valide per  prodotti pescati in acqua dolce, per i quali si deve riportare in etichetta la menzione dello stato membro o del paese terzo di origine del prodotto, e per prodotti dell’acquacoltura, che devono riportare dove si è svolta la fase di sviluppo finale del prodotto.

Pescato o allevato?

L’etichetta, come abbiamo detto, deve riportare anche il metodo di produzione. Cosa fare però se le indicazioni sul prodotto esposto non sono complete oppure nel caso in cui non ci fidiamo di quanto riportano le etichette?
I più esperti consumatori di pesce sostengono che anche dall’aspetto del pesce si riesca a riconoscere il pesce di allevamento e a distinguerlo da quello pescato.

Il primo segnale di dubbio ci deve arrivare da pesci tutti simili per dimensione. Difficilmente pesci pescati saranno tutti esattamente uguali. Ma anche la tonicità e la consistenza delle carni ci avvertono sul metodo di produzione. I pesci pescati sono molto più tonici e non presentano irregolarità nella pelle, presenti invece su pesci vissuti in vasche troppo popolate.

squame pesce

C’è poi chi sostiene che il pesce pescato abbia squame brillanti, sia normalmente più snello rispetto a quello di allevamento e possieda interiora più magre rispetto a quelle del pesce di allevamento. Durante la cottura, inoltre, il pescato mantiene una consistenza più compatta.

Lo stesso Ministero delle Politiche Agricole conferma queste differenze d’aspetto. Sooprattutto se si tratta di pesci allevati con metodo intensivo, le carni possono essere meno consistenti e più grasse e l’aroma di mare meno spiccato. Naturalmente va detto che anche il prezzo ci indica chiaramente l’origine di ciò che stiamo per acquistare. Un pesce d’allevamento infatti sarà sempre più economico di uno pescato.

riconoscere il pesce di allevamento

Se molte sono le informazioni che è possibile reperire per verificare la freschezza del prodotto in vendita, poche sono le indicazioni per riconoscere il pesce di allevamento.
Quali sono i vostri trucchi? Sapete che pesci pigliate?


 

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A proposito dell'autore

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

5 Risposte

  1. Svelto no fesso

    Oramai e’ tutto uno schifo totale!!!! Pesce importato spacciato per nostrano cozze inquinate dove c’e’ stato uno sversamento di petrolio da paura non voglio fare nomi inquinatissimo e venduto ugualmente sui banchi italiani,andate a controllare dove e che sversamento di sostanze inquinanti c’e stato dove allevano le cozze italiane e poi fatevi due conti se possono essere cosi’ salutari, i controlli da che mondo e mondoo CHIUDONO UN OCCHIO!!!

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    • Redazione

      Ciao! Allora, sarai d’accordo con noi quando diciamo che è preferibile il pescato al pesce d’allevamento, e che bisogna fare attenzione e informarsi sulle specie (soprattutto quelle meno conosciute e sfruttate) che popolano i nostri mari nelle diverse stagioni… ?

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  2. Dino

    Convengo in tutto quello che è descritto nell’articolo ed aggiungo un particolare: il pesce d’allevamento è più viscido di quello pescato per via del grasso accumulato durante la sua vita nelle gabbie. All’interno delle sue pareti intestinali si nota una striscia bianca, unta e nauseante facilmente riconoscibile all’olfatto.
    Altro particolare, di solito vengono allevati gli sparidi, pesci dalle carni molto apprezzate e che ben si adattano alla vita in cattività; quindi attenti all’acquisto di spigole, orate, saraghi e mormore. Dentici, pagri e pagelli, seppur appartenenti alla stessa famiglia, non mi risulta che vengano allevati.
    Tuttavia, se volete stare tranquilli, comprate pesce azzurro.

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