ristorante grattacielo torino

CIR food a Torino per il ristorante più alto d’Italia

Marisa Santin

Un ascensore dedicato permetterà di raggiungere in pochi secondi il 35° piano di uno dei grattacieli più alti d’Italia, una torre di cristallo e acciaio bianco ideata da Renzo Piano, prestigiosa sede direzionale torinese del gruppo Intesa Sanpaolo. Qui, a quasi 166 metri d’altezza, prenderà vita entro fine giugno il cuore di un “Sistema gastronomico” messo a punto dall’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e gestito da CIR food: il ristorante gourmet guidato dallo chef Ivan Milani, il raffinato lounge bar panoramico al 37° piano e la caffetteria snack Chiccotosto al piano terra.

Con la sua capacità organizzativa, l’esperienza pluriennale e l’alta qualità del servizio di ristorazione, CIR food partecipa a questo importante progetto coniugando i propri valori, da sempre orientati verso la collettività e la sostenibilità delle proposte gastronomiche, con l’estro creativo di un grande chef.

Un grande gruppo bancario, un architetto di fama mondiale, una prestigiosa università, uno chef di alto rango, un’affermata impresa di ristorazione e… una vista mozzafiato: sembrano gli ingredienti di una ricetta perfetta. Abbiamo chiesto a Giuliano Gallini, direttore commerciale e marketing strategico CIR food, di raccontarci qualcosa di più su questo nuovo “Sistema gastronomico”.

grattacielo torino

Come nasce il progetto?

Giuliano Gallini: Intesa Sanpaolo ha voluto dare un segno di innovazione e di apertura alla città mettendo a disposizione del pubblico alcune aree del proprio centro direzionale torinese, all’interno del futuristico grattacielo progettato da Renzo Piano. Il gruppo – per la cui sede torinese CIR food fornisce da anni i servizi di ristorazione aziendale e di catering – ha espresso la volontà di creare una proposta gastronomica trasversale, unica nel suo genere, focalizzata su una ristorazione di altissima qualità.  È nato così un progetto di ristorazione articolato e inedito, messo a punto dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo insieme a CIR food, che ne gestisce la parte operativa attraverso Affida, la sua newco specializzata nell’alta ristorazione.

‘Sistema gastronomico’: un nuovo concetto legato alla ristorazione

G.G.: La forza del progetto sta secondo noi nell’offrire la possibilità di immergersi in un universo alimentare sinergico e coerente. Le tre proposte ristorative sulle quali si basa il sistema rappresentano un insieme di elementi integrati, che garantiscono un’esperienza di cibo e accoglienza unica e di elevata qualità. Un’esperienza che si esprime attraverso la “bellezza, la cultura e la sapienza”, per usare le parole con cui il Presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro ha recentemente presentato l’iniziativa. A queste tre ‘anime’ si aggiungono valori come la sostenibilità, la professionalità, il gusto e l’accessibilità, perché il sistema gastronomico nasce non per soddisfare le esigenze di pochi, bensì per accogliere un’utenza ampia di persone interessate al valore non solo gastronomico ma anche culturale del cibo.

Come è articolato il ‘sistema gastronomico’?

Ivan Milani

ritratto di Ivan Milani, executive chef del ristorante Piano 35 © tinozzi

G.G.: Il sistema si articola in tre proposte ristorative: il ristorante gourmet Piano35, la cui cucina è stata affidata alla maestria dello Chef Ivan Milani e alla sua brigata; un elegante e raffinato lounge bar situato al 37° piano, che vanta una eccezionale vista sullo skyline torinese, e infine Chiccotosto, format di punta di CIR food nel segmento caffetteria, situato nel piazzale antistante l’edificio.

L’offerta gastronomica di Piano35, che aprirà il 28 giugno, attinge ai migliori prodotti italiani e internazionali, con particolare attenzione alle materie prime del territorio e ai cibi selvatici presenti nell’ecosistema locale. Lo chef Ivan Milani proporrà agli ospiti i suoi celebri piatti, oltre ad alcune nuove proposte culinarie ideate per l’occasione e ispirate alla prestigiosa location.

Dal 23 giugno, nel lounge bar panoramico del 37° piano sarà possibile sorseggiare i cocktail preparati da Mirko Turconi in un ambiente rilassante e raffinato, circondati da una impareggiabile vista sulle luci della città.

Caffetteria Chiccotosto

Ha già invece aperto le porte al pubblico lo scorso 7 giugno la caffetteria-snack Chiccotosto al piano terra, una struttura luminosa e accogliente situata ai piedi del grattacielo e immersa nell’area verde di Giardino Grosa, ideale per la prima colazione o per uno spuntino veloce, salato o dolce, durante la giornata.

Durante Expo 2015, CIR food ha conquistato oltre 4 milioni di clienti nei 20 ristoranti dislocati lungo il Decumano, lanciando dei modelli di ristorazione inediti e originali a sostegno del diritto ad un cibo sincero e accessibile. Qual è il filo che unisce l’esperienza Expo2015 di CIR food a questo nuovo progetto?

G.G.: Abbiamo individuato in questo progetto l’occasione ideale in cui far evolvere i nuovi modelli di ristorazione lanciati durante l’Esposizione milanese, inserendoli in un contesto di eccellenza e valorizzando così ulteriormente la nostra filosofia culturale e alimentare, da sempre orientata verso la qualità, la cultura e la sostenibilità del cibo. Non solo ristorante, quindi, ma anche un polo di ricerca e di innovazione all’insegna del cibo buono, pulito e giusto, filosofia di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, cara anche a CIR food. Perché – ne siamo convinti – per un futuro migliore è necessario garantire a tutti il giusto nutrimento, sia alimentare che culturale.

Quali forme prenderà l’offerta culturale?

Sashimi Ivan Milani

Piatto del menù 2016 di Ivan Milani, chef del ristorante Piano 35. © tinozzi

G.G.: L’idea è stata quella di riuscire a far convergere in unico luogo istanze e temi della gastronomia contemporanea: coerenza della filosofia del progetto all’interno di spazi e modalità di consumo diversi; materie prime di eccellenza nella grande ristorazione come nelle occasioni di consumo quotidiano in caffetteria, professionalità straordinarie con modalità di servizio innovative; progettazione nel segno della riduzione dell’impatto energetico e dell’essenzialità, con il fine ultimo di minimizzare tutti gli sprechi.

Scenario unico, sede esclusiva, alta cucina: non sarà un lusso che pochi potranno permettersi?

G.G.: L’intento è quello di assicurare ai clienti del ristorante Piano35 un’esperienza di cibo e di accoglienza di qualità elevata. Ma non sarà un ristorante d’élite a prezzi proibitivi: in molti potranno gustare un pranzo o una cena nel ristorante più alto d’Italia con una vista a 360° sullo skyline torinese. Tutto questo grazie a menu con prezzi accessibili, che partono dai 30 euro del light lunch, fino ai 55-100 euro dei menu degustazione (vini esclusi), oltre ovviamente alle proposte à la carte.

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