Aromi e Spezie

Sapere usare in modo sapiente spezie e aromi in cucina vuol dire avere la chiave dell’originalità dei piatti: non a casa in passato venivano considerate merce preziosa, e in alcuni casi persino portatrici di poteri particolari. Dall’aneto all’anice, passando per senape, curry e paprica, approderemo ai comunissimi basilico, prezzemolo e rosmarino per svelarvi di loro origini, carattere e usi in cucina. Vi insegneremo a riconoscere le varietà pregiate di zafferano, a comprendere che non si può parlare di sale ma delle sue svariate tipologie, ognuna adatta a piatti e preparazioni specifiche. Imparerete che ognuna di loro ha un potere immenso: quello di sposare ed esaltare la personalità e il gusto delle pietanze, senza coprirne e snaturarne i sapori.

Menta: Cucinare Con La Menta

La menta è apprezzata per l’uso in cucina soprattutto in medio oriente, India e nord Africa, ma anche in Italia e Spagna. Per il suo sapore molto intenso, in cucina deve essere impiegata con molta moderazione: si abbina molto bene a tutte le carni con sapore molto deciso come agnello, anatra e montone, specialmente sotto

zenzero

Zenzero

di Joja. Questo prodotto è commercializzato anche nei circuiti del commercio equo solidale. Nome scientifico: Zingiber officinalis Famiglia: Zinziberacee Parte usata: rizoma Lo zenzero è una pianta erbacea perenne, con portamento eretto, che può raggiungere il metro e mezzo di altezza e ha una radice detta rizoma. Annualmente, lo zenzero emette, direttamente dalla radice, uno

peperoncino

Peperoncino

di Silvia Salomoni. Il peperoncino è la spezia più antica della storia, conosciuta già 6.000 anni fa in America Latina. Cugina del peperone dolce, nasce allo stesso modo da una pianta erbacea di genere Capsicum, famiglia delle Solanacee. Il tipico sapore piccante si deve alla presenza di capsicina, un alcaloide concentrato soprattutto nella membrana bianca

paprika

Paprica

di Silvia Salomoni. Paprica in realtà non è altro che il nome ungherese del peperone, ma ormai in tutto il mondo indica la spezia ottenuta facendo seccare e macinando una particolare varietà di quest’ultimo, senza la parte interna bianca e i semi. Il peperone da cui si fa la paprica è quello classificabile come dolce,

basilico-ocinum-basilicum

Basilico (ocimum Basilicum)

di Silvia Salomoni. Il nome basilico deriva dal greco e significa “regale”. È una pianta erbacea aromatica che varia dai 20 ai 60 centimetri, con foglie ovali più o meno bollose di un bel verde lucente e dal profumo inconfondibile. Cresce naturalmente in estate, ma dato il suo grande utilizzo in cucina viene coltivata tutto

cannella

Cannella

di Alex Castelli. A differenza di altre spezie la cannella non è il frutto di una pianta ma la corteccia del tronco dei suoi rami: le stecche cilindriche marroncine che si trovano in commercio sono fogli di corteccia arrotolati ed essiccati. La corteccia viene raccolta quando i rami sono giovani intorno ai tre anni: tradizionalmente

anice

Anice

di LunaB. Entrando in un’erboristeria alla ricerca di un coadiuvante naturale alla cura dei miei ormai affezionati problemi di colite, mi sono imbattuta, un giorno, in una scatoletta di capsule a base di un prodotto dal nome allegro e spumeggiante: Pimpinella! Sulla scatola verde bosco è raffigurato un rametto con fiorellini bianchi mossi dal vento.

Santoreggia

di Orsagiuliva. Permettetemi di fare un preambolo… lo so che sono una logorroica, ma perdonatemi, per amore della mia sfrenata passione per tutto quello che è… assaggiabile! Ho capito di provare una gioia incontenibile nel pasticciare con le mani, assaggiare qualsivoglia cosa, odorare l’odorabile nella mia agitatissima infanzia (poveri papà e mammà…); ma soltanto da

timo

Timo

di Orsagiuliva. Il Timo é diventato, insieme alla maggiorana, alla santoreggia ed albasilico, un inquilino indispensabile delle mie cucine. Preferibilmente non chiuso e secco in qualche barattolino di vetro della dispensa, ma profumato ed allegro nel suo vaso vicino al lavandino, accompagnato dagli amici aromi tutt’intorno, persino in barca dove lo spazio é mignon (imitando

chiodi-di-garofano

Chiodi Di Garofano

di Alex Castelli. Togliamo subito un dubbio: col comune garofano ornamentale i chiodi di garofano non c’entrano proprio nulla. Nessuna parentela botanica infatti intercorre tra le piante che affollano e colorano i nostri balconi e questa spezia tanto conosciuta e usata nelle nostre cucine. I chiodi di garofano sono i fiori di un arbusto sempreverde

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Noce Moscata

di Alex Castelli.   Questo prodotto è commercializzato anche nei circuiti del commercio equo solidale. La noce moscata è originaria della Nuova Guinea e delle Molucche, isole indonesiane note anche come “Isole delle spezie”, da cui ha origine anche un’altra spezia molto diffusa nelle nostre cucine, i chiodi di garofano. L’albero appartiene alla famiglia delle

salvia

Salvia

di Martino Ragusa. Esistono in natura quasi 1000 diverse specie appartenenti al genere “Salvia”, ma quella che viene comunemente chiamata così è – scientificamente parlando – la Salvia officinalis (cosiddetta perché apprezzatissima in erboristeria già dai tempi degli Egizi). Si tratta di una pianta aromatica che ha l’aspetto di un piccolo arbusto sempreverde, diffusa allo

alloro

Alloro (laurus Nobilis)

di Martino Ragusa. Alberello sempreverde chiamato anche lauro, ha foglie aromatiche di consistenza coriacea. Nell’antichità classica l’alloro era sacro ad Apollo e con le sue foglie intrecciate venivano incoronati i poeti, i generali, i geni, i saggi e gli atleti vittoriosi. Oggi finisce più spesso in testa ai laureati e nelle tasche degli aspiranti tali:

pepe

Pepe

di Martino Ragusa.   Questo prodotto è commercializzato anche nei circuiti del commercio equo solidale. Nella cucina italiana il pepe è certamente la spezia regina, la più usata e diffusa, citata di solito sui libri in inseparabile connubio col sale. La pianta (Piper nigrum, della famiglia delle Piperacee) pare sia originaria dell’India del sud. Molto

basilico

Basilico

di Martino Ragusa. Pare che i liguri riescano a capire dal sapore se stanno mangiando basilico della costa di levante o di ponente. Il migliore, a detta di tutti, per fortuna sembra essere quello della zona di Genova, che è a metà strada e così non fa torto a nessuno. Delle quaranta specie di basilico