L’estate è ormai alle porte, ed è tempo di gelato! Che sia al mare, sul divano di casa o in città, una buona pallina di gelato (ma anche due o tre) è sempre una buona idea, soprattutto se gustata insieme alle persone che ci fanno stare bene. Ma ci sono alcune regole che non tutti conoscono e che permettono di distinguere il vero gelato artigianale dalle imitazioni e i surrogati. La prima, si sa, è l’utilizzo di ingredienti di qualità. Ci sono però anche altri aspetti da tenere in considerazione, come il modo in cui il gelato viene posizionato sul cono, la temperatura a cui viene servito, o la percentuale di aria che contiene.
Tenendo a mente questi criteri, ho selezionato sei gelaterie della mia città tra le più competenti in materia, per portarti in un viaggio alla scoperta dei migliori gelati della città dell’amore: Verona. Curioso di scoprirle?
6 gelaterie da non perdere a Verona, tra gusti classici e innovativi

Quante volte sei stato assalito da una voglia impellente di gelato, senza però sapere dove andare a mangiarlo? Armata di agenda e penna, ho passeggiato tra le vie della città scaligera per farmi portavoce di una questione molto seria: stilare una mini guida alla degustazione del migliore gelato artigianale di Verona. Così ho visitato numerose gelaterie, selezionando le sei che, secondo me, esprimono al meglio il rispetto della materia prima nella creazione di gelati di qualità.
In ciascuna o ho assaggiato due gusti classici (fiordilatte e pistacchio) e due più estrosi, per valutare attentamente sia la padronanza delle tecniche di base, sia la creatività dei maestri gelatieri. Prepara il palato, è il momento di partire per un viaggio fatto di latte, zucchero e panna!
1. Mustacchio
Partiamo da Mustacchio, gelateria emergente che quest’anno è entrata nella guida del Gambero Rosso per la sezione “Gelaterie d’Italia”, ottenendo il riconoscimento di “un cono gelato”. Con due sedi, una in via Galvani 31 e nella bella piazza Corrubbio, è gestita da Mattia e Mirko, due giovani fratelli originari del lago di Garda che hanno saputo valorizzare al massimo gli ingredienti del territorio, creando gusti semplici, innovativi e che non stancano mai. È il laboratorio a vista a parlare della qualità: ambiente pulitissimo, ordinato, quasi didattico, dove si usano solo latte e panna della Lessinia per le preparazioni base. Un luogo che fa venire voglia, anche solo per un giorno, di mettersi dall’altra parte del bancone e provare a fare il gelato.

“Se non lo sai non te ne accorgi”, mi dice Mirko dopo avermi servito una pallina di pistacchio vegano, il loro cavallo di battaglia a base acqua, seguito dalla semplicità di un fiordilatte che riporta ai sapori d’infanzia. Ormai l’avrai capito: da Mustacchio le sorprese nascono proprio dagli ingredienti semplici, come lo zucchero caramellato in forno (niente sciroppi industriali) che dona l’aroma al caramello salato. Ma a stupire è il gusto “fogassa”, una chicca ispirata al dolce tipico di Cavaion, la “fogassa su la gradela”, che onora e rende omaggio alla terra d’origine di Mirko, il creativo del team, il quale si è aggiudicato nel 2021 il 1° premio al concorso “Gelato Festival” con la sua versione gelato della colomba pasquale. Insomma, Mustacchio è una realtà giovane, fresca e innovativa che merita una sosta, con un’ampia proposta che comprende anche una selezione di granite d’ispirazione siciliana.
2. Zeno e Cioccolato
Proseguiamo con Zeno e Cioccolato, in via Sant’Alessio 6. Una gelateria che ha ama sperimentare, sorprendere e azzardare, e che ha fatto del “ritorno alle origini” la sua filosofia. Così si racconta il titolare, che ha scelto di tornare alla vera artigianalità del gelato discostandosi dalla proposta ormai scontata dei competitors con gusti a dir poco innnovativi, ricercati e quasi del tutto tendenti al vegano. Assente il fiordilatte, tra i classici troviamo il pistacchio di Matera con sale africano Kalahari, una scelta dettata dalla difficoltà nel reperire il pistacchio di Bronte, l’arachide e la mela con il lime. Tra le chicche, invece, il gusto qizha, una scelta stravagante dedicata al dolce presidio Slow Food della città palestinese di Nablus, a base di sesamo nero, mandorla caramellata e limetta palestinese. Attira l’attenzione anche l’Halva Gaza Palestina con sesamo bianco, pistacchio, mandorla, limone fermentato, mandarini e acqua di rosa.
Delle preparazioni estrose, che cambiano in continuazione secondo la creatività del titolare (con un passato da pasticcere) e che fanno pensare allo studio di un piccolo chimico piuttosto che a quello di un gelatiere. Ma anche qui, il laboratorio a vista riporta tutto alla concretezza: conferma la qualità altissima di un prodotto premiato con “tre coni” dal Gambero Rosso. E per finire, un dettaglio che racconta molto dell’identità del posto: all’ingresso, un grande cartello ben visibile che dice “no foto”. Un invito esplicito a godersi il momento e restare, almeno per il tempo di un gelato, lontani dai social. Un mondo che Zeno e Cioccolato ha volutamente deciso di tenere a distanza.
3. La Berta
Eccoci giunti alla terza tappa del nostro tour, in via Lungadige Samicheli 25/a. Sono entrata in questa gelateria perché porta il nome abbreviato di mia mamma Alberta: appena l’ho vista, c’è stato qualcosa che mi ha spinta ad avvicinarmi e conoscere il titolare.
Rinaldo, ex commerciale del settore enogastronomico e originario della provincia di Verona, cinque anni fa ha deciso di dedicarsi alla sua grande passione per la gelateria aprendo il proprio laboratorio. Un luogo dove il tempo si ferma e le sue creazioni prendono vita. “L’ho chiamata così perché quando ero piccino mia nonna mi diceva sempre “metti la Berta sulla cusina”, riferendosi alla pentola in rame tipica di una volta”, mi racconta mentre mi fa assaggiare alcuni dei suoi gusti più particolari.

Lavanda e vaniglia, basilico e mango, carciofi con olio dell’orto della sorella, ma anche lugana e “vin pan e latte”, realizzati appositamente per delle cantine e in memoria dei momenti del passato, dove le mamme di una volta inzuppavano il pane vecchio nel latte, talvolta allungandolo con un po’ di vino. Per quanto riguarda i gusti più classici, invece, il fiordilatte è arricchito con vaniglia del Madagascar, mentre il pistacchio (in risposta alla difficoltà nel reperire quello di Bronte) è a base di una varietà spagnola molto ricca e saporita. Una chicca in zona universitaria, che stupisce e gratifica, ma senza appesantire.
4. Jurri
Continuiamo con un’altra gelateria premiata con “due coni” dalla guida del Gambero Rosso. Jurri vanta tre sedi: a Verona in via Leoni 3, a Legnago in via 20 settembre 18, e a Desenzano del Garda in piazza Giuseppe Malvezzi. In tutte le sue proposte, viene usato esclusivamente latte della Lessinia. Eletta nel 2016 vincitrice regionale del “Gelato World Tour” con il gusto gianduia croccante, una base alla nocciola con variegatura al cioccolato e nocciole tritate, la sede di Verona dallo stile moderno si trova a due passi dalla zona di San Fermo, proprio di fronte agli scavi romani. Una location altamente suggestiva, dove poter gustare un gelato di altissima qualità tra gusti classici e più stravaganti. Tra quelli che meritano un assaggio, spicca la mandorla biologica di Toritto, un omaggio al presidio Slow Food pugliese, presente sia nella versione gelato che granita.
5. Gelateria Verona
È il momento della Gelateria Verona, in Corso Porta Borsari 57/b, proprio nel cuore del centro storico. Un gioiellino aperto da tre anni, con un’offerta contenuta ma ben studiata: pochi gusti, principalmente classici come fiordilatte alla vaniglia, pistacchio e crema, affiancati da due specialità della casa. Parliamo di Romeo, una crema di arachidi con scaglie di cioccolato fondente, e Giulietta, una delicata crema pasticcera con amarene e crumble al caramello. Due gusti che, a differenza dei personaggi della tragedia Shakespeariana, non solo stanno bene insieme, ma godono anche di un finale felice. Impossibile, infatti, non sorridere dopo averli gustati su un bel cono, magari passeggiando per la città insieme al proprio innamorato o innamorata.
6. Corte Vittoria

Ebbene sí: la città è sempre bella, ma a volte si sente il bisogno di ritirarsi nella natura. E allora concludiamo con Corte Vittoria, un’azienda agricola della provincia di Verona che offre un gelato fatto con ingredienti a chilometri zero, in una location paradisiaca immersa nel verde. A una ventina di minuti dal centro di Verona, è in via Valle dei Molini 20, a Sommacampagna. Una vera oasi di tranquillità, perfetta per chi cerca un momento di relax lontano dal traffico e dal rumore. Qui il gelato è fatto con il latte delle mucche dell’azienda stessa. I gusti spaziano dai più classici a quelli più creativi, come il vino Custoza o la ricotta con arancia candita. Il risultato è un prodotto sano e genuino, che mantiene alta la qualità e la ricchezza di sapore con una filiera “cortissima”: così al primo assaggio esplode il sapore autentico del latte, e se si chiudono gli occhi, pare quasi di fare un salto nel tempo.
E tu, conoscevi queste gelaterie di Verona? Quale saresti curioso di provare?
Immagine in evidenza di: Mustacchio