cracking art regeneration regione

Artificiale o naturale? Una sintesi possibile

Giuliano Gallini

Giuliano Gallini

In questi giorni che precedono Expo, Milano è diventata la sede di numerose manifestazioni culturali e artistiche. Fra queste, ce n’è una particolarmente originale: Cracking Art Regeneration Regione che colorerà gli spazi esterni del Palazzo Lombardia di Milano fino al 25 marzo. Una parata di chiocciole, lucertole, rondini e rane giganti colorati di rosa, giallo, blu.

Certamente, non una mostra tradizionale, al punto che alcuni scettici potrebbero addirittura non definirla arte. La filosofia alla base di questa corrente artistica post-moderna, in realtà, è molto interessante.

Cracking Art: la rottura che crea la sintesi

La Cracking Art, letteralmente arte di rottura, nasce a Biella nel 1993, grazie soprattutto al contributo di Omar Ronda.

Cracking è il divario dell’uomo contemporaneo, dibattuto fra naturalità originaria e un futuro sempre più artificiale, spiegano gli artisti del Cracking Art Group, Cracking è quel processo che trasforma il naturale in artificiale, l’organico in sintetico.

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Arte artificiale ma sostenibile

Il mondo naturale è rappresentato dagli animali, realizzati con materiale artificiale ma eco-sostenibile: plastica riciclabile e rigenerata. Le opere del gruppo, infatti, verranno recuperate e riciclate al termine dell’installazione, a testimonianza del forte impegno sociale e ambientalista del gruppo.

Il binomio proposto dal Cracking Art Group è in realtà un binomio che viviamo quotidianamente, sempre meno inscindibile. I nostri corpi possono essere trasformati dal silicone, o salvati da una valvola cardiaca meccanica o biologica; una foglia artificiale trasforma la luce solare in biocarburante, attraverso un sistema complesso che simula la fotosintesi e impiega un batterio geneticamente modificato.

Naturale o Artificiale?Cracking Art rane

Fonte immagini: crackingartgroup.com

Giuliano Gallini

Direttore marketing strategico di CIRFOOD, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

2 responses to “Artificiale o naturale? Una sintesi possibile”

  1. Kicco says:

    Gentilissimo Dott. Gallini,
    nel ringraziarla per l’articolo e l’attenzione che ci ha dedicato, mi permetto di precisare che Cracking Art è da sempre un gruppo e i risultati ottenuti derivano dall’impegno costante di sei persone. Il riferimento al solo Omar Ronda non è gratificante per gli altri membri del gruppo. Il Sig. Ronda, oltretutto, non fa più parte di Cracking Art dal 2008 e quindi i risultati attuali non sono a lui ascrivibili.
    Certo della sua comprensione per quanto ho voluto puntualizzare, porgo i miei più cordiali saluti.
    °Kicco – Cracking Art

    • Giuliano Gallini Giuliano Gallini says:

      Gentile Kicco,

      la ringrazio per la precisazione, non era mia intenzione appannare il lavoro davvero interessante svolto da tutto il vostro gruppo. Complimenti vivissimi e continuate così!

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