Alimentazione Vegetariana Sostenibile

Cosa succederebbe se nel mondo diventassimo tutti vegetariani?

Ivana De Innocentis

La stragrande maggioranza di coloro che si avvicinano all’alimentazione vegetariana lo fa per una questione principalmente salutista: ormai sono noti anche ai più scettici i benefici che questo tipo di alimentazione apporta al nostro benessere psico-fisico.

Vengono poi le motivazioni etiche, religiose e morali, e qui potremmo aprire innumerevoli rubriche d’approfondimento, ma non è questa la sede.

Oggi invece vi parlerò di un argomento che a me sta particolarmente a cuore, ovvero l’impatto che una “cultura vegetariana” avrebbe sull’ambiente.

Proprio così, se ci si sofferma a pensare all’effetto che il nostro bisogno di cibo ha sulla natura si apre una finestra su uno scenario dalle tonalità a tratti apocalittiche.
Ed ecco allora che ci viene in aiuto un interessante video realizzato dallo YouTube Channel AsapScience, dedicato ai principi di scienza “for dummies”, che prova a immaginare un mondo di soli vegetariani, con tanto di dati e statistiche.

 

I numeri virtuosi del vegetarismo

Iniziamo con un dato confortante: il numero dei vegetariani nel mondo è costantemente in aumento, i più virtuosi sono gli indiani, la cui popolazione è per più del 30% vegetariana. segue l’America del Nord e Taiwan con valori intorno al 12% e poi il vecchio continente che si attesta intorno al 5-7%.

E noi italiani? Ebbene, e qui mi infiamma un sentimento patriottico, siamo a circa il 10%.

 

Cifre “mostruose”

I numeri degli animali da allevamento nel mondo sono da capogiro: 20 miliardi di polli, un miliardo e mezzo di bovini e ovini e maiali intorno al miliardo, cui è destinato per la pastorizia uno spazio pari alla grandezza dell’Africa. Tutto questo senza contare lo sconfinato territorio adibito alla coltura e di cui la maggior parte viene usato per nutrire i poveri animali, cui chiaramente, se nessuno mangiasse più, il loro numero, in poco tempo si assottiglierebbe considerevolmente, ma tornerebbero ad una vita più dignitosa e non in funzione di mero alimento.

La maggior parte del territorio prima adibito al pascolo tornerebbe selvatico e quindi, come è noto, una maggiore forestazione contrasterebbe l’effetto serra con un notevole miglioramento delle condizioni climatiche e ambientali, se non l’avete ancora fatto, andate a scoprire quali sono i 5 motivi per cui essere vegetariani fa bene al pianeta.

Natura sana

Non sempre dal letame nascono fiori

La miriade di animali da pascolo mangiano, e tanto, e dopo che hanno mangiato, evacuano, e tanto! Gli escrementi accumulati si trasformano in metano, che essendo ben quattro volte più inquinante dell’ormai famigerato CO2 contribuisce in modo significativo all’effetto serra.

Incredibile ma vero: gli escrementi delle mucche inquinano di più della totalità dei gas prodotti da aerei, navi e macchine.

Dieta Vegetariana: più piante, meno consumo di acqua

Istintivamente verrebbe da pensare che in termini idrici consumino più le colture che gli allevamenti e invece ad esempio un chilo di manzo pesa fino a 15.000 litri sul consumo di acqua potabile rispetto ad un chilo di cereali che si attesta intorno ai 1.200 litri. Scienziati ed esperti hanno calcolato che se cessasse il consumo di carne si potrebbe risparmiare fino al 70% di acqua.

Non tutto è così facile

Ovviamente un così radicale cambiamento solleva innumerevoli interrogativi. Come già detto il sovrannumero titanico di animali allevati per il fabbisogno dell’uomo, se seguissimo tutti un’alimentazione vegetariana non avrebbe più senso di esistere e quindi naturalmente la natura ridimensionerebbe la quantità in qualche decennio.

Gli interessi economici miliardari intorno cui l’industria del consumo di carne orbita dovrebbero riadattarsi ad un tipo di alimentazione non certamente così remunerativo. E i lavoratori impiegati in questo settore? Che fine farebbero?

In conclusione, mi piace fantasticare su un utopico mondo in cui rispetto per  l’ambiente, i nostri amici a quattro zampe e quindi noi stessi si trovino su livelli pressoché simili e spero che lentamente questa coscienza prenda il sopravvento.

Ivana De Innocentis

E'Nata,vive e lavora a Roma. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Food 2.0Il suo piatto preferito sono le fettuccine ai funghi porcini o un classico abbinamento pizza & birra. Alla domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "spezie, verdure e creatività".

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