I luoghi delle ostriche tra Bretagna e Normandia

ostriche
Da Cancale a Saint-Vaast-la-Hougue, un itinerario tra Bretagna e Normandia per assaggiare le ostriche nei luoghi in cui vengono allevate.

Ci sono luoghi in cui basta aspettare che il mare si ritiri per vedere comparire un paesaggio completamente diverso. Tra Bretagna e Normandia, con la bassa marea affiorano file ordinate di tavole e sacche, uomini e donne si spostano tra i parchi ostricoli e piccoli trattori percorrono quello che poche ore prima era fondale marino. È qui che nascono alcune delle ostriche più celebri di Francia, protagoniste di una tradizione che lungo le coste della Manica e dell’Atlantico ha plasmato non soltanto la gastronomia, ma anche mestieri e paesaggi. 

Di recente, raccontando cosa mangiare in Normandia, avevamo già incontrato le ostriche di Saint-Vaast-la-Hougue, Utah Beach e Isigny-sur-Mer. Questa volta, però, vogliamo seguirne le tracce e allargare il viaggio anche alla Bretagna: dal mercato di Cancale alle rive del Bélon, passando per il Golfo del Morbihan e poi di nuovo verso la costa normanna. Un itinerario tra porti, mercati e villaggi ostricoli per scoprire storie e tradizioni, ma soprattutto quei piccoli rituali che rendono speciale mangiare un’ostrica proprio nel luogo in cui viene allevata.

Ostriche tra Bretagna e Normandia: una tradizione che segue le maree

coltivazione ostriche
Umomos/shutterstock

Per capire perché proprio Bretagna e Normandia siano diventate terre d’elezione per l’ostricoltura, bisogna partire dal mare e, soprattutto, dalle maree. Lungo queste coste l’acqua può ritirarsi per centinaia di metri, lasciando emergere i parchi dove le ostriche vengono allevate in sacche disposte su apposite strutture. È un paesaggio in continuo movimento, che da generazioni scandisce anche i tempi e i gesti di chi lavora negli allevamenti.

Come abbiamo raccontato nel nostro approfondimento sull’ostricoltura, non tutte le ostriche sono uguali. In Francia oggi la più diffusa è l’ostrica concava (Crassostrea gigas), mentre l’ostrica piatta europea (Ostrea edulis), più rara, è legata ad alcuni territori dalla lunga tradizione, come il Bélon in Bretagna. A cambiare, però, non è soltanto la specie: salinità, correnti e caratteristiche delle acque contribuiscono a dare alle ostriche profili differenti da una zona all’altra. Ed è proprio seguendo queste differenze, insieme alle storie e alle abitudini nate intorno agli allevamenti, che comincia il nostro viaggio.

Cancale, mangiare le ostriche guardando la baia

baia di Cancale
Florian Augustin/shutterstock

Se c’è un luogo da cui iniziare questo viaggio, è Cancale, sulla costa settentrionale della Bretagna, affacciata sulla baia di Mont Saint-Michel. Qui il legame con le ostriche attraversa i secoli: già nel Cinquecento erano tanto rinomate da arrivare sulla tavola reale e, nell’Ottocento, l’ostricoltura iniziò a organizzarsi in modo sempre più strutturato. A ricordare un capitolo meno conosciuto di questa storia c’è ancora oggi, vicino al porto, la Fontaine des Laveuses d’Huîtres, dedicata alle donne che un tempo lavavano e selezionavano le ostriche, mentre molti uomini di Cancale partivano per le lunghe campagne di pesca a Terranova.

Ma è scendendo verso Port de la Houle che questa tradizione diventa un’esperienza da vivere. Ai piedi del faro si trova il Marché aux huîtres, il mercato delle ostriche aperto tutto l’anno, dove i produttori vendono le ostriche del giorno e le aprono sul momento. Il modo più semplice, e decisamente più caratteristico, di gustarle è prendere il proprio vassoio, sedersi davanti alla baia e mangiare le ostriche guardando i parchi che emergono con la bassa marea. Finito l’assaggio, non stupitevi davanti alla distesa di conchiglie sulla riva: la tradizione vuole che i gusci vuoti vengano lanciati verso il mare. Un piccolo rito che, insieme al continuo andare e venire della marea, racconta forse meglio di qualsiasi ristorante quanto l’ostrica faccia parte della vita di Cancale.

Riec-sur-Bélon, nella patria dell’ostrica piatta

venditore di ostriche
AlanMorris/shutterstock

Dalla costa settentrionale ci spostiamo nella Bretagna meridionale, dove tra le rivières Aven e Bélon incontriamo un’ostrica molto diversa. Riec-sur-Bélon è considerata la capitale della Belon, nome con cui è diventata celebre l’ostrica piatta (Ostrea edulis) affinata nelle acque del fiume. Più rara rispetto alla concava che domina oggi la produzione francese, si riconosce per la forma tondeggiante e per un gusto complesso, nel quale spiccano le caratteristiche note di nocciola.

A renderla particolare è anche il luogo in cui cresce. Lungo il Bélon, l’acqua salata proveniente dall’oceano incontra quella dolce del fiume, mentre le maree rimescolano continuamente le acque. Le ostriche vengono affinate lungo le sue rive, in un paesaggio di piccoli porti e allevamenti che racconta la lunga vocazione ostricola di questo angolo di Bretagna. Vale quindi la pena percorrere il Bélon senza avere necessariamente una destinazione gastronomica precisa: lungo il fiume si incontrano diversi ostricoltori dove fermarsi per acquistare o degustare le ostriche direttamente sul luogo di produzione. 

Golfo del Morbihan, un paesaggio disegnato dalle ostriche

coltivazione ostriche
Mike Workman/shutterstock

Proseguendo verso sud-est si arriva nel Golfo del Morbihan, dove l’ostricoltura non appartiene a un solo paese, ma caratterizza un intero tratto di costa. Del resto, il rapporto di questo territorio con le ostriche ha radici antichissime: i ritrovamenti archeologici ne testimoniano il consumo fin dal Neolitico, mentre nei secoli successivi la raccolta e il commercio diventarono progressivamente attività importanti per le comunità locali. 

L’ostricoltura come la conosciamo oggi iniziò invece a svilupparsi nella seconda metà dell’Ottocento, inizialmente intorno all’ostrica piatta. Le epidemie che colpirono gli allevamenti nel Novecento favorirono poi la diffusione dell’ostrica concava, oggi predominante, modificando nel tempo anche le tecniche di allevamento e il paesaggio.

Per rendersene conto basta percorrere la costa tra Arradon e la penisola di Rhuys, passando per piccoli porti come Logéo: quando la marea si ritira, compaiono tavole, sacche e chantiers ostréicoles che sembrano prolungare la terra dentro il mare. Anche qui il consiglio è di non cercare necessariamente un ristorante, ma di fermarsi nei punti di degustazione degli ostricoltori, verificandone prima aperture e modalità di visita. L’esperienza è spesso tanto essenziale quanto memorabile: qualche ostrica appena aperta, pane, burro salato e un bicchiere di vino bianco davanti al Golfo. Pochi ingredienti che raccontano, però, secoli di convivenza tra questo paesaggio e chi lo abita.

Saint-Vaast-la-Hougue e Tatihou, tra ostriche e grandi maree

piatto di ostriche
GagliardiPhotography/shutterstock

Lasciamo la Bretagna per arrivare sulla costa orientale del Cotentin, in Normandia, dove Saint-Vaast-la-Hougue è considerato il più antico bacino ostricolo della regione. Qui le ostriche sono note per il gusto spiccatamente iodato e le caratteristiche note di nocciola, ma a rendere particolarmente interessante una tappa da queste parti è soprattutto il paesaggio. Davanti al porto si estendono infatti i parchi ostricoli che circondano l’isola di Tatihou e che, con il continuo alternarsi delle maree, compaiono e scompaiono nel corso della giornata.

Raggiungere Tatihou attraversando i parchi ostricoli

Il modo più curioso per osservarli da vicino è prendere il battello anfibio che collega Saint-Vaast all’isola di Tatihou. A seconda della marea, lo stesso mezzo naviga oppure procede sulle ruote attraverso l’area dei parchi ostricoli; quando le condizioni lo permettono, l’isola può essere raggiunta anche a piedi. Una volta sull’isola è possibile partecipare a visite dedicate all’ostricoltura e scoprire più da vicino un lavoro scandito inevitabilmente dai ritmi del mare. Orari dei collegamenti e possibilità di attraversamento cambiano in funzione delle maree, quindi prima di organizzare la visita è indispensabile consultare il calendario aggiornato. Un piccolo vincolo organizzativo che, in fondo, fa parte dell’esperienza: da queste parti è ancora il mare a decidere quando si parte.

Baie des Veys, le ostriche tra Isigny e Utah Beach

Per l’ultima tappa restiamo in Normandia, ma ci spostiamo più a ovest, nella Baie des Veys, dove sfociano quattro fiumi e le acque dolci incontrano quelle della Manica. È qui, tra Isigny-sur-Mer, Utah Beach e Grandcamp-Maisy, che si estende uno dei principali bacini ostricoli normanni. Rispetto agli altri territori incontrati durante il viaggio, la tradizione è più recente: l’allevamento delle ostriche si è sviluppato soprattutto a partire dagli anni Settanta del Novecento, fino a diventare uno degli elementi caratteristici di questo tratto di costa. Le ostriche della zona sono generalmente descritte come carnose e croccanti, dal gusto più dolce, e offrono così un interessante confronto con quelle più iodate di Saint-Vaast-la-Hougue.

A Grandcamp-Maisy, nei parchi ostricoli a piedi o a cavallo

Per vedere da vicino dove e come vengono allevate, l’Office de Tourisme Isigny-Omaha organizza visite ai parchi ostricoli di Grandcamp-Maisy. A seconda delle proposte e del periodo, si può attraversare l’estran, ovvero la porzione di costa che emerge con la bassa marea, a piedi oppure a bordo di un carro trainato da cavalli, per poi visitare un atelier ostricolo e concludere con una degustazione. Anche in questo caso è il calendario delle maree a dettare tempi e possibilità della visita: meglio quindi verificare in anticipo date e modalità presso l’ufficio turistico. Un ultimo incontro ravvicinato con quel paesaggio sospeso tra terra e mare che ci ha accompagnato fin dalla prima tappa.

Come mangiare le ostriche in sicurezza: qualche consiglio utile

come mangiare le ostriche
barmalini/shutterstock

Prima di lasciarsi tentare da un vassoio appena aperto, vale la pena ricordare qualche semplice accortezza. Come abbiamo visto parlando di come scegliere e consumare il pesce crudo, anche per le ostriche è importante affidarsi a produttori e rivenditori autorizzati, verificarne la provenienza e la corretta conservazione e controllare che il guscio sia ben chiuso prima dell’apertura. Una volta aperte, è meglio consumarle rapidamente. Nei mercati e presso gli ostricoltori incontrati lungo questo itinerario, poi, c’è un vantaggio in più: oltre ad assaggiarle freschissime, si può spesso conoscere direttamente la loro provenienza e scoprire qualcosa in più sul luogo in cui sono state allevate.

Alla fine di questo viaggio, viene quasi naturale pensare che il modo migliore per conoscere un’ostrica sia assaggiarla guardando il mare da cui arriva. Magari seduti sul porto di Cancale, mentre la marea si ritira, oppure dopo aver attraversato un parco ostricolo e scoperto quanto lavoro si nasconda dentro una conchiglia che a tavola apriamo in pochi secondi. Tra Bretagna e Normandia, infatti, le ostriche sono anche un buon pretesto per viaggiare lentamente: seguire le maree, fermarsi nei piccoli porti, parlare con chi le alleva e scoprire tradizioni che cambiano insieme alla costa. E forse, dopo averle mangiate così,  anche il prossimo vassoio di ostriche avrà un sapore un po’ diverso. E tu, hai mai assaggiato le ostriche direttamente nei luoghi in cui vengono allevate? E quale tappa di questo viaggio tra Bretagna e Normandia ti incuriosisce di più?

 

Immagine in evidenza di: barmalini/shutterstock

Ultimi articoli

Ultime ricette

Iscriviti alla newsletter

Risparmia tempo, assapora il meglio

    Questo sito è protetto da reCAPTCHA, il suo utilizzo è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

    Ho preso visione dell'informativa privacy e presto il consenso alla ricezione della newsletter. (obbligatorio)

    Desidero ricevere informazioni relative a offerte, prodotti e servizi dei partner commerciali de Il Giornale del Cibo.

    Vuoi ricevere i nostri Ebook?

    Compila il form e iscriviti alla newsletter per scaricare gli Ebook esclusivi de Il Giornale del Cibo
    Cerca

    Company

    Contenuti

    Servizi

    Scopri anche

    Seguici

    Conoscere

    Scoprire

    Gustare

    Company

    Contenuti

    Servizi

    Scopri anche

    Seguici