C’è un momento, durante un viaggio in Normandia, in cui ci si accorge che il sidro è praticamente ovunque. Accompagna i formaggi, compare sulle tavole dei bistrot, si beve con le galette e con i piatti della tradizione, mentre bottiglie di produttori locali fanno capolino nei mercati e nelle botteghe. Non è un caso: come abbiamo visto raccontando cosa mangiare in Normandia, mele, sidro e Calvados sono parte integrante dell’identità gastronomica di questa regione.
Ma da dove arriva tutto quel sidro? Per scoprirlo bisogna lasciare per un po’ la costa e addentrarsi nel Pays d’Auge, dove le strade si stringono tra boschi, pascoli e meleti e conducono fino alle aziende dei produttori. È qui che si snoda la Route du Cidre, un itinerario che attraversa uno dei territori più affascinanti della campagna normanna. La Route du Cidre è un invito a rallentare: fermarsi davanti a un cartello, entrare in una fattoria, assaggiare un sidro e scoprire quante storie, e quanti prodotti diversi, possono nascere da una mela.
Route du Cidre: cos’è e perché attraversa il Pays d’Auge

La Route du Cidre è un itinerario segnalato di circa 40 chilometri che attraversa il Pays d’Auge, a est di Caen, toccando località come Cambremer, Beuvron-en-Auge, Bonnebosq e Beaufour-Druval. Lungo il percorso si incontrano una ventina di produttori di sidro e distillati, alcuni riconoscibili dai cartelli “Cru de Cambremer”, che aprono le porte delle proprie aziende a chi vuole conoscere più da vicino questa tradizione.
Se il sidro di mele si ottiene dalla fermentazione del succo del frutto, nel Pays d’Auge questa bevanda ha assunto caratteristiche così legate al territorio da ottenere una propria denominazione. Il Cidre Pays d’Auge AOP, primo sidro normanno riconosciuto in appellazione, viene prodotto con varietà di mele da sidro, tra cui hanno un ruolo importante quelle dolci-amare. Clima oceanico, piogge abbondanti e caratteristiche dei terreni hanno favorito nei secoli la coltivazione dei meli: ecco perché, percorrendo queste strade, i frutteti non sono soltanto una bellissima cornice, ma il punto di partenza di una cultura gastronomica che dalla mela arriva al sidro, al Pommeau e al Calvados.
Percorrere la Route du Cidre tra meleti, boschi e case a graticcio

Quaranta chilometri possono sembrare pochi, ma sulla Route du Cidre la distanza conta meno delle soste. Le strade del Pays d’Auge si insinuano tra boschi, pascoli e filari di meli, incontrando fattorie e le caratteristiche maisons à colombages, le case a graticcio che punteggiano la campagna normanna. Il consiglio, quindi, è di non avere fretta di completare l’itinerario: anche percorrerne soltanto una parte permette di entrare nell’atmosfera di questo territorio.
Lungo la strada, i cartelli conducono alle aziende dei produttori, dove l’esperienza è spesso molto più informale di una classica degustazione organizzata. Si entra nei luoghi in cui sidro e distillati vengono prodotti, si incontrano le persone che se ne occupano e si assaggiano le diverse specialità prima, eventualmente, di acquistarle. Non aspettatevi dunque una successione di bar o locali dedicati al sidro: il bello è proprio fermarsi direttamente nelle aziende, ascoltare le storie di chi lavora con le mele e scoprire come ogni produttore interpreti questa tradizione. Aperture e modalità di visita possono variare, perciò è sempre consigliabile verificarle prima di mettersi in viaggio.
Cambremer, nel cuore della strada del sidro

Tra i punti di riferimento della Route du Cidre c’è Cambremer, piccolo paese circondato da meleti e aziende agricole che si trova nel cuore dell’area del Cru de Cambremer. È un buon punto da cui iniziare a esplorare l’itinerario, soprattutto perché nei dintorni si concentrano diversi produttori: basta seguire le indicazioni lungo le strade di campagna per incontrare sidrerie e distillerie dove fermarsi, conoscere le diverse lavorazioni della mela e, naturalmente, assaggiare.
Il legame tra Cambremer e le produzioni gastronomiche normanne diventa ancora più evidente in primavera, quando il paese ospita il Festival des AOC-AOP, appuntamento dedicato ai prodotti a denominazione della regione, il corrispettivo francese di IGP e DOP per l’Italia. Non soltanto sidro, quindi, ma anche formaggi, Calvados e altre specialità che raccontano la ricchezza del territorio. Un’occasione interessante per chi capita da queste parti nel periodo giusto, ma anche un buon promemoria per il resto dell’anno: lungo la Route du Cidre il sidro non è mai un prodotto isolato, ma parte di una cultura gastronomica molto più ampia.
Beuvron-en-Auge, una sosta tra sidro e case a graticcio
Se Cambremer rappresenta il cuore produttivo della Route du Cidre, Beuvron-en-Auge è probabilmente la sua sosta più scenografica. Classificato tra i Plus Beaux Villages de France, il paese sembra quasi uscito da una fiaba normanna: intorno alla piazza si susseguono case a graticcio, edifici storici e le antiche halles, mentre tutt’attorno ricominciano la campagna e i meleti del Pays d’Auge. Vale la pena lasciare l’auto e concedersi una passeggiata, anche solo per vedere come il paesaggio attraversato lungo la Route continui dentro il paese.
Il legame con il sidro, però, non è soltanto geografico. In autunno Beuvron-en-Auge ospita tradizionalmente la Fête du Cidre, una giornata in cui la mela diventa protagonista e si può assistere anche alla pressatura dei frutti, oltre a scoprire e degustare le produzioni locali. È forse uno dei momenti più suggestivi per fermarsi qui, perché mostra quanto il sidro sia ancora legato non solo alle aziende che lo producono, ma anche alle feste e alle abitudini delle comunità del Pays d’Auge.
Non solo sidro: cosa assaggiare lungo la Route du Cidre

Entrare nelle aziende lungo la Route du Cidre significa anche scoprire che da mele e pere possono nascere prodotti molto diversi tra loro. Si parte spesso dal succo di mela, dolce e analcolico, per arrivare al sidro, che può cambiare per intensità, dolcezza e profilo aromatico a seconda delle varietà utilizzate e del produttore. Un universo abbastanza complesso da aver dato vita persino alla figura del pommelier, professionista specializzato nella conoscenza e nella degustazione di sidro e altre bevande fermentate a base di frutta.
Ma gli assaggi non finiscono qui. Nelle aziende si incontrano facilmente anche il Pommeau de Normandie, ottenuto unendo mosto di mela e Calvados e lasciandolo maturare in botte, e naturalmente il Calvados, il celebre distillato normanno prodotto a partire dal sidro e affinato nel legno. Talvolta compare anche il poiré, ottenuto invece dalla fermentazione delle pere.
Quando e come percorrere la Route du Cidre
La Route du Cidre può essere percorsa durante tutto l’anno, ma primavera e autunno regalano due esperienze molto diverse. Nei mesi primaverili i meleti in fiore trasformano il paesaggio del Pays d’Auge e Cambremer ospita tradizionalmente il suo Festival des AOC-AOP; in autunno, invece, arriva il momento della raccolta delle mele, della pressatura e delle feste dedicate al sidro, come quella di Beuvron-en-Auge.
L’itinerario stradale misura circa 40 chilometri e non è necessario percorrerlo interamente: si può scegliere un tratto, prevedere qualche sosta e lasciare spazio anche alle deviazioni. Per chi preferisce pedalare esiste inoltre un circuito ciclabile di circa 33 chilometri che attraversa il territorio tra Cambremer e Beuvron-en-Auge. Naturalmente, se l’obiettivo è assaggiare anche sidro, Pommeau e Calvados, bisogna organizzare gli spostamenti con attenzione: chi guida non beve, oppure si può valutare una soluzione che permetta di godersi le degustazioni senza doversi rimettere al volante. In fondo, su questa strada, avere fretta sarebbe comunque un peccato.
Alla fine, percorrere la Route du Cidre significa soprattutto dare un paesaggio a quel bicchiere di sidro che in Normandia compare così spesso sulla tavola. Dietro ci sono i meleti del Pays d’Auge, le strade che attraversano la campagna, le aziende in cui fermarsi quasi senza formalità e, soprattutto, persone che continuano a trasformare mele e pere in prodotti profondamente legati a questo territorio. Basta concedersi il tempo di rallentare, seguire uno dei cartelli lungo la strada e lasciarsi incuriosire da ciò che si incontra. Dopo aver visto dove nasce, come viene prodotto e quante forme può assumere, anche il sidro bevuto alla fine della giornata avrà qualcosa in più da raccontare. E voi, avete mai percorso una strada gastronomica dedicata al sidro?
Immagine in evidenza di: barmalini/shutterstock
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