Locanda tipica sa corte

Redazione

La signora della foto è Giovanna, proprietaria della locanda assieme al marito Giacomo Pisanu. Lei è in sala, lui in cucina. Giovanna però è anche un'abilissima panificatrice. Arrivando, l'ho sorpresa “con le mani in pasta” mentre stava preparando “sas spianadas”, il pane barbaricino delle feste a forma di disco e simile al più noto carasau (o Carta da Musica) ma di diametro inferiore, più spesso e morbido, non croccante come il pane dei pastori. La superficie è decorata con motivi adatti alla ricorrenza. Se è importante, le decorazioni augurali sono ottenute con le pintapanes, dei timbri di legno scolpiti dai pastori. Nel caso della mia visita, un evento ordinario, Giovanna si è limitata a colpire le spianadas con una rotella dentata tagliapasta messa di piatto creando un disegnino circolare a forma di sole o fiore davvero grazioso. Da lei potrete ammirare anche su coccoi, il tradizionale pane nuziale intagliato con le forbici come se fosse un gioiello. E tale sembra, piccolo e prezioso come spille d’avorio o filigrane. Vengono ancora regalati alle spose dalle suocere accompagnati dal detto “Non ho potuto farli d’oro, li ho fatti di pasta”. La cucina di “Sa Corte”, che domostra una grande cura nella ricerca della materie prime, è quella tipica sarda. Proposta secondo tradizione oppure rivisitata con grande, grande giudizio. Io ho mangiato un antipasto di salumi sardi, frittelle di verdure, e la frue, una crema di latte fermentato. Ho continuato con sos lados, dischetti di pasta tipici della Barbagia conditi con i funghi porcini, straccetti con finocchietti selvatici e ricotta, bocconcini di agnello con favette e funghi e i dolci preparati in casa. Il ristorante offre anche ospitalità per la notte con 10 camere (perciò la denominazione "locanda") accoglienti e arredate con gusto. Il conto medio va dai 30 ai 35 euro, vini esclusi. La camera con trattamento B&B per 2 persone costa 70 euro.  

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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