Ci sono tavole che sfamano e basta, e altre tavole che invece, oltre al cibo, offrono qualcosa di ancora più prezioso: la possibilità di sentirsi accolti. È da questa idea semplice e potente che prende forma il programma autunnale di Opera San Francesco per i Poveri, che da ottobre a dicembre porterà a Milano un calendario di incontri e momenti di condivisione ispirati all’eredità di San Francesco d’Assisi, nell’anno dell’VIII centenario della sua morte (1226-2026).
Un percorso che intreccia cultura, musica, spiritualità e impegno civile, fra pranzi, concerti, laboratori e dibattiti, trovando proprio nel cibo una delle sue leve più significative.
Il pranzo in mensa racconta il significato dell’accoglienza
Ad aprire la rassegna “Insieme a San Francesco oggi” sarà il pranzo del 4 ottobre, giorno della festa del Santo. Nella mensa di Corso Concordia, lo chef Cesare Battisti, anima del ristorante milanese Ratanà, lascerà temporaneamente la cucina del suo celebre locale per indossare il grembiule di Opera San Francesco e preparare il pranzo agli ospiti della struttura.
Non sarà uno show cooking né un evento gastronomico nel senso tradizionale del termine. Sarà piuttosto un’occasione per ricordare come il cibo possa diventare un linguaggio universale, capace di abbattere distanze e differenze, anche attraverso l’eccellenza culinaria. Alla stessa tavola siederanno infatti cittadini e persone accolte da Opera San Francesco, condividendo non soltanto un pasto, ma un momento di incontro, ascolto e reciproca dignità.
In fondo, è proprio questo uno dei significati più profondi della convivialità: creare relazioni. Un valore che attraversa la cultura gastronomica italiana da sempre e che, nelle mense solidali, assume una forza ancora più concreta, grazie al filo inestricabile che lega da sempre cibo e solidarietà.
Cultura, musica e riflessione per rileggere oggi il messaggio di San Francesco

L’iniziativa gastronomica rappresenta soltanto uno dei tasselli di un palinsesto più ampio, pensato per interrogarsi e riflettere sull’attualità del messaggio francescano in un’epoca segnata da nuove fragilità, laceranti egoismi e profonde disuguaglianze.
Nei mesi autunnali si alterneranno protagonisti del mondo della cultura come Alessandro Barbero, che ripercorrerà la figura storica di Francesco d’Assisi (5 ottobre), lo psicoanalista Massimo Recalcati con una riflessione sul tema della fraternità (19 ottobre), Paolo Benanti che affronterà in dialogo con Fra Marcello il rapporto tra intelligenza artificiale e cura delle persone più fragili (24 ottobre), fino al concerto natalizio del pianista e compositore Dardust, il 10 dicembre, presso il Conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi”, il cui ricavato sosterrà le attività di Opera San Francesco.
Accanto a questi appuntamenti troveranno spazio una maratona cinematografica dedicata al Santo di Assisi (venerdì 9 ottobre) e iniziative rivolte alle famiglie e ai più piccoli, con laboratori che uniscono educazione, cittadinanza e consapevolezza (10 e 11 ottobre, presso il MUBA di Milano). Non ultimo, il Museo dei Cappuccini promuoverà una serie di incontri dedicati all’eredità spirituale, artistica e culturale di San Francesco (dal 3 ottobre all’8 novembre).
Oltre l’emergenza: costruire percorsi di autonomia
Il ricco programma culturale spiega anche l’evoluzione di Opera San Francesco per i Poveri, che da oltre sessant’anni rappresenta uno dei punti di riferimento per chi vive situazioni di difficoltà a Milano.
I numeri del Bilancio Sociale 2025 restituiscono la dimensione di questo impegno: oltre 29.000 persone accolte provenienti da 144 Paesi, circa 2.500 pasti distribuiti ogni giorno nelle due mense, centinaia di servizi quotidiani tra docce, guardaroba e assistenza sanitaria. Ma oggi l’obiettivo va oltre la risposta ai bisogni immediati: sempre più spesso, infatti, il lavoro di Opera San Francesco consiste nell’accompagnare le persone verso percorsi di autonomia, attraverso progetti dedicati all’abitare, al lavoro e al sostegno sociale.

La tavola come luogo di incontro
In un momento storico in cui il rischio dell’isolamento e delle disuguaglianze appare sempre più evidente, il gesto concreto del condividere un pasto acquista un significato che va ben oltre l’alimentazione. La cucina diventa così uno spazio di relazione, un linguaggio capace di mettere sullo stesso piano persone con storie molto diverse, ricordando che la dignità passa anche da un posto a tavola.
Forse è proprio questo il messaggio più attuale dell’autunno di Opera San Francesco: la solidarietà non nasce soltanto dai grandi gesti, ma anche da quelli quotidiani. A volte basta un piatto preparato con cura, una tavola condivisa e il tempo dedicato all’altro per costruire una comunità più accogliente. Di cui tutti in fin dei conti abbiamo bisogno.
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