Museo-agriturismo omu axiu

Redazione

Antonia Laconi, d’accordo con il figlio Agostino Vargiu, ha trasformato – ma è una parola impropria, perché ha lasciato tutto com’era – la casa che ha ereditato dal suocero, domu Vargiu, nel Museo-Agriturismo Omu Axiu. Al pianterreno ci sono la cucina attrezzata con gli antichi utensili, il focolare e il forno a legna per la cottura del pane, la rimessa con gli arnesi per il lavoro nei campi, la cantina con l’attrezzatura per il vino. Al piano superiore, le camere da letto con gli antichi mobili originali, i corredi ricamati, gli abiti da sposa delle antenate, gli scialli, salotti e salottini con le foto di famiglia.
Il risultato, veramente insolito, è quello di un museo davvero vivo, con zone che sarebbe difficile capire se di pertinenza museale o agrituristica. Antonia è la curatrice di museo più singolare che abbia conosciuto, capace di passare disinvoltamente dalla preparazione del pane e della pasta per gli ospiti del ristorante alla dotta illustrazione degli oggetti custoditi. Quando sono arrivato il pane ed Antonia assieme alla nipote stava preparando sa fregula, grumi di semola e acqua simili al cous cous da cuocere in brodo se sono piccoli, da condire con il sugo di carne o un umido di lumache se sono fatti di calibro maggiore.
Poi è stata la volta degli gnocchetti di semola, i malloreddus che consocerete di sicuro con il nome di gnocchetti sardi. Dall’impasto Antonia ricavava dei piccoli gnocchi di pasta che poi rigava premendoli sul ciuliri, un canestro fatto con il culmo secco del fieno o di giunco sottile intrecciato. Anche i secondi sono tutti della cucina sarcidano-barbaricina: la “pecora in cappotto” bollita assieme alle patate non sbucciate, la pecora al canonau, il vitello alla vernaccia, la gallina ripiena, sas trattalia, uno spiedino di interiora di pecora o di agnello e altri piatti della tradizione agropastorale che ruotano ogni giorno.
Se andate a Orroli non dimenticate di visitare il Nuraghe pentalobato Arrubiu, il più maestoso e imponente complesso nuragico della Sardegna. Nelle vicinanze si trovano anche i laghi Flumendosa e Mulargia, immersi in un contesto selvaggio, e la Giara di Gesturi dove vivono allo stato brado i famosi e protettissimi “Cavallini della Giara”.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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