Medaglia D’argento!

Redazione

3° Campionato Italiano della Ristorazione Scolastica. Cinzia Malatesta di CIR Food si classifica al secondo posto assoluto. Il giorno 31 ottobre 2007, nell’ambito della Scuola dei Sapori 2007, presso il Padiglione Palasport – Fiera di Genova, alla presenza del Dirigente Ristorazione Scolastica del Comune di Genova dott.ssa Amina Ciampella e di altre autorità locali, si è svolta la finale del 3° Campionato Italiano della Ristorazione Scolastica, riservato alle aziende del settore ristorativo e produttrici di alimenti. La gara aveva il seguente tema: ‘Senza glutine: il dovere della sicurezza, il piacere del gusto’. Dopo numerose selezioni, erano rimaste in gara sei Aziende: Il Gruppo CIR Food, il Gruppo Vivenda – La Cascina, Gemeaz Cusin, Alessio S.p.A., Onama S.p.A ed il Gruppo CAMST. Per CIR Food concorreva Cinzia Malatesta, cuoca presso la mensa scolastica del Comune di Camogli (GE), con un piatto denominato ‘delle 5 P’, studiato appositamente per la manifestazione dalla ns. Dietista Tatiana Consigliere dell’Ufficio Prodotto di Genova. La fase finale è durata dalle ore 9,30 alle 13,00, quando, l’ospite d’onore, il presentatore Marco Columbro, ha letto la classifica finale stabilita dalla giuria ‘adulti’ e quella dei ‘bambini’, svelando una bellissima notizia per CIR Food: Cinzia Malatesta ‘seconda classificata assoluta’ in ambedue i concorsi. Nel discorso finale tenuto dalla dott.ssa Amina Ciampella (dirigente del Comune di Genova) alla presenza di diversi organi televisivi e di stampa, è stato apprezzato l’impegno e la sana competizione dimostrate da tutti i partecipanti alla manifestazione ed il fatto che, a discapito di tanti cuochi uomini, siano state due donne a primeggiare nella cucina scolastica 2007. Quindi, da tutta CIR Food un grande ‘BRAVA CINZIA’ alla nostra cuoca ‘medaglia d’argento’. Luca Brambilla Resp. Commerciale e Sviluppo CIR Food Area Genova

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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